Processo verbale di esame di testimonio senza giuramento - 14 febbraio 1970

 

 

L’ANNO 1970 IL GIORNO 14 FEBBRAIO ALLE ORE 10,15 avanti il Giudice Istruttore dott. Ernesto Cudillo

[…] risponde

 

SONO: VENTURA Giovanni già qualificato.

 

 

Risponde: In riferimento al verbale dell’11 febbraio 1970, poiché la S.V. mi dice che io sono da considerare indizionato di reità in relazione alle dichiarazioni del Lorenzon, nomino mio difensore l’Avv. SORGATO Arturo, con studio in Venezia, in Calle San Fantin, 1925.

 

 

L’Ufficio dà lettura al Ventura di quanto dichiarato dal Lorenzon al Procuratore della Repubblica di Treviso nonché in data 11.2.1970 innanzi al giudice istruttore del Tribunale di Roma ed inoltre fa presente al Ventura stesso che ogni parola da lui detta può essere utilizzata contro di lui.

 

 

Dopo di aver preso atto di quanto sopra, dichiaro che le dichiarazioni rese dal Lorenzon sono completamente prive di fondamento e come ammesso dallo stesso Lorenzon nella dichiarazione del 7 gennaio 1970, le dichiarazioni debbono essere considerate frutto di congetture infondate e della anormale situazione psicologica in cui versava il Lorenzon stesso.

 

 

Conosco il Lorenzon da 10 anni circa ed abbiamo sempre mantenuto rapporti di amicizia; abbiamo spesso parlato di problemi politici, sociali, ideologici e filosofici.

 

 

Abbiamo anche esaminato il problema della violenza nei suoi riguardi ideologici per il raggiungimento di un fine, ma solo dal punto di vista teorico.

 

 

Solo su sollecitazione del Lorenzon ho preso in considerazione l’esame relativo agli ultimi attentati dinamitardi in Italia ma sempre in modo del tutto generico e conversativo.

 

 

Affermo che il Lorenzon sta scrivendo un libro di fantapolitica su un impianto letterario di natura rivoluzionaria.

 

 

Più volte mi ha richiesto consigli in ordine allo sviluppo e all’organizzazione di movimenti rivoluzionari esteri; io gli diedi delle notizie apprese su pubblicazioni varie e gli fornii anche indicazioni per il reperimento delle pubblicazioni stesse ( autore, titolo, editore).

 

 

Mi chiese anche come potesse essere articolata una organizzazione rivoluzionaria con metodi violenti ed io parlai di vari atteggiamenti e posizioni prese al riguardo da varie personalità sia nel campo italiano che nel campo estero.

 

 

Ricordo che in particolare o credo di ricordare che proprio in occasione della presentazione nella mia libreria di un libro di Thomas Merthon di cui non ricordo il titolo, ebbi una conversazione con il Lorenzon sul metodo della violenza, ciò in riferimento ad una espressione conclusiva di Padre Balducci secondo cui la giustizia dei poveri doveva realizzarsi anche violentemente poiché il potere è dei ricchi…

 

 

Nego di aver mai posseduto armi da guerra e cioè fucili, pistola e una cassetta di munizioni.

 

 

Non ho mai mostrato né ho mai posseduto l’ordigno a tempo descritto dal Lorenzon nelle sue dichiarazioni; ricordo di essermi recato a Jesolo, verso la fine dell’estate scorsa ma non ricordo se fosse con me il Lorenzon o mio fratello oppure altri.

 

 

Non ho mai parlato di attentati alle banche prima che questi si verificassero; non escludo tuttavia di avere espresso considerazioni negative sul conto dei banchieri e delle banche ed in genere sull’attività di vendita del denaro e ciò perché io stesso ne patisco quotidianamente gli effetti, dovendo corrispondere a vari istituti di credito interessi rilevanti, a seguito di finanziamenti ottenuti.

 

 

Non mi sono mai interessato di finanziamenti a partiti oppure a gruppi rivoluzionari.

 

 

A.D.R.: All’età di diciotto anni circa sono stato iscritto al M.S.I., successivamente mi sono disinteressato della politica in genere. Per ragioni di lavoro sono in contatto con moltissime persone di varie ideologie, ma non mi sono mai interessato degli impegni politici assunti da tali persone.

 

 

Esplico l’attività di editore e libraio e tale attività impegna completamente tutto il mio tempo.

 

 

A.D.R.: Per ragioni di lavoro mi sono spesso recato a Roma e meno frequentemente a Milano. Preciso che mi reco a Roma settimanalmente per la mia attività editoriale (Litopressa e Lerici).

 

 

In tali occasioni non mi sono mai incontrato con appartenenti ed esponenti di gruppi anarchici, anche se nella mia attività risultano titoli di autori che potrebbero essere definiti anarchici così come risultano titoli di autori di tutt’altra corrente.

 

 

Produco fotocopia di una dichiarazione del Lorenzon del 7 gennaio 1970 nonché un esposto da me presentato al Procuratore della Repubblica di Treviso, a mezzo posta, con data 23 gennaio 1970.

 

 

Chiedo di essere posto a confronto con il Lorenzon, il quale ha smentito in mia presenza, innanzi al P.M. di Treviso, le sue originarie affermazioni.

 

Letto confermato sottoscritto

 

Giovanni Ventura