Verbale di interrogatorio presso il Tribunale di Treviso - 19/2/71

L'anno millenovecento71 addì 19 del mese di febbraio alle ore 9 avanti al Giudice Istruttore diTreviso dott. STIZ

 

 

 

Sono VENTURA Giovanni n. a Piombino Dese il 2.11.1944. Alfabeta. Celibe. Incensurato. Nomino mio difensore l'avv. Gian Paolo Prandstraller di Padova presso il quale eleggo domicilio.

 

 

Intendo rispondere.

 

 

(L'Ufficio da atto che il difensore non è comparso benchè avvertito)

 

Interrogato il Ventura sui fatti di cui è processo.

 

 

ADR ho conosciuto il Lorenzon Guido da circa un decennio e precisamente quando frequentavo la seconda o terza liceo all'Istituto Dolomiti Pio X di Borca di Cadore. Il Lorenzon era mio assistente nel doposcuola.

 

 

ADR Successivamente ci siamo frequentati abbastanza spesso. I nostri discorsi fra l'altro vertevano anche su questioni ideologiche, filosofiche e politiche. Quali fossero le mie ideologie di quel momento può ricavarsi da quanto scrivevo. Ho con me ed esibisco il foglio dattiloscritto ciclostilato che divulgavo (a mia firma).

 

 

ADR - Sono stato iscritto al M.S.I. solo per pochi mesi e me ne allontanai non condividendo l'esagitato e vuoto attivismo e la linea politica espressa quindi da tale partito.

 

 

ADR - La circostanza riferita da Lorenzon Guido nel suo ultimo interrogatorio del 17.2.71 ed indicata come n.1 è falsa nei particolari e nella sostanza. L'accusa è talmente assurda da neppure prendersi in considerazione.

 

 

ADR - E' vero che fra di noi qualche volta si commentavano episodi di lotta politica violenta che si verificavano nel mondo e quindi anche episodi di lotta violenta che si verificavano anche in Italia e ciò con riferimento al problema dell'assunzione di moduli di lotta violenta nell'attività politica. Questi discorsi venivano svolti a margine dell'interesse centrale che occupava in quel periodo il Lorenzon. Voglio riferirmi alla tesi sull'opera polemica di Celine che io avevo consigliato al medesimo e per la quale seguitavo a dargli indicazioni e materiale.

 

 

Sul punto 2 rispondo:

E' completamente falso quanto afferma il Lorenzon. E' falso cioè sia che gli abbia confidato di aver accompagnato una persona a Torino per un attentato terroristico, sia che gli abbia confidato di aver preso parte agli attentati verificatisi sui treni nell'agosto 1969.

 

 

ADR - Ricordo che si sono verificati detti attentati ed è probabile che ne abbia parlato col Lorenzon. Ora non posso esserne certo.

 

 

Sul punto 3 rispondo:

E' falso quanto afferma il Lorenzon. Può darsi che in quei giorni fossi stato a Roma dove ho interessi commerciali ma non certamente a Milano.

 

 

Sul punto 4 rispondo:

E' completamente falso quanto afferma il Lorenzon circa lo schizzo che io avrei disegnato circa il fatto che io avrei suggerito o meglio preparato un modello di ritrattazione poi sottoscritta dal Lorenzon. Non è neppure vero che il Freda telefonicamente mi dettò parte di tale ritrattazione.

 

 

ADR Il Lorenzon mi confessò di esser lui l'autore della denuncia in un giorno compreso fra il 3 e il 5 cioè dopo il giorno della colazione in casa Barnabò. Penso fosse il giorno 7 poichè questa è la data apposta sul dattiloscritto a f.102 degli atti processuali.

 

 

Sul punto 5 rispondo:

E' completamente falso quanto afferma il Lorenzon.

 

 

Sul punto 6 rispondo:

E' completamente falso quanto afferma il Lorenzon.

 

 

Sul punto 7 rispondo:

E' vero che la società di cui ero procuratore aveva in affitto in via Manin alcuni locali per magazzino. In detti locali c'erano degli scaffali. Avevano accesso nei locali gli impiegati della ditta. La proprietaria credo si chiamasse Allegri. I locali erano due e erano siti al primo piano. Può darsi vi abbia accompagnato qualche volta il Lorenzon. Ora non ricordo. Escludo assolutamente che nella stanza più piccola tenessi un deposito di armi da guerra. In entrambe le stanze c'erano libri e attrezzature di carattere didattico e librario (sussidi didattici, espositori). non sono in grado di precisare quando sia scaduto il contratto di affitto.

 

 

Sul punto 8 rispondo:

E' assolutamente falso quanto afferma il Lorenzon.

 

 

Sul punto 9 rispondo:

E' assolutamente falso quanto ora afferma il Lorenzon:

preciso che io ho visto per la prima volta il libretto stampato perchè me lo diede il Lorenzon stesso.

 

 

Sul punto 10 rispondo:

Mi riporto a quanto ho precedentemente detto e preciso che il Lorenzon dattiloscrisse in mia assenza quasi l'intera ritrattazione utilizzando una macchina da scrivere del mio ufficio di via Pola, e riprendendo il testo da un manoscritto che aveva preparato precedentemente.

 

Preciso di non essere intervenuto in nessuna forma, estensiva o restrittiva, al fine di ridimensionare le affermazioni e la ricostruzione spontaneamente svolta dal Lorenzon in tale occasione. Presumo che in quella occasione fossero presenti nel mio ufficio uno o più dipendenti.

 

 

Sul punto 11 rispondo:

E' falso quanto afferma il Lorenzon. E' vero invece che mi sono incontrato con lui a Montebelluna (forse il 18 gennaio) ed è pure vero che ero preoccupato. Spiego che la mia preoccupazione consisteva nel fatto che il procedimento non si esauriva nonostante la ritrattazione del Lorenzon e nonostante le assicurazioni del dr. Calogero avanti al quale e in mia presenza il Lorenzon ritrattò. 

 

Non venne redatto verbale. Tale preoccupazione era legata al fatto che l'eventuale pubblicizzazione della vicenda avrebbe gravemente danneggiato la mia attività commerciale come si è poi verificato puntualmente. Non escludo che il contenuto della conversazione abbia riguardato anche il libello a suo tempo mostratomi dal Lorenzon e non escludo di averlo rimproverato per aver fatto il nome del Freda, non capendone il motivo.

 

 

ADR Non ricordo perchè ci incontrammo a Montebelluna.

 

 

ADR il mio desiderio di conoscere era unicamente legato alla necessità che si chiudesse al più presto l'istruttoria nel senso che temevo la pubblicizzazione per i motivi sopraddetti.

 

 

ADR In quei giorni io ero in contatto col Freda oltre che per altre questioni di carattere professionale anche per questa vicenda. Non escludo di essermi incontrato successivamente qui a Treviso col Lorenzon. Ricordo di essermi trovato a Mestre col Lorenzon e col Freda.

 

 

Sul punto 12 rispondo:

Non ricordo quanto afferma il Lorenzon e in particolare di averlo messo in contatto telefonico col Freda. So che aveva rapporti professionali col Freda. Non escludo di aver esortato il Lorenzon a tenere un atteggiamento coerente e veritiero secondo lo sviluppo fattuale e puntuale delle vicende sulle quali veniva sentito, perchè, questa storia doveva finire!

 

Dichiaro che dopo la ritrattazione pretesi che gli appunti manoscritti del Lorenzon che contenevano le affermazioni notoriamente calunniose mi fossero restituiti.

 

Sottolineo che tali appunti presentano correzioni di mano estranea al Lorenzon che estendono pesantemente la gravità delle attribuzioni del medesimo. Preciso altresì che il Lorenzon mi disse che tali correzioni erano state apportate dall'avv. Steccanella.

 

Sono in possesso dell'originale di tali appunti che vennero restituiti al Lorenzon dal dr. Calogero e successivamente mi furono dal primo consegnati.

 

Desidero precisare che agli atti è allegata un'istanza nella quale è stato chiesto una perizia grafologica sulle correzioni apposte sull'originale manoscritto.

 

 

Sul punto 13 rispondo:

Non escludo di essermi incontrato al Carlton Hotel di Treviso col Lorenzon. Il contenuto di questi colloqui, come riportato a f.39 e 39 retro, è falso ed impreciso. E' falso per quanto riguarda le mie affermazioni a lui fatte e relative alla mia partecipazione all'attività terroristica; è impreciso per quanto riguarda la ricostruzione generica dei discorsi e il riferimento al contenuto degli interrogatori resi dal Lorenzon al Procuratore.

 

 

Sul punto 14 rispondo:

E' falso quanto afferma il Lorenzon. Durante il pranzo in casa Barnabò abbiamo parlato del comportamento che avrebbe dovuto tenere il Lorenzon nel caso fosse sentito dalle autorità inquirenti sulle mie attività. Tale era il problema del Lorenzon, il quale chiedeva a me insistentemente come avrebbe dovuto comportarsi.

 

Escludo di aver fatto le ammissioni cui fa cenno il Lorenzon.

 

Non ricordo se abbiamo parlato del Valpreda.

 

 

Sul punto 15 rispondo:

E' vero che ho avuto un incontro col Lorenzon e il Freda all'Hotel Plaza di Mestre. Non ricordo nè il contenuto del discorso nè il motivo per cui intervenne il Freda.

 

 

Sul punto 16 rispondo:

La questione dell'esaurimento nervoso è stata una spontanea e precisa spiegazione data dal Lorenzon. Non è stata quindi da me suggerita.

 

Il Lorenzon disse che l'origine delle accuse era di natura traumatica. Egli aveva avuto un trauma di natura psichica dopo la strage di Milano. Parlò, anzi testualmente disse, che il suo medico di Maserada sul Piave conosceva la sua malattia. Per migliore chiarimento sul punto mi rifaccio alla nota a f.90 degli atti e seguenti.

 

 

Sul punto 17 rispondo:

E' vero che ho incontrato il Lorenzon qualche mese fa in due occasioni a distanza di circa 15 gg. l'una dall'altra a Treviso. Nella prima occasione ribadii la mia opinione sul suo comportamento cialtronesco, canagliesco e vigliacco perchè gli dissi che non diversamente poteva qualificarsi il suo comportamento riconducibile soltanto al timore delle conseguenze che lo sviluppo giudiziario della vicenda avrebbero assunto per lui.

 

Escludo di avergli richiesto una nuova più ampia ritrattazione o comunque dichiarazione sulla vicenda in corso. Lo rividi ancora casualmente in una seconda occasione qui a Treviso.

 

Chiedo che mi sia fatta sentire la registrazione dei colloqui intervenuti tra me e il Lorenzon ed il Freda.

 

 

Giovanni Ventura