Verbale di interrogatorio presso il Carcere di Treviso - 15/4/71

L'anno millenovecento71 il giorno 15 del mese di aprile ad ore 9,30 in Treviso Carceri avanti di Noi dr.G.Stiz  GI.

[...] Sono e mi chiamo VENTURA Giovanni n. 2/11/44 a Piombino Dese. Alfabeta. Celibe. Incensurato.

 

 

(Si dà atto che è presente il P. dr. P.Calogero)

Invitato a scegliersi un difensore risponde:

L'avv. Prandstraller oggi presente.

 

 

Intendo rispondere.

 

 

Respingo le imputazioni che ritengo fantastiche. Confermo quanto già dichiarato alla S.V. il 19/2/71. 

 

 

ADR - Nel 1965 tra me e il Freda ci sono stati rapporti di natura politica su base culturale.

 

I fogli che mi vengono ora rammostrati (allegati f.47 e segg. fascicolo) sono opera mia e sono stati da me diffusi a Castelfranco se non erro nel 1965. Sono stati scritti da me non in collaborazione col Freda, che del resto conoscevo, ma con la collaborazione di qualche altro.

 

 

ADR - Non ricordo i nomi di tali collaboratori. Mi pare si trattasse di ragazzini della CISNAL e nella sede di detta confederazione feci ciclostilare gli scritti. L'intestazione degli stampati "Gruppo di Reazione" non riflette la esistenza di una associazione o organizzazione ma soltanto una aspirazione non realizzata.

 

 

ADR - Non ho copiato dal Freda. Il Freda non mi ha aiutato, anche se nella proposizione dell'argomento vi sono frasi identiche a quelle contenute nella pubblicazione a firma Freda di cui a f.186 del primo fascicolo. Preciso che si tratta di indicazioni a carattere normativo personale e politico che sono rintracciabili in molti testi tradizionali.

 

 

ADR - Fino a tre o quattro anni fa i miei rapporti col Freda sono stati di amicizia e di affinità ideologica. Poi i rapporti si sono limitati solo al campo professionale in quanto il Freda curava i miei interessi personali familiari di natura civile.

 

 

ADPM - Il mio aiuto al Freda si è limitato alla cessione di libri e reintegre di carattere finanziario. In definitiva escludo di aver finanziato o dato sovvenzioni finanziarie al Freda.

 

 

ADR - Non avevo nessuna cointeressenza nella libreria Ezzelino tranne un credito per la fornitura di libri effettuate in conto deposito.

 

 

ADR - Non so di chi sia la libreria Ezzelino.

 

 

ADR - Non ho mai aderito all'Ordine Nuovo. Non so se il Freda vi abbia aderito. Attualmente non aderisco a nessun movimento. Per la mia attività editoriale sono in contatto con una schiera numerosa di movimenti culturali.

 

 

AD - Vuole indicare quali sono questi movimenti culturali?

 

 

ADR. - Preferisco non rispondere. Vista la sorte toccata a me non intendo manifestare i miei rapporti per evitare che anche nei confronti di miei amici si intervenga nelle stesse misure di abuso e di sopraffazione.

 

 

ADPM - Conosco il dr. P. Gamacchio che è mio socio in una società a responsabilità limitata. La società ha la denominazione LITOPRESS con sede in S.Maria delle Mole (Comune di Marino). Conosco Massari che è un mio collaboratore editoriale e conosco Trapani che è un mio collaboratore.

 

I predetti risiedono a Roma e lavorano i primi due alla RAI, il I° come direttore editoriale delle edizioni RAI e il 2° come redattore addetto ai servizi culturali, il 3° con un'azienda denominata Mercury Italiana Distribuzione.

 

 

ADPM - In questi ultimi tempi non avevo concluso nessun contratto con la RAI. Attraverso il dr. Gamacchio mio socio, il quale ha realizzato con me un accordo di carattere privato, unitamente all'altro socio mi apprestavo a concludere contratti e ottenere commesse con le società editrici nazionali ed estere per un volume di circa 600 milioni durante il prossimo esercizio sociale.

 

Preciso che tutto questo è diventato impossibile da quando io mi trovo nella situazione attuale, essendosi inesorabilmente guastato il meccanismo commerciale e finanziario sul quale si basava questa operazione.

 

 

[A questo punto viene esibito all'imputato il foglio ciclostilato, anzi in fotocopia, con annotazioni di suo pugno e recanti la data 8 febbraio 1971.]

 

 

L'imputato risponde: "Il predetto foglio mi è stato esibito in visione dal Freda nel febbraio 1971 e gliene chiesi fotocopia. Il Freda mi disse che quanto riportato nel foglio dattiloscritto erano le richieste fatte dal P.M. di Trento ad un difensore di un elemento di "Avanguardia Nazionale" alla cui risposta condizionava l'ottenimento della libertà provvisoria. 

 

A me interessavano tali notizie perchè stavo preparando la ristampa del volume "Gli attentati e lo scioglimento del Parlamento" in appendice al quale è inserito un dossier sulle organizzazioni neo fasciste e un'appendice sui casi di provocazione da parte di neo fascisti in organizzazioni di sinistra.

 

 

ADR - Ho soltanto collaborato come editore alla pubblicazione del libro "Gli attentati e lo scioglimento del Parlamento" il cui contenuto è da attribuirsi esclusivamente agli autori. Condivido peraltro gli orientamenti ideologico-politici espressi nel volume.

 

 

ADR - Tutto il materiale relativo alla descrizione delle bande autonome neofasciste è stato da me reperito pazientemente sulla base di segnalazioni e informazioni provenienti da più parti.

 

 

ADR - Tutto il materiale reperito nel mio ufficio e relativo alle bande autonome neofasciste è opera mia.

 

 

AD Difesa: - Durante un periodo di quattro o cinque anni (gli ultimi quattro o cinque anni) le mie posizioni politiche subirono una evoluzione dal tradizionalismo cattolico al cattolicesimo francese del 900 (Bernanos, Peguy, Camus, Simon Weil) alla sinistra marxista (intendo dire Feuerbach) al socialismo francese dell'800, allo anarcosindacalismo e al sindacalismo rivoluzionario, ecc. ecc.

 

Il dossier inserito nel volume menzionato intende dare una panoramica delle bande neofasciste, della loro attività, degli ambienti che le appoggiano e finanziano con finalità eversive.

 

La pubblicazione di queste notizie e del libro intende avvertire l'opinione pubblica sull'operazione e sui propositi reazionari che stanno alla base della attività di queste bande.

 

Il libro, che io condivido integralmente e che si ispira a vedute politiche marxista, intende denunciare le manovre reazionarie di destra.

 

 

ADPM - Alla domanda del PM se la sua precedente posizione ideologica e quella successiva conseguente all'evoluzione del suo pensiero in senso marxista esprimesse, sia pure da poli opposti, il globale rifiuto dell'ordinamento sociale costituito ovvero della cosiddetta società borghese e tendessero a sostituire tale ordinamento con un altro migliore l'imputato risponde: "mi riporto a quanto ho scritto nel comunicato datato luglio 1970 in atti.

 

 

ADR - L'elenco degli agenti dei servizi segreti americani in Italia che è stato trovato nel mio ufficio lo stavo utilizzando o sarebbe stato utilizzato per un volume programmato nella collana "Pamphlets" dal titolo "Storia della CIA". L'autore di detto volume è un redattore del settimanale "L'Europeo" che si occupa da alcuni anni di tale materia e di cui mi riservo di rivelare il nome. 

 

Gli elenchi li ho avuti tramite i miei informatori e agenzie di stampa. Non intendo fare i nomi dei predetti informatori.

 

 

ADR - La lettera a me indirizzata il 4 aprile 1970 da certo Tommaso Romano di Palermo per me non rappresenta nulla. Ritengo trattarsi di un tentativo di provocazione e penso sia in relazione alle pubblicazioni della stampa avvenute in quel periodo. La conservavo in quanto rappresenta un esempio dell'insipienza fascista.

 

 

ADR - Conosco Romualdi Adriano ma i nostri rapporti sono praticamente evidenziati dalla lettera 25/6/70 agli atti.

 

 

ADR - Tutte le pubblicazioni che la S.V. mi rammostra le avevo a scopo di documentazione. Me le procuravo per documentazione in quanto era in corso di allestimento un volume sulla nuova sinistra in Italia dal 1959 al 1970 a cura di una decina di persone collaboratori della mia casa editrice. La mia casa editrice ha sede a Padova via Tommaseo 13.

 

 

ADR - Non intendo fare il nome di tali collaboratori.

 

 

ADR - Le macchine che ho in ufficio sono:

 

una compositrice semiautomatica Verytyper che serve per la composizione di lucidi per la stampa in offset. Serve per imprimere il tratto ioè il testo ottenendo una battuta particolarmente efficace e nitida tale da surrogare l'uso della composizione meccanica cioè della linotype. Questo modello non consente l'allineamento automatico del testo a destra, una compositrice IBM con le caratteristiche medesime della predetta con l'aggiunta o variante della possibilità dell'allineamento a destra del testo. 

 

Nel caso dell'IBM la battuta si effettua su un tipo di carta speciale. Anche questa serve per la stampa in offset.

 

Nessuna di queste due macchine è stata usata per la stampa di libri e pubblicazioni. Può darsi che siano state usate per pubblicare cataloghi. Una l'ho comperata nuova e una usata.

 

Non sono in grado di dire dove abbia messo le testine della compositrice.

 

 

ADR - L'ufficio di via Tommaseo a Padova l'ho preso in affitto da 5 o 6 mesi. Prima tenevo le macchine a Treviso.

 

Ho acquistato la compositrice IBM per utilizzarla oltre che per listini e cataloghi editoriali per la battuta dei testi di una serie di volumi di un catalogo scolastico per l'addestramento professionale.

 

L'utilizzazione della macchina èstata rinviata perchè nel frattempo sono venuti meno i riferimenti legislativi e la certezza dei programmi relativamente all'istruzione professionale che recentemente è stata demandata alla giurisdizioni regionali.

 

 

ADR - Per l'uso materiale della macchina mi servivo di una dattilografa efficiente.

 

 

ADR - Prendo visione dei foglietti indirizzati a ufficiale dell'esercito e allegati al I° fascicolo e f.177 e 183. Non li ho mai visti. Ne ho sentito parlare. Non sono opera mia.

Prendo atto dell'accusa che mi viene mossa su tale punto dal Lorenzon ma la ritengo fantasiosa come le altre. Di tale argomento non ho mai parlato col Lorenzon, nè ricordo di aver ricevuto telefonate.

 

 

ADR - Nego la paternità del libretto "La giusitizia è come il timone, dove la si gira va". Credo di aver avuto la copia del libretto all'Università. Ne circolavano tante!

 

 

ADPM - Non so chi abbia scritto il libretto rosso.

 

 

ADR - Non ricordo se l'incontro a Mestre lo provocai io. Non ci riunimmo comunque per la storia del libretto rosso ma per tutta la vicenda in cui mi aveva implicato il Lorenzon. Il Freda era presente come mio legale.

 

 

ADR - Riguardo al contenuto del libretto rosso il Freda mi disse di condividere le opinioni contenute nella seconda parte del volumetto. Io non condivido tali opinioni perchè politicamente inconsistenti e di origine anarco populistiche. Tali opinioni non sono mai state mie.

 

A questo punto l'avvocato Prandstraller chiede all'Ufficio di voler contestare con opportuna domanda all'imputato l'ultimo episodio criminoso in ordine di tempo a lui addebitato nell'ambito generico del capo di imputazione trattandosi nel caso di reato permanente.

 

Il G.I. non ritiene di accogliere l'istanza difensiva avendo già contestato all'imputato l'imputazione elevatagli dalla pubblica accusa.

 

 

Ventura: Preciso che non ricordo se l'incontro avvenuto a Mestre col Freda e il Lorenzon sia stato fissato da me, dal Freda o dal Lorenzon. In ogni caso le mie indicazioni al Lorenzon di tenere un comportamento lineare negli interrogatori che veniva subendo si riferiva unicamente alla preoccupazione che le indagini in corso avessero sollecita chiusura evitando la reclame del caso.

 

Preciso che il Lorenzon aveva già ritrattato per iscritto davanti a testimoni, davanti al S. Procuratore, davanti all'avv. Steccanella di Vittorio Veneto, davanti al notaio Manavello di Treviso e che quindi la mia insistenza era fatto normale e peraltro rispondeva alle sollecitazioni del Lorenzon che ripetutamente mi chiedeva quale atteggiamento avesse dovuto tenere dinnanzi alle contestazioni del reato di calunnia che gli venivano rivolte dal magistrato inquirente.

 

Letto confermato e sottoscritto.

 

Giovanni Ventura