VERBALE DI INTERROGATORIO PRESSO IL CARCERE DI TREVISO - 16/12/71

La strategia di Ventura - 16/12/71  (1) 

 

L'anno millenovecento71 il giorno 16 del mese di dicembre ad ore 11,40 in Treviso Carceri avanti di Noi Dr. G.STIZ G.I. presente il PM dr. Calogero

[...] Sono e mi chiamo VENTURA Giovanni n. 2/11/44 a Piombino Dese. Alfabeta. Celibe. Incensurato.

addivenire in un confronto tra Ventura Giovanni e Orlando Giuseppina

assistiti dal cancelliere sottoscritto con l'intervento del avv. C. Guzzon

 

 

 

ORLANDO: - Confermo tutto quanto dichiarato alla S.V. nei due interrogatori di questi giorni.

 

 

VENTURA: - Prendo atto delle dichiarazioni della Orlando e dichiaro: fu il Pan Ruggero che ad Ascoli Piceno mi parlò spontaneamente di scatole di libri di mia proprietà che aveva dato in consegna alla fidanzata. Mi precisò nome e indirizzo della giovane ma non precisò il contenuto delle scatole. Non ne sapevo nulla e sorpreso volli parlare con la signorina Orlando. Pregai il Pan di rilasciarmi una lettera per la fidanzata di autorizzazione alla consegna dei libri.

 

Promise invece che avrebbe telefonato, come fece, alla giovane. Mi incontrai con la Orlando previo appuntamento telefonico a Bassano. Chiesi alla stessa conferma delle scatole e questa mi disse che aveva 3 scatole ancora chiuse e che era disposta a darmele. Disse di ignorare con certezza il contenuto delle scatole stesse. Disse altresì di non sapere niente sul fatto che il Pan avesse in casa armi. 

 

Fu a questo punto che io illustrai alla signorina la vicenda di quei giorni. Le dissi pure che nella vicenda era coinvolto, secondo la voce corrente, anche il Pan. La signorina mi ribadì la sua ignoranza circa la esistenza delle armi in casa Pan. A questo punto io riferii alla signorina che la storia che si stava allestendo poteva assumere una patina di credibilità nel momento in cui il Pan si fosse lasciato intimidire e ricattare e quindi avesse stabilità tra i reali detentori delle armi e il presunto originale possessore cioè il sottoscritto, così come veniva detto con insistenza in quei giorni, un rapporto di tale natura.

 

 

ADR - Non pregai la signorina di fare opera di persuasione presso Pan affinchè dicesse al magistrato, se interrogato, che nella cassa vi erano libri. Non dettai alla Orlando l'elenco di tali libri. Le dissi invece che la cassa conteneva libri indicandone il titolo e i tipi.

 

 

ADR - Non ho dato alla signorina le litografie del De Pisis.

 

 

ADR - Il Pan aveva già visto quel libro. E' una edizione del 1969 e pertanto il Pan l'aveva certamente vista nel periodo in cui lavorava presso di me. Ero esclusivista di tale edizione fino all'aprile di quest'anno.

 

 

ORLANDO: - Ribadisco che il Ventura mi dettò l'elenco dei libri prestandomi anche la penna. Ribadisco che mi consegnò il libro del De Pisis. Dovevo far vedere sia l'elenco che il libro al Pan.

 

 

VENTURA: - La sera in cui mi recai in casa della Orlando per vidimare i pacchi questa mi disse che li aveva già bruciati, che aveva visto il contenuto o meglio un libretto tra quelli contenuti che gli era rimasto impresso come "un chiodo" e che lei considerava fosse pericoloso.

 

 

ORLANDO: - L'idea di distruggere i libri è stata mia anche se il Pan mi aveva telefonato di sbarazzarmene. Ho pensato bene di bruciarli perchè la sera prima il Ventura mi disse che erano libri pericolosi e che se ne trovavano anche uno ci andavamo di mezzo tutti quanti.

 

 

VENTURA: -Nego di aver detto simili cose alla Orlando perchè non conoscevo nè il contenuto nè la provenienza delle scatole.

 

 

Letto confermato e sottoscritto

 

Giovanni Ventura,  Giuseppina Orlando