BOBINA N.12

CARCERE GIUDIZIARIO DI SAN VITTORE – VERBALE DI CONFRONTO TRA VENTURA GIOVANNI E LORENZON GUIDO – 19 AGOSTO 1972

 

La strategia di Ventura - 19/8/72  (1)

 

G.I. – DOTT. D’AMBROSIO

P.M. – DOTT. ALESSANDRINI

 

PARTE PRIMA

 

 

 

G.I. – Diamo atto che l’altra volta si è rotto il registratore… Adesso pare che funzioni perfettamente…

 

 

Ventura – Lorenzon dice che io gli avrei riferito, in termini molto energici e precisi, cioè tali da non dare adito a possibili interpretazioni diverse, che la responsabilità relativa dell’8 o del 9 agosto ’69 si deve far risalire a me, come mandante, finanziatore…Questo nella sostanza….

 

 

G.I. – Finanziatore e organizzatore….Lei non solo avrebbe finanziato, ma era a conoscenza anche di tutti i piani. Era un organizzatore e un coordinatore…

 

 

Ventura – Dice anche questo?

 

 

G.I. – Non lo dice. E’ logico.

 

 

Ventura – Io ho chiarito che, i contenuti di questa conversazione…confidenziale, mi sembra che siano esatti, tranne l’attribuzione a me di una paternità e di una responsabilità che io non ho assolutamente.

 

 

P.M. – Lei esclude il riferimento soggettivo?

 

 

G.I. – In riferimento al costo con il numero degli attentati….

 

 

Ventura – Toglie centomila lire….e questo non mi pare…Io sapevo dove avvenivano gli attentati.

 

 

G.I. – Ventura, lei ha assunto un atteggiamento, diciamo così, un po’ reticente. Fino a che si è trattato di dire che lei ha fornito informazioni a quel determinato servizio in cambio di altre informazioni, non…Però, quando lei ha fatto un’affermazione precisa “Io mi impossessai di un timer, perché..”. Dopo di che, lei è in condizioni di riferire a Lorenzon dei punti precisi sugli attentati. Li riferisce in maniera tale che Lorenzon non ha mai avuto dei dubbi….

 

 

Ventura – Non so, se sia dopo di che, o prima di che…

 

 

G.I. – Comunque, due sono le cose….

 

 

Ventura – Ma, non abbiamo nessun parametro di confronto sulla realtà degli attentati sui treni, che dice Lorenzon, e quel che possa avere detto io. Sono valutazioni generiche…Che gli attentatori sono stati nove è intuibile…

 

 

G.I. – Potevano essere dieci.

 

 

Ventura – Va bene. Ma non potevano essere meno di nove, se gli attentati sono nove, dieci….

 

 

P.M. – Lorenzon afferma che lei parlava in prima persona….

 

 

G.I. – Lorenzon ha riferito: “Tu mi dicesti che erano…”.

 

 

Ventura – Sono tre anni che dice….

 

 

Lorenzon – Stavamo uscendo dalla libreria…Non mi ricordo quel che si era fatto prima….

 

 

Ventura – Siamo usciti cento volte insieme…..

 

 

Lorenzon – Abbiamo fatto la galleria e siamo usciti alla Piazza del cinema Garibaldi. Proprio all’uscita della galleria è venuto fuori tutto questo discorso. E’ partito proprio dal fatto che c’erano stati questi attentati…Tu mi hai detto che erano….

 

 

Ventura – Non ricordo questa occasione. Ricordo un’altra occasione di discorso….

 

 

Lorenzon – E poi ci siamo ritornati, come ho detto prima, allo stesso punto. Eravamo proprio lì quando tu me lo hai detto. Mi hai detto che, evidentemente, non potevi confermare in presenza di altre persone quello che tu mi avevi detto alcuni mesi prima. Come io ti avevo detto che, in presenza di altre persone ci accusano. Mi pare di ricordare…

 

 

Ventura – Può darsi, che in qualche misura questi discorsi li abbia fatti. So che, se ho parlato alcune volte degli attentati sui treni…Io ricordo soltanto una volta. Dunque, in cattiva sostanza, io devo ripetere quello che ho già detto…I temi e i contenuti dei discorsi riproducono fedelmente quello che è stato detto; le attribuzioni, le conclusioni, le centomila lire, ecc., sono o valutazioni, o conclusioni di fatti che non rispondono….

 

 

Lorenzon – ma tu me lo hai detto.

 

 

Ventura – Non posso averlo fatto! Io non c’entro! Qualsiasi cosa possa averti detto, io non c’entro. Adesso, detto questo, andiamo avanti.

 

 

G.I. – Questo per quanto riguarda gli attentati sui treni… Quel che Lorenzon ha detto, non esclusivamente conclusioni che sono state male interpretate da Lorenzon. Lorenzon, arrivato a questo punto, dice: Sono quelle che ho sentito dire da Ventura; erano valutazioni di fatti avvenuti; commenti sui fatti avvenuti; conclusioni….Oppure Ventura, come lei ha già detto, disse chiaramente di avere preso parte, per lo meno come finanziatore, a questi attentati?

 

 

Lorenzon – Ricordo che Ventura mi ha detto di averci messo dei soldi, oltre alle dichiarazioni che mi ha detto.

 

 

G.I. – Lei ha detto che Ventura, prima e dopo le disse che aveva collegato un ordigno…personalmente, un ordigno. Glielo disse questo?

 

 

Lorenzon – Sì.

 

 

Ventura – Io ricordo di….Dove è stato collocato questo ordigno? Qui ci sono tre versioni, per lo meno::::

 

 

G.I. – La situazione è questa….Che lui in un primo momento dichiarò…

 

 

Lorenzon – Se tu ti ricordi…Comunque, ti trovi nell’ufficio, sopra la libreria…Sono venuto là, e tu mi hai detto che stavi per partire. Non so, se quella sera stessa o il giorno successivo.

 

 

Ventura – in che epoca?

 

 

Lorenzon – Nel ’69.

 

 

Ventura – In che epoca è successo questo discorso?

 

 

Lorenzon – Non ho elementi sufficienti per dire esattamente in quale epoca. Tu mi hai detto che dovevi partire per andare a mettere una bomba. E’ stata una bomba pure per me, insomma. Più o meno il discorso è stato questo…Non ricordo, se due o tre giorni dopo, ci rivediamo in libreria, allo stesso posto. Tu eri seduto alla sedia dietro il tavolo e mi hai detto che eri preoccupato perché l’ordigno non era esploso, e non sapevi, se andarlo a ritirare, oppure…perché se fosse stato trovato, avrebbe potuto costituire una traccia.

 

 

G.I. – Effettivamente glielo disse?

 

 

Ventura – Non c’è scritto.

 

 

G.I. – Mi pare che c’è registrato il sì…Come sono andate le cose in relazione a questo episodio?

 

 

Lorenzon – Non mi ricordo esattamente l’epoca, perché quando ho parlato dell’epoca, l’ho fatto andando a ritroso, cercando di collocarlo in quel periodo che mi sembrava….

 

 

Ventura – E tu, facendo una ricostruzione a ritroso, non solo dell’epoca, non credi di avere espresso in questa e delle altre ricostruzioni un giudizio, e di avere articolato le tue conclusioni?

 

 

Lorenzon – Può darsi, però io ero convinto…Tu mi proponi un’affermazione più ampia di quella che io intendo….

 

 

Ventura – Nel momento in cui tu ricostruisci e trai delle conclusioni su fatti che sono disarticolati…Tu che hai studiato la logica aristotelica…Sai che cosa significa?

 

 

Lorenzon – Comunque, evidentemente, una convinzione io me la sono fatta. Io ero convinto che tu dovevi andare via, perché me lo hai detto tu. Perché, tu avevi il dubbio, se dovevi andare a ritirare quell’oggetto, oppure no. Perché tu me lo hai detto. Che poi tu non…

 

 

G.I. – Era convinto dell’ordigno esplosivo perché lui glielo aveva detto?

 

 

Lorenzon – Sì. Me lo hai detto tu. Non è che io ebbi la convinzione che tu sia andato perché me lo hai detto; io sono sicuro che tu me lo hai detto, e in quel momento ero convinto di questo.

 

 

G.I. – Mi pare che sia abbastanza chiaro. Ora, mi dica lei di questo episodio…Che cosa ha da dire? Mise la bomba?

 

 

Ventura - …..Vado a riprenderla perché non è scoppiata…Ma dove? Parto…non sappiamo quando…Non sappiamo dove…

 

 

Lorenzon – Perché…quanto riguarda quando, io…

 

 

Ventura – Guarda, che quando è legato al dove…

 

 

Lorenzon – Che fosse Milano…perché…

 

 

Ventura – In quel momento hai detto Torino.

 

 

G.I. – No, ha detto Milano.

 

 

Lorenzon – Nel momento della ritraduzione tu hai detto che io mi ero sbagliato, che non si trattava di Milano, che era Torino.

 

 

Ventura – Tu dai questa versione.

 

 

G.I. – Ha detto Milano.

 

 

Ventura – Ma questa bomba inesplosa….

 

 

G.I. – Lei ha parlato di essersi interessato per mettere una bomba in un palazzo di Milano: Procura, Questura, Prefettura, o altro….

 

 

Ventura – Il discorso fatto probabilmente il 21 maggio 1969…

 

 

Lorenzon – Sì.

 

 

Ventura – Io non mi ricordavo nemmeno che era stato l’avvocato Steccanella a scriverlo in presenza mia, perché l’abbiamo letto insieme. Mi rivolgevi delle domande per precisare quanto io avevo scritto, e lui scriveva questo che io le dicevo. Dunque, questo fatto si collocava nel maggio ’69?

 

 

Lorenzon – Sì. Ho cercato di collocarlo nel maggio del ’69, perché così mi sembrava che effettivamente fosse.

 

 

G.I. – perché ha pensato invece a Torino?

 

 

Lorenzon – Perché tu mi hai detto che mi ero sbagliato.

 

 

G.I. – Ventura?

 

 

Lorenzon – Sì. Lui mi parlò di questo episodio.

 

 

G.I. – E le disse che non era Milano, era Torino?

 

 

Ventura – Dissi che nel maggio ’69 non ero andato mai a Milano, nel senso che andato a Milano e trattenuto a Milano, ma ero passato da Milano in compagnia di altre persone e mi ero recato a Torino con le medesime…e mi ero trattenuto uno, due giorni, e poi si era andati in Svizzera….

 

 

G.I. – Anche lui ha sbagliato…Non era maggio.

 

 

Ventura – A me sembra del maggio…

 

 

G.I. – Non in maggio. L’ordigno è stato collocato in luglio nel Palazzo di Giustizia a Milano, Ufficio Istruzione.

 

 

P.M. – Orologio “Rula”….Identico era quello dei treni. C’è anche sul capo di imputazione.

 

 

G.I. – A Torino ce n’è una mai esplosa….E’ veramente una strana coincidenza.

 

 

Ventura – Non c’entra la coincidenza. Qui si parla del maggio ’69….E’ una coincidenza che non eiste.

 

 

G.I. – Ha indicato “probabilmente”, ma quindi potrebbe essere anche luglio….

 

 

Ventura – Il “probabilmente”….

 

 

G.I. – Dove è stata collocata, secondo quello che lei dice?

 

 

Lorenzon – Mi ricordo che mi ha parlato di un armadio…Non mi ricordo, se dentro, dietro….un riferimento del genere. E mi pare, anche, di averti chiesto, se deve fare male a qualcuno….

 

 

G.I. – A meno che, non sia poi andato….abbia poi messo un’altra bomba…Un altro caso in relazione a questa bomba, cioè che lui avrebbe messo a Milano, contemporaneamente, pare, sarebbe stata messa in un altro…

 

 

Lorenzon – Non mi ricordo di questo…

 

 

Ventura – Lui dice che contemporaneamente un’altra sarebbe stata sistemata a Roma. Si può anche non ricordare, e non è un delitto. Comunque, non ci sono bombe né in maggio né in luglio…..

 

 

G.I. – Quindi questo discorso se lo è inventato?

 

 

Ventura – Io non sono andato mai a collocare una bomba!

 

 

G.I. – Il fatto che lui possa avere avuto dei ricordi abbastanza imprecisi nel momento in cui ha fatto questa dichiarazione, siamo perfettamente d’accordo, però lui ha fatto un’altra affermazione: “Quando Ventura lesse la dichiarazione che io avevo rilasciato all’avvocato Steccanella, mi disse: Guarda che ci sono delle imprecisioni…che non è Milano, è Torino…”.

Questo glielo ha detto?

 

 

Ventura – Sì, ma: “…no, guarda, che io in maggio non sono andato a Milano…”.

 

 

P.M. – E’ andato a Torino, insomma ha fatto un discorso globale sulla dichiarazione. Ha detto sotanzialmente, che quello che ha detto qui è vero, solo che ci sono delle imprecisioni….

 

 

G.I. – In relazione a questo fatto, lei si ricorda che Lorenzon è venuto a consegnarle i libri di Celine perché glieli aveva richiesti?

 

 

Ventura – Sì, in ristorante.

 

 

G.I. – Lei è andato a ritirare questi libri?

 

 

Ventura – No. Lui è venuto.

 

 

G.I. – Avete riparlato della dichiarazione rilasciata all’avvocato Steccanella?

 

 

Ventura – Fu solo l’incontro di un momento.

 

 

Lorenzon – Un po’ di più. Mi ricordo che ci siamo…

 

 

Ventura – Tu ti sei seduto….

 

 

G.I. – C’era anche un’altra persona?

 

 

Lorenzon – Sì.

 

 

Ventura – Io ricordo molto bene che tu avevi molta fretta, che eri imbarazzato. Non ti capivo più…

 

 

Lorenzon – Perché avevo….

 

 

Ventura – Sì, questo è il problema…insomma…vedermi in certe situazioni…Questo l’ho capito dopo.

 

 

G.I. – Fu fatto un libretto sulle dichiarazioni, o no?

 

 

Ventura – Non ricordo.

 

 

Lorenzon – Tu mi hai detto sostanzialmente….

 

 

Ventura – E’ stato l’ultimo incontro quello che abbiamo avuto?

 

 

Lorenzon – Sì.

 

 

Ventura – Fu molto fugace….Non ricordo che si sia parlato.

 

 

Lorenzon – Io pensavo che tu sapessi qualcosa circa Mestre….

 

 

Ventura – Come, Mestre?

 

 

Lorenzon – L’appuntamento con Freda a Mestre, come è avvenuto? Pensavo che tu fossi a conoscenza di qualcosa.

 

 

Ventura – Questo discorso non lo capisco….

 

 

Lorenzon – Quindi, ci siamo trovati verso la metà di gennaio [del 1970, n.d.c.]….Io avevo il sospetto che ti fosse venuto il sospetto di qualcosa, dopo l’appuntamento con il….

 

 

Ventura – Ammettiamo per un attimo….Io non ricordo di avere fatto questo discorso, ma quando si dice “sostanzialmente”….Il discorso che tu hai fatto è esatto, però ci sono delle inesattezze…Che cosa significa, secondo te, una parola del genere?

 

 

Lorenzon – Non te l’ho chiesto….se vuoi dirmelo….

 

 

Ventura – Tu volevi scappare…non ero io che non volevo farmi chiedere…Più pirla di me….Credo che si dica così a Milano.

 

 

G.I. – Vada avanti.

 

 

Ventura – Quindi, non ero io che scappavo e non volevo dirti. Sei stato tu a non volere….Quindi nella sostanza i contenuti, quello che è scritto sono esatti, ma ci sono delle inesattezze. E può significare delle attribuzioni di carattere soggettivo che tu hai steso negli appunti. Sono….

 

 

Lorenzon – Te lo avrei detto in un’altra maniera che ognuno ha il suo modo di esprimersi. Però, al posto tuo io avrei detto: E’ vero che i fatti si sono verificati in questa maniera, però io non c’entro. Questo non me lo hai detto.

 

 

G.I. – E’ vero anche che ci sono delle imprecisioni di….

 

 

Ventura – Stiamo discriminando su un discorso fatto tre anni fa, e non sappiamo esattamente in che termini è stato fatto. Quindi, io vorrei che tu arrivassi a questa conclusione, che mi sembra una conclusione logica, e ci ho pensato parecchio…In tutta questa storia c’è un ambito di incertezze che tu devi riconoscere.

 

 

G.I. – Quali sono?

 

 

Ventura – Globalmente.

 

 

G.I. – Lui valutazioni non ne vuole fare….Le faremo alla fine…

 

 

Ventura – Se dobbiamo fare un discorso di questo tipo, prendiamo le registrazioni dei colloqui e vediamo cosa è stato detto….

 

 

G.I. – C’è un altro punto che non è stato ancora riportato su questo nastro, il punto del timer che lui ha visto nella macchina. Lei ha riconosciuto di aver visto il timer? Lui dice: il timer era collegato ad una batteria….

 

 

Lorenzon – Sì.

 

 

G.I. – E’ sicuro che era collegato ad una batteria?

 

 

Lorenzon – Sì.

 

 

G.I. – Mi dica come l’ha visto. In che cosa era contenuto il timer?

 

 

Lorenzon – A Jesolo, in macchina.

 

 

Ventura – Di questo viaggio a Jesolo non ricordo….

 

 

Lorenzon – Ci siamo fermati al distributore e abbiamo preso la strada per Marano Veneto, quella strada che porta a Jesolo….

 

 

Ventura – Con che macchina?

 

 

Lorenzon – Con la tua BMW. Ci siamo fermati a fare benzina al distributore, mi pare, della Esso….

 

 

Ventura – Sì, ma c’è il distributore della Shell….non si scappa mica.

 

 

Lorenzon – In macchina, mentre il benzinaio stava arrivando e aveva già incominciato a fare benzina, tu hai alzato il cruscotto della macchina e mi hai mostrato, a me che stavo dietro, una scatola di sapone, quelle con coperchio, non è che fosse scatola per agenda….

 

 

Ventura – Cioè una scatola con coperchio….una scatola per agenda….

 

 

Lorenzon – Tipo.

 

 

Ventura – E c’è il coperchio sopra?

 

 

Lorenzon – Sì. Non si chiudeva perfettamente, non arrivava a chiudere tutto quanto….Dalla mia parte c’era….

 

 

Ventura – In quella scatola c’era il timer e un tachimetro di automobile, questo, della mia BMW che in quel periodo era senza tachimetro.

 

 

Lorenzon – Ma il tachimetro funzionava….

 

 

Ventura – Non avevo il tachimetro guasto…che mi era stato sostituito, e avevo il tachimetro nella scatola. Si può controllare perché c’era Matarolo a Treviso….Credo che l’aveva fatta lui la riparazione. Dunque, io non ti ho mostrato il timer collegato alla batteria, perché la batteria non c’era. Io il timer l’ho preso senza la batteria e, se svuotata la batteria….avrei risolto allora il mio problema, relativamente al timer.

 

 

G.I. – Lorenzon ha detto un’altra circostanza che ieri non aveva detto: il coperchio della scatola non si chiudeva bene….Per quale ragione?

 

 

Lorenzon – Perchè non tanto la pila, quanto il timer che era più alto….

 

 

P.M. – Io le faccio rilevare che il gruppo-tachimetro della BMW è alto così….almeno il doppio del timer.

 

 

G.I. – Non si può confondere un tachimetro con una pila!

 

 

Ventura – La pila non c’era….

 

 

P.M. – Ha precisato che c’era la pila….che era collegata….

 

 

G.I. – Leggo il testo del discorso che è stato fatto: “Intervenne Angelo….

 

 

Ventura – Siccome mio fratello era a conoscenza di quell’episodio relativo alla sottrazione, può darsi benissimo….

 

 

G.I. – Mi vuole dire adesso…In tutto questo contesto….Lei mostra un timer; fa vedere le armi a Lorenzon; confida a Lorenzon che c’è un gruppo che fa capo al…..certo nel ’66, e che lei ha dei contatti…

 

 

Ventura – Bisogna precisarla questa situazione….Li hai localizzati nel ’66?

 

 

Lorenzon – Nel ’66….E poi ho richiamato giudizi tuoi nel ’69, quando io ti ho chiesto….

 

 

Ventura – Non so, se la riunione che ti ho detto, sia stata fatta nel ’66. Comunque più che riunioni erano occasioni paraconviviali, in cui si parlava di politica. Non credo nel ’66….

 

 

G.I. – Mi vuole spiegare poi perché lei è stato tanto geloso con noi per i rapporti informativi segreti…poi li ha fatti vedere a Lorenzon?

 

 

Ventura – Non ho mica detto chi me li ha dati…..Non sono stato geloso né con lei e non con lui…..A me interessa sapere…tu ne hai visti due rapporti?

 

 

Lorenzon – Due.

 

 

Ventura – Allora, uno è stato distrutto o comunque sparito, perché io non lo ho trovato più…Lei dà una importanza molto intensiva a quella mia disponibilità. Quello era materiale politico che interessava me e di cui io potevo disporre come volevo. E come lo ha visto Guido, lo hanno visto gli altri. Non era materiale segreto, non era materiale che io non potevo esibire. Evidentemente, Guido Lorenzon è venuto a trovarsi lì il giorno in cui ho ricevuto questo, o avevo presso di me questi rapporti. Ed è certamente nell’ambito di discorso, di almeno uno di quei rapporti che si sono innestati buona parte dei nostri discorsi.

 

 

G.I. – Quali discorsi?

 

 

Ventura – Sui treni e su altro….

 

 

P.M. – Il discorso sui documenti…

 

 

Ventura – Sono inesatti sull’ordine di valutazioni generali….Erano discorsi come se ne fanno tanti….Valutazioni in margienad episodi che richiamavano quei fatti. Ricordo di averti mostrato qualcosa, ma non quale, esattamente.

 

 

Lorenzon – Fu abbastanza lungo quello che parlava del connubio DC-PCI…la scissione del PSI…i gruppi provocatori finanziati….E dell’altro, piccolo, che parlava di Monti….E poi mi hai parlato…secondo uno dei rapporti là, sembrava che Domenico De Lu dovesse andare a Vienna a recuperare un manoscritto di un generale, segreto….

 

 

Ventura – Secondo il rapporto informativo, Domenico De Lu voleva andare a Vienna?

 

 

Lorenzon – Sembrava che fosse l’unica persona, che doveva andare a Vienna per recuperare quella roba là….

 

 

Ventura – Questa storia mi è nuova, ma non so, se è scritto…

 

 

G.I. – Il rapporto che parla del generale Gregorienko…Ma questo, però…Non dice di averlo visto questo rapporto, dice che lei gliene parlò.

 

 

P.M. – Comunque c’è il rapporto.

 

 

Ventura – Domenico De Lu che parla di altri fatti….? Quando sei stato tu in Francia?

 

 

Lorenzon – In luglio ’69. Mi hai detto che la persona, che dovrebbe andare a Vienna è Domenico De Lu.

 

 

G.I. – E a Domenico De Lu chi gli passava questi rapporti?

 

 

Ventura – Non ho mai detto che era lui. Possibile che dovesse andare lui a prendersi questo documento a Vienna, ma era una operazione delicata, editoriale. De Lu ha una casa editrice, e si occupa di letteratura.

 

 

G.I. – Una casa editrice…e si occupa di rapporti politici! Può darsi uno scambio di rapporti…..

 

 

Ventura – Ripeto…De Lu è un bravo letterato. Non si occupa di politica, o se ne occupa marginalmente nella misura in cui la politica può interessare la letteratura. Tu l’hai conosciuto come è fatto….

 

 

G.I. – Lei l’ha mai conosciuto? L’ha mai visto?

 

 

Ventura – Mai. Non ho rapporti.

 

 

G.I. – Ha avuto rapporti con la casa editrice?

 

 

Ventura – Ci sono stati rapporti.

 

 

G.I. – Ha mai sentito la voce di De Lu?

 

 

Lorenzon – Una telefonata l’ho fatta io, ma non mi ricordo come si chiamava la Casa….

 

 

Ventura – E’un’altra cosa…erano libri di…

 

 

G.I. – Questa circostanza che fu confermata da Lorenzon, ribadita:

17 febbraio 1971 – “…Il Ventura mi confidò qualche anno fa di appartenere a organizzazione eversiva, che era a Treviso, con il conte Loredan. Preciso che tale confidenza mi venne fatta dal Ventura nel ’66, autunno. Ventura, in tale occasione, disse che già esisteva un gruppo eversivo in Castelfranco, da lui organizzato e diretto…”.

Glielo disse questo?

 

 

Lorenzon – Sì. Tu mi hai anche parlato di un…

 

 

Ventura – A Castelfranco Veneto?

 

 

Lorenzon – Sì.

 

 

G.I. – Questo innocente piano, di sopprimere entro cinque ore i parlamentari, cose,ecc. Lei l’ha mostrato a Lorenzon?

Ventura – Il piano?

 

 

Lorenzon – Erano due fogli dattiloscritti…

 

 

Ventura – Di un piano di questo tipo ne abbiamo parlato e ti ho anche detto a chi risaliva, perché nella sostanza mi sono allontanato da certe persone, o meglio i nostri rapporti sono diventati di altra natura.

 

 

Lorenzon – Mi pare….

 

 

Ventura – Quando dici “mi pare”, nella sostanza resta fermo resta fermo come se io non te lo avessi mostrato. C’è un’altra cosa che io potrei averti mostrato….

 

 

Lorenzon – Un piano di sviluppo dell’agricoltura…nella stessa circostanza.

 

 

Ventura – L’unica cosa che potrei averti mostrato, perché è l’unica cosa che mi è stata consegnata da questo signore…Perché le altre cose le ho avute per altre strade…Era un’ipotesi di ristrutturazione del sistema agricolo italiano.

 

 

P.M. – L’eliminazione dei sindaci, in cinque ore, che cosa aveva a che fare con l’agricoltura…Un piano di ristrutturazione dell’agricoltura…e un piano per la rivoluzione!

 

 

Ventura – Gliel’ho detto un momento fa…..si riferisce al piano di eliminazione….

 

 

G.I. – “….In un dattiloscritto si riportava un piano da adottare in caso di conquista del potere. Aggiunse che…”. Comunque l’ha riconosciuto poco fa che si trattava di un piano…

 

 

Ventura – Io l’ho riconosciuto poco fa?

 

 

P.M. – Sì, l’ha riconosciuto.

 

 

Ventura – Io ho detto, che ho interrotto i rapporti con Piero Loredan perché i suoi propositi li definisco di natura eversiva, che secondo me sono solo delle forme di evasione paesana. I suoi propositi non mi trovavano in nessun modo disponibile. Ora, tu dici…che ti pare…che ti ho mostrato…Io ti dico che, probabilmente ti ho fatto un discorso di questo tipo….

 

 

Lorenzon – Mi hai anche parlato della consistenza.

 

 

Ventura – Di che cosa?

 

 

Lorenzon – Di aderenti, diciamo.

 

 

Ventura – Ipotetiche…Non solo io non apprezzavo questi propositi e questa intenzione, ma esse sono assolutamente inesistenti Tu conosci Piero Loredan?

 

 

Lorenzon – No.

 

 

G.I. – A livello di evasioni paesane, fece anche questo discorso, di eliminare tutti quanti entro cinque ore?

 

 

Ventura – Credo che il discorso sulla eliminazione sia stato fatto nell’ambito del piano, così, delle ipotesi sulla situazione dell’agricoltura, insomma….probabilmente, con riferimento a quello che si era verificato in Germania quando Hitler strutturò l’agricoltura tedesca. Perché l’ipotesi che aveva steso Loredan aveva momenti di sintonia con quello che era successo nella Germania fascista, e purtroppo anche nella Russia sovietica…può darsi che il discorso sia stato fatto in quell’ambito, ma che ci fossero due cartelle dattiloscritte in cui si parlava di eliminare i vescovi, patriarchi, sindaci, …no.

 

 

G.I. – Ma lei glielo disse, questo?

 

 

Ventura – Può darsi che nell’ambito dell’agricoltura….Ricordi quando io ti espressi quella opinione, che quel piano sembrava quello che era successo in Germania?

 

 

Lorenzon – Non ricordo….

 

 

Ventura – Le riunioni avvenivano tra partigiani, sperduti nella fascia del Vicentino, mi pare…

 

 

G.I. – Parlò del gruppo che faceva capo a lei a Castelfranco Veneto?

 

 

Ventura – Probabilmente, se ti riferisci a quel fantomatico gruppo reazionario…

 

 

Lorenzon – Era lo stesso periodo…

 

 

Ventura – Che cosa avrebbe dovuto fare questo gruppo che tu dici, fosse eversivo? C’erano ricerche e informazioni?

 

 

Lorenzon – Sì.

 

 

Ventura – Io ho dato…cioè se non l’ho dato, la do adesso…Su quella mia attività a Castelfranco Veneto si può fare un’indagine. C’è una persona….Io allora frequentavo la CISNAL. Non si può definire eversiva un’attività di un gruppo inesistente, perché il gruppo, grosso modo, ero io….

 

 

G.I.“Confermo quanto dichiarato al foglio 24. In effetti il 4 gennaio il Ventura disegnò su un foglietto lo schizzo del passaggio sotterraneo della Banca di Roma ed ha aggiunto tutti i particolari che sono riportati in quella parte del verbale…Stracciò poi il foglietto accuratamente. Tale colloquio è avvenuto nel suo studio bibliografico.

In tale occasione, dopo che il Ventura stracciava il foglietto, lo informai di essere stato io a fornire alla Procura della Repubblica quelle notizie. Sentendo questo il Ventura ebbe un moto di stizza, tanto che esclamò seccamente: “Proprio tu? Non me lo aspettavo da te”.

Alla stizza si aggiunse la meraviglia, perché non si aspettava questo da me. Decisi quindi di uscire subito dallo studio, e abbiamo continuato a parlare passeggiando per Treviso. Era preoccupato e diceva: “Bisogna fare qualcosa…”.

Rividi il Ventura il giorno dopo e anche il giorno sei. E’ appunto quel giorno che io vidi il Ventura scrivere sotto dettatura mentre riceveva una telefonata, che poi egli stesso mi disse essere del Freda…”.

Lei ha disegnato questo schizzo nel sottopassaggio?

 

 

 

Ventura – Sì, arriviamo a questo punto…Prima vorrei precisare un’altra questione, visto che ci apprestiamo a parlare di altre cose…Quindi, tu ad un certo momento mi hai detto: “Sono stato io a fare quelle rivelazioni alla Polizia…”.

Perché, dopo essere andato così spontaneamente, più o meno, a fare queste dichiarazioni che hai steso in quegli appunti, e poi vieni da me e me lo dici?

 

 

Lorenzon – Perché mi sembrava fosse più corretto dirtelo.

 

 

Ventura – Più corretto dirmelo era prima!

 

 

Lorenzon – Sì.

 

 

Ventura – Se parliamo di correttezza, stronchiamo…Tu non l’hai fatto per correttezza!

 

 

Lorenzon – io ripeto, che è stata correttezza.

 

 

Ventura – Solo correttezza, o…?

 

(continua al prossimo articolo – parte seconda)