Riassunto del procedimento penale, a Treviso, a carico di Ventura Giovanni, Freda Franco, Trinco Aldo ed altri - 4 marzo 1972

 

 

000112 – Copia per la III Sez. – Originale alla II Sez.

[6071-95 (43) p.201]

 

19.12.1969

 

 

Nel corso di una perquisizione effettuata dalla Questura di Treviso a Castelfranco Veneto, nell’abitazione dell’editore VENTURA Giovanni, vengono rinvenuti e sequestrati: un fucile da caccia, due baionette, due vecchie sciabole, una granata sdrappnel e cartucce varie.

 

 

Nello stesso periodo, un avvocato di Vittorio Veneto, Alberto Steccanella, riferisce ad un funzionario della Questura di Treviso che LORENZON Guido, insegnante di lingue in Maserada del Piave, lo aveva messo al corrente di una serie di confidenze e di discorsi compromettenti fattigli da VENTURA Giovanni e secondo cui esso VENTURA:

 

- si era proclamato capo di una organizzazione paramilitare neo-fascista, con fini eversivi;

 

- aveva personalmente collocato un ordigno esplosivo negli edifici della Procura di Roma e della Prefettura di Milano, rimasti inesplosi;

 

- era a conoscenza di particolari di alcuni attentati commessi nell’agosto 1969, sui treni delle FF.SS. in varie località;

 

- aveva nascosto una scorta di armi, da usare nel caso di una possibile insurrezione.

 

 

Sempre secondo quanto riferito dallo STECCANELLA il VENTURA, assente dal suo paese nei giorni precedenti la strage di Milano, al suo ritorno, avvenuto il 13 dicembre, aveva riferito al LORENZON di ordigni esplosivi collocati sotto il tavolo del Ministro dell’Interno e gli aveva manifestato il proprio disappunto per il “mancato scoppio” dell’ordigno collocato presso la Banca Commerciale di Milano.

 

 

Nell’occasione il VENTURA aveva consegnato a LORENZON l’opuscolo “La giustizia è come il timone..dove si gira va” edito a Padova da un sedicente “Fronte Rivoluzionario Popolare”.

 

 

23.12.1969

Il VENTURA si presenta spontaneamente alla Questura di Treviso e nega ogni addebito. Intanto la Procura della Repubblica di Treviso avoca a sé le indagini.

 

 

11.1.1970

Il LORENZON, dopo aver detto al VENTURA di essere stato lui a denunciarlo, si presenta alla Procura della Repubblica e nega di aver fatto le suesposte confidenze all’avv. STECCANELLA;

 

 

16.1.1970

Il LORENZON si ripresenta alla suddetta Procura e, rimangiandosi la precedente smentita, conferma la veridicità delle confidenze fattegli dal VENTURA e poi da lui riferite allo STECCANELLA; nell’occasione il LORENZON, rivela, inoltre, che il VENTURA gli aveva fatto vedere uno schizzo planimetrico con l’esatta ubicazione del posto in cui sarebbe stato collocato un ordigno in una banca romana.

 

La circostanza viene comunicata al Giudice Istruttore del Tribunale di Roma, che conduce l’inchiesta sugli attentati di Roma e di Milano del 12 dicembre 1969, che dispone l’interrogatorio del LORENZON.

 

 

26.1.1970

L’incarto processuale viene trasmesso alla Procura Generale di Venezia.

 

 

23.2.1970

Il “Gazzettino” di Venezia riporta la notizia secondo cui quella Procura Generale aveva incriminato un avvocato di Padova per il contenuto dell’opuscolo “La Giustizia è come il timone..dove la si gira va”.

 

La notizia è riservatamente confermata al Questore di Padova da quel Procuratore della Repubblica, il quale aggiunge che gli atti erano stati trasmessi alla Corte di Cassazione perché designasse il magistrato competente a giudicare.

 

L’avvocato viene identificato per il noto FREDA Franco.

 

 

9.4.1971

Il Giudice Istruttore di Treviso, incaricato delle indagini, emette mandato di cattura contro: VENTURA Giovanni, FREDA Franco e TRINCO Aldo, “per avere, nel territorio nazionale, partecipato alla costituzione ed organizzazione di una associazione diretta a sovvertire l’ordinamento politico, sociale ed economico dello Stato, particolarmente con scritti e pubblicazioni contenenti incitamento alla violenza, con l’erogazione di mezzi di finanziamento, con il procacciamento di armi da guerra e di materiale esplosivo, con la preparazione di attentati dinamitardi rispettivamente a Torino, nell’aprile 1969, e sui treni delle FF.SS., nell’agosto 1969”, in varie località italiane.

 

I predetti, tratti in arresto il giorno successivo, vengono associati rispettivamente, il VENTURA alle Carceri di Venezia, il FREDA a quelle di Padova e il TRINCO  a quelle di Treviso.

 

 

30.6.1971

Il Giudice Istruttore emette a carico di VENTURA Giovanni e FREDA Franco altro mandato di cattura:

 

1) per riorganizzazione del disciolto partito fascista, per avere, in concorso fra loro, costituito e organizzato un’associazione, denominata “GRUPPI AR” o “GRUPPO DI REAZIONE”, avente finalità propria del partito fascista;

 

2) per aver istigato i militari a disobbedire alle leggi;

 

3) per propaganda ed apologia sovversiva e antinazionale, mediante la diffusione dell’opuscolo scritto dal FREDA “La disintegrazione del sistema”.

 

Inoltre, per il solo VENTURA Giovanni:

 

- per aver detenuto armi ed ordigni esplosivi;

- per associazione a delinquere;

- per aver promosso e finanziato gli attentati terroristici sui treni dell’agosto 1969;

- per aver posto in pericolo la sicurezza dei trasporti mediante gli attentati di cui sopra;

- per lesioni personali aggravate;

- Per danneggiamento;

- per calunnia aggravata;

- per introduzione nello Stato di stampa oscena.

 

 

1.7.1971

- viene scarcerato TRINCO Aldo, per concessione di libertà provvisoria;

 

 

12.7.1971

- il Giudice Istruttore, con ordinanza dello stesso giorno, concede a VENTURA Giovanni e FREDA Franco la libertà provvisoria, con l’obbligo di notificare all’Autorità di P.S. ogni loro spostamento non temporaneo dal Comune di residenza e con l’obbligo di non uscire dal territorio italiano;

 

 

Agosto 1971

- lo stesso Giudice, dichiarando la propria incompetenza in ordine alle responsabilità rilevate a carico dei predetti VENTURA, FREDA e TRINCO, trasmette gli atti al Giudice Istruttore di Padova.

 

La decisione del Giudice di Treviso, da quanto si è potuto riservatamente apprendere, venne presa per la considerazione che, essendo di carattere permanente il delitto più grave attribuito agli imputati (ricostituzione del disciolto partito fascista), la competenza appartiene alla magistratura di Padova, città ove ebbe termine la fase esecutiva del reato;

 

 

5.11.1971

- nell’abitazione di MARCHESIN Giancarlo, consigliere comunale di Castelfranco Veneto, eletto nella lista del P.S.I., vengono rinvenute, nel corso di perquisizione domiciliare autorizzata, le seguenti armi: 5 moschetti, 8 pistole e numerose munizioni.

 

Nello stesso giorno il MARCHESIN è arrestato in esecuzione di mandato di cattura del locale Pretore.

 

 

7.11.1971

Vengono rinvenuti 35 tubetti di esplosivo (gelatina), in buono stato di conservazione, in una località di campagna del comune di Paderno del Grappa (Treviso), probabilmente nascostivi da COMACCHIO Franco, di Castelfranco Veneto.

 

 

2.12.1971

Il Giudice Istruttore di Padova emette mandato di arresto per detenzione e porto di armi e munizioni da guerra e per detenzione di materie esplodenti a carico di FREDA Franco, VENTURA Giovanni, COMACCHIO Franco, PAN Ruggero, MARCHESIN Giancarlo e VENTURA Angelo, ma dichiara la propria incompetenza in ordine al procedimento a carico di VENTURA Giovanni, FREDA Franco, TRINCO Aldo ed altri e restituisce gli atti al Giudice Istruttore di Treviso;

 

 

5.12.1971

- vengono eseguiti gli arresti ordinati dal Giudice Istruttore di Padova, tranne per il MARCHESIN già detenuto;

 

 

22.12.1971

Il Giudice Istruttore di Treviso, riunisce i due procedimenti, concede la libertà provvisoria a MARCHESIN Giancarlo ed emette a carico di FREDA Franco, VENTURA Giovanni, VENTURA Angelo e PAN Ruggero, un nuovo mandato di cattura, dove, omesse le imputazioni contestate col mandato di cattura del 30.6.1971, si accusano:

 

VENTURA Giovanni e FREDA  Franco:

 

di avere, in concorso fra loro, costituito, organizzato e diretto un’associazione denominata “GRUPPO AR” o “GRUPPO DI REAZIONE”, avente finalità proprie del disciolto partito fascista, diretta a sovvertire violentemente l’ordinamento sociale ed econolico dello Stato, particolarmente detenendo o occultando a tale scopo armi da guerra, munizioni e materiale esplosivo (rinvenuto a Castelfranco Veneto) e cooperando alla preparazione e diffusione di libri, stampati e scritti, tra cui “GRUPPO AR” – “REAZIONE” – “IL NOSTRO ONORE SI CHIAMA FEDELTA’” – “HITLER AVEVA RAGIONE” – “LETTERE DI ISTIGAZIONE alla insurrezione armata indirizzate ad ufficiali delle Forze Armate” – “LA GIUSTIZIA E’ COME IL TIMONE….” – “IL PROGRAMMA DEL FRONTE POPOLARE RIVOLUZIONARIO” – “L’EBREO INTERNAZIONALE” – “L’AGGRESSIONE SIONISTA” etc.; FREDA Franco, VENTURA Giovanni, VENTURA Angelo, COMACCHIO Franco, ZANON Ida, PAN Ruggero, MARCHESIN Giancarlo;

 

di avere illegalmente tenuto, in concorso fra loro, un rilevante quantitativo di armi da guerra ed esplosivi (5 mitra, 9 pistole cal.9, 2 canne di pistola, vari caricatori, circa 3000 cartucce cal.9 per mitra e pistola, 10 candelotti di dinamite, quantità imprecisata di tritolo e parti di armi) rinvenuto in Castelfranco Veneto;

 

VENTURA Giovanni e VENTURA Angelo:

 

di aver portato illegalmente in luogo pubblico le armi suddette prelevandole da località sconosciuta e trasportandole in casa di PAN Ruggero in Rossano Veneto nel genaio 1970;

 

VENTURA Angelo, COMACCHIO Franco, ZANON Ida:

 

di aver illegalmente portato in luogo pubblico le armi suddette prelevandole dalla casa del PAN e trasportandole nell’abitazione della ZANON. In Rossano Veneto e Camposanpietro nell’aprile 1970.

 

 

12.1.1972

Viene rimesso in libertà PAN Ruggero.

 

 

22.1.1972

Viene rimesso in libertà VENTURA Angelo.

 

 

15.2.1972

In esecuzione di mandato di cattura emesso dal G.I. di Treviso viene arrestato POZZAN Marco, da Villafranca Padovana, per partecipazione ad associazioni sovversive.

 

 

20.2.1972

Il G.I. di Treviso emette mandato di cattura per falsa testimonianza a carico del docente padovano BALZARINI Marco che è ricercato.

 

 

2.3.1972

Il G.I. di Treviso emette mandato di cattura a carico di VENTURA Giovanni, FREDA Franco, già detenuti, e del giornalista romano RAUTI Pino, che viene arrestato a Roma il giorno successivo. Il magistrato, come èdetto nel preambolo del provvedimento, precisa le imputazioni già contestate nel precedente mandato, estende le imputazioni a persone diverse e contesta nuove imputazioni, come di seguito:

 

VENTURA Giovanni, FREDA Franco e RAUTI  Pino in concorso fra loro sono accusati:

 

- di aver fatto scoppiare, allo scopo di suscitare tumulto e incutere pubblico timore, ordigni in varie località del territorio nazionale (Fiera Campionaria di Milano – Ufficio Cambio della Banca Nazionale delle Comunicazioni della stazione centrale di Milano) nonché per aver detenuto ingenti quantitativi di armi da guerra, munizioni ed esplosivi;

 

- di lesioni personali in pregiudizio di numerose persone a causa dell’esplosione verificatasi nello stand Fiat della Fiera Campionaria di Milano;

 

- di danneggiamento allo stand Fiat predetto e all’ufficio cambio della Banca Nazionale delle Comunicazioni della stazione centrale di Milano;

 

- di aver fatto scoppiare, allo scopo di suscitare tumulto e incutere pubblico timore, un ordigno esplosivo sul davanzale di una finestra dell’Ufficio Istruzione del Tribunale di Milano; accertato in Milano il 24.7.1969;

 

- di aver promosso, organizzato e finanziato, allo scopo di suscitare tumulto e di attentare alla sicurezza pubblica, atti dinamitardi, consumati o tentati, in varie località, sui treni delle FF.SS.; accertato il 9.8.1969 in Grisignano di Zocco (Vicenza), in Pescara, in Alviano (Terni), in Chiari (Brescia), in Pescina (L’Aquila), in Caserta, in Mira (Venezia), in Venezia e, l’8.8.1969, in Milano;

 

- di aver posto in pericolo la sicurezza dei trasporti pubblici per ferrovia mediante atti terroristici;

 

- di lesioni personali gravi a numerose persone viaggianti sui treni delle FF.SS.;

 

- di danneggiamento in danno delle FF.SS.;

 

- di detenzione abusiva, per la esecuzione degli atti terroristici, di armi da guerra, munizioni ed altro materiale esplodente, direttamente o per interposta persona (materiale direttamente detenuto da FREDA Franco e VENTURA Giovanni con l’interposizione di VENTURA Angelo, PAN Ruggero, COMACCHIO Franco, ZANON Ida e MARCHESIN Giancarlo, in Castelfranco Veneto fino al 5 novembre 1971);

 

- per aver fabbricato o fatto fabbricare, senza autorizzazione, gli ordigni esplosivi destinati alla esecuzione degli attentati di cui sopra. Prevalentemente in Padova e in Treviso nel 1969.

 

FREDA Franco e VENTURA Giovanni:

 

- di aver istigato persone estranee (PAN Ruggero e COMACCHIO Franco) a commettere attentati dinamitardi e ad entrare come membri nell’associazione;

 

- di aver cooperato alla preparazione e alla diffusione nel territorio dello Stato di libri, stampati e scritti (vedi elenco a pag.5) contenenti propaganda o istigazione alla sovversione violenta, denigrazione della democrazia, delle sue istituzioni e dei valori della Resistenza, esaltazione di esponenti, principi, metodi del passato regime fascista etc.;

 

- di istigazione, mediante la preparazione e spedizione di circa 2.ooo lettere a stampa, agli ufficiali delle FF.AA. ad impadronirsi autoritariamente del potere o a mutare la Costituzione;

 

- di propaganda sovversiva mediante la diffusione dell’opera “La disintegrazione del sistema”, scritta ed edita dal FREDA.

 

FREDA Franco:

 

- di avere illegalmente portato in luogo pubblico e aperto al pubblico (stand Fiat Fiera Campionaria Milano e ufficio cambi stazione Milano) di ordigni esplosivi:

 

 

22.3.1972

Il G.I. di Treviso emette avviso di reato a carico di P.Rauti, G. Ventura e F.Freda, ritenendoli imputati di aver, in concorso tra loro come promotori organizzatori e finanziatori, e in concorso altresì con ignoti esecutori, commesso, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, atti tali da porre in pericolo la pubblica incolumità e precisamente:

 

a) – per aver fatto collocare un ordigno a tempo alla Banca  dell’Agricoltura di Piazza Fontana a Milano, causando la morte di (seguono i nomi) e lesioni personali a (seguono i nomi) – 12.12.1969;

 

b) – per aver fatto collocare altro ordigno alla Banca Nazionale del Lavoro di via S.Basilio, a Roma, causando lesioni personali a (seguono i nomi) – 12.12.1969;

 

c) – per aver fatto collocare altro ordigno rinvenuto inesploso all’interno della Banca Commerciale Italiana di Piazza della Scala di Milano – 12.12.1969;

 

d) – di danneggiamento aggravato e di lesioni personali per i due attentati all’Altare della Patria – 12.12.1969;

 

e) – di detenzione illegale di esplosivi e dei congegni micidiali che hanno causato la strage;

 

f) – di fabbricazione o di aver fatto fabbricare ordigni esplosivi destinati all’esecuzione degli attentati descritti e a tale scopo di aver acquistato congegni elettrici, temporizzatori, detonatori, materiale esplosivo a Padova o altrove nell’autunno 1969.

 

Con l’aggravante dell’art. 61, secondo comma C.P., per aver commesso il reato per eseguirne od occultarne un altro, ovvero per conseguire o assicurare a sé e ad altri il prodotto o il profitto o il prezzo ovvero l’impunità di un altro reato.

 

 

22.3.1972

Lo stesso Giudice, dichiarando la propria incompetenza per materia e per territorio, rinvia tutti gli atti del processo al G.I. di Milano