Storia Veneta - Storia delle Venezie - Eversione Anni 70 - Commenti politici

EDITORIALE

 

L'italietta giallo-verde manipolata dalle elites mondiali ci prepara un bel futuro...

 

 

di Giorgio Marenghi

 

 

L’Italia, Veneto compreso ovviamente, è nei guai. Il guaio principale che salta agli occhi è che siamo in una continua campagna elettorale. E questo, dopo la “smagliante” vittoria dei “populisti”, alle elezioni del marzo 2018, è un dato sconfortante e vergognoso.

 

 

La seconda cosa che ci viene da dire è che il sistema istituzionale fa fatica a camminare, le leggi vengono scritte da burocrati “populisti” che il giorno dopo devono cancellare e correggere, trascinando nel ridicolo l’intero corpo dello Stato.

 

 

Tutto ruota attorno alla questione immigrazione e al reddito di cittadinanza, il resto fa da contorno. Al caos che viene costruito attorno a questi obiettivi politici (con un parlamento esautorato) si aggiungono le tensioni diplomatiche con la Francia, tensioni che saranno mantenute fino alle elezioni europee della primavera.

 

 

L’Italia sui migranti si è giocata tutto: ha offerto protezione politica e militare ad un governo di tagliagole quale quello di Serraj, che mantiene Tripoli sotto un controllo inesistente, ha offerto motovedette per la “guardia costiera” libica che in realtà è la longa manus degli scafisti (che ora ovviamente non rischiano più come prima).

 

 

E il Paese reagisce male alla presenza “pompata” degli alieni africani, si intravvedono cattiverie, forme di rigetto violento, esasperazione politica manipolata (ci mancava) dall’estrema destra.

 

 

Un bel regalo questo dell’immigrazione, non c’è che dire, e dobbiamo ringraziare le grandi potenze se ora l’Italietta si è incattivita. Bisogna chiarire che i grandi flussi migratori potrebbero essere bloccati con relativa facilità se Francia e USA volessero. Ma dai confini del Mali e del Niger continuano a transitare migliaia di disperati salutati dai parà della Legione Straniera e dai soldati americani chiusi nelle loro basi del centro Africa.

 

 

Ma perché sono successe queste cose, perché nel giro di poco tempo il panorama politico si è sfarinato e ora dobbiamo fare i conti con una confusione morale, politica ed economica?

 

 

Abbiamo detto le grandi potenze.

 

 

Non è cosa da poco. E’ da qui che dobbiamo partire per capire la questione migranti, la questione “populista” con i suoi riti e i suoi obiettivi e tante altre cose che non vanno.

 

 

Populismo o radicalismo di destra sembrano gli strumenti delle elites mondiali più che essere la risposta di strati popolari stanchi del mare di ingiustizie e dell’incapacità di governo del sistema dei partiti (sia di destra che di sinistra).

 

 

Noi vediamo con occhi italiani i progressi della Lega e dei Cinque Stelle, ma facendo così perdiamo di vista alcuni piccoli particolari estremamente importanti.

 

 

Ad esempio gli Stati Uniti sono dispiaciuti per l’avanzata del populismo europeo? Assolutamente no, la destra americana spinge anzi i populisti a fare ancora di più, ad attaccare il sistema di Bruxelles, per incepparlo, renderlo innocuo.

 

 

La stessa cosa possiamo riscontrare nella politica estera della Russia di Vladimir Putin, che ha i suoi addentellati nel magma populista (vedi la simpatia politica tra Salvini e il leader russo).

 

 

Il Fondo monetario internazionale da che parte sta? Siamo sicuri che sia neutrale, che si interessi “solo” di finanza e che quando interviene lo faccia per il bene dei popoli?

 

 

Sono domande retoriche, le risposte dobbiamo cercarle nei fatti. In Africa si sta costruendo il futuro dell’Europa. I nostri figli ne vedranno delle belle se non riusciremo a far decollare una Federazione europea decente, svincolata dagli egoismi delle elites mondiali.

 

 

In questo quadro, appena abbozzato, sta la grande fregatura del populismo targato giallo-verde. Un insieme magmatico di movimenti manipolati dalle grandi potenze con l’obiettivo di tenere occupati gli europei nell’opera di destrutturazione dell’unità politica del continente.

 

 

Il giallo-verdismo non è l’alternativa, è solo il grimaldello con cui gli USA, e le lobbies del petrolio, dell’energia e della finanza internazionale, hanno scelto di portare l’attacco politico nel cuore dell’Europa.

 

 

Il grande e possibile concorrente europeo si dissanguerà in questo modo grazie all’attacco populistico e ai continui flussi migratori (vera e propria arma di distrazione di massa).

 

 

La speranza di un’Europa unita fa inorridire i cervelloni della destra americana, inglese, della destra russa, degli Emirati arabi del Golfo.

 

 

Intanto qui da noi non c’è giorno che non si parli dell’estrema destra, di intolleranza, di divisioni politiche che paiono insanabili ma che invece sono solo la commedia con cui si regge questo nuovo piccolo sistema populistico.

 

 

E’ proprio vero che una classe dirigente non si improvvisa. Serve tempo, storia del Paese, ecc. Noi invece abbiamo dato un giudizio favorevole a gruppetti di scalmanati politici, a maleducati in servizio permanente effettivo. Non abbiamo analizzato per bene chi era chi. Sinistra e destra erano il passato dell’inconsistenza politica. Occorreva un ricambio. Certo, ma un ricambio lo si fa con personaggi e idee decenti. Lisciare il pelo alla plebaglia non è mai una buona politica.

 

Giorgio Marenghi