BOBINA N.12

CARCERE GIUDIZIARIO DI SAN VITTORE – VERBALE DI CONFRONTO TRA VENTURA GIOVANNI E LORENZON GUIDO – 19 AGOSTO 1972

 

La strategia di Ventura - 19/8/72  (2)

 

G.I. – DOTT. D’AMBROSIO

P.M. – DOTT. ALESSANDRINI

 

PARTE SECONDA

 

 

 

G.I. – Lei disegnò in quella occasione, cioè quando lui le rivelò di essere andato dall’avvocato Steccanella o alla Procura della Repubblica a fare quelle dichiarazioni, questo schizzo?

 

 

G.I.- In che ambito di discorso è avvenuta questa circostanza? Perché siete arrivati a fare questa…?

 

 

Lorenzon – Era un giorno di festa….Comunque, c’erano due giorni di distanza tra una domenica e il giorno dell’Epifania.

 

 

Ventura – Ed è avvenuto prima o dopo che tu mi dicessi che, eri stato tu a dare queste notizie?

 

 

Lorenzon – Perché appena te l’ho detto, sono uscito….Si è interrotto il discorso….

 

 

Ventura – Io credo che le cose siano andate in questa maniera….Si parlava della strage di Milano, probabilmente della meccanica dell’episodio…del perché della strage…del perché un salto così incredibile….Credo si parlasse di questo, no? Perché la bomba era scoppiata in quel momento e non due ore dopo che….Probabilmente, di questo si parlava….

 

 

Lorenzon – Non mi ricordo.

 

 

Ventura – Io ricordo esattamente, perché è avvenuto l’episodio, e questo poneva l’alternativa dello scoppio di Roma con gli scoppi di Milano. Cioè a Roma erano scoppiate delle bombe che non avevano morti….Probabilmente non li avevano voluti, perché se si voleva i morti…non sono un problema…Infatti, a Milano se la bomba è stata collocata perché scoppiasse a quell’ora, intenzionalmente, in modo che si sono voluti, ci sono stati. In quest’ordine di discorso, tu dici….uno schizzo del sottopassaggio…

 

 

Lorenzon – Uno schizzo, l’ho schizzato….

 

 

Ventura – Una traccia del sottopassaggio può darsi che sia stata disegnata….Di avere detto come si poteva fare una pianta quadrata, e poteva fare la Banca dell’Agricoltura a Milano, senza sapere se era quadrata, rettangolare…Credo che sia stato un discorso molto breve. Comunque, in questo ambito di valutazioni sul perché la strage a Milano, mentre a Roma le bombe erano scoppiate senza provocare morti.

 

 

G.I. – In che relazione è questo episodio? Dice che erano state delle bombe ad essere collocate sulla tubatura…

 

 

Ventura – Questo…C’è un episodio che mi ha colpito, che poi leggendo l’istruttoria del Freda, ho visto che c’è una valutazione che è stata contraddetta….

 

 

G.I. – Una valutazione che….

 

 

Ventura – Siccome il Dott. Stiz dà una certa interpretazione a questo episodio, a me sembra che nel momento che ne parliamo per darne una valutazione, è bene che sia inquadrato…Scusi, di che data è questo verbale?

 

 

G.I. – 24.

 

 

Ventura“…Rischiava molto, chiunque avesse collocato la bomba nel sotterraneo del genere, trattandosi di un luogo molto frequentato da persone ed avente le pareti lisce, tali da rendere visibile qualsiasi oggetto abbandonato. Preciso tuttavia che la borsa, o almeno l’involucro contenente l’ordigno, è stata collocata fuori dai campi di visibilità diretta da persona, sopra la conduttura d’acqua che percorre il passaggio…”.

I giornali parlavano di conduttura d’acqua? Quindi…”…non il campo di visibilità…”. Questo era il particolare che era stato smentito dal giornalista…C’è un teste nel processo Valpreda il quale dice di aver visto la borsa…

 

 

G.I. – Una donna, una ragazza dice…

 

 

Ventura – Mi pare, un ragioniere…Io ho letto nella fase preliminare, a Roma, che poi erano elementi importanti alla determinazione del processo…Comunque, mi sembra che non siano andate così le cose. Poi c’è questo punto di Milano….

 

 

Lorenzon – Non so esattamente dove…

 

 

Ventura – Dice, a Milano…A Milano certamente no, perché a Milano non conosco nessuno da poter fare un discorso del genere.

 

 

Lorenzon – Tu mi hai detto…

 

 

Ventura – Poi…”…anche il giorno dopo il Ventura mi disse che da colloqui, presumo a Milano, con una persona, era venuto a conoscenza che erano in programma degli attentati da farsi all’esterno di edifici, presumibilmente in Banche. E che tale persona aveva dichiarato che, trattandosi di operazioni del genere, non contassero più su di lui”.

 

 

Lorenzon – Tanto è vero che io ti ho detto, se sei a conoscenza della persona che sa….

 

 

Ventura – Io, la persona che sapeva, non è che la conoscessi…Avevo notizie….e mi consentivano di sapere. Tu hai visto quei rapporti. E non è tutto…..Avevo altre informazioni che potevano integrare un certo quadro…

 

 

Lorenzon – Io ti ho invitato, per dire chi era questa persona che sapeva…

 

 

Ventura – Non esiste una persona a Milano…Che da questa persona io sarei venuto a conoscenza degli attentati, da farsi all’interno delle Banche. Questo discorso, evidentemente, può essere corretto in questi termini: che a conoscenza…che la strategia della tensione…che programmi di turbamento dell’assetto sociale-politico del Paese sarebbero stati portati oltre i livelli di incandescenza che aveva esaurito in agosto…Qualche giorno dopo questo…

 

 

Lorenzon – Qualche giorno dopo il 12 dicembre.

 

 

Ventura – Questo te lo dissi allora, può darsi, ma non che a Milano…

 

 

Lorenzon – Tu hai detto che per tale tipo di operazione…

 

 

Ventura – Ma, io…

 

 

P.M. – Un momento! Qui c’è un particolare importante…Qui c’è scritto, non contassero più su dilui…..Che non contassero più su di lei. Vorrei che Lorenzon facesse prima questo chiarimento.

 

 

G.I. – Questa è una delle ragioni per cui allora le dissi, che lei poteva essere arrivato oltre nelle informazioni. Poi, quando ha visto che quella gente aveva intenzioni serie, nel senso di mettere in pericolo la vita e la incolumità delle persone, allora questa parte non è andata più. A questo punto, non so se, perché non voleva rimanere compromesso neanche come agente informatore in questo gruppo… Ed era per questa ragione che io avrei voluto che, ad un certo punto, dicesse chiaramente chi erano queste persone, come era formata questa organizzazione, che cosa si proponeva di fare, chi la finanziava….

 

 

Ventura – Su questo io non so niente.

 

 

G.I. – Disse chiaramente: “…A questo punto non ci sarei stato più”.

 

 

Lorenzon – Poi, ad un certo punto, io ti ho detto: “Ma perché non vai tu….Ti presenti alla Magistratura e dici chi è questa persona…”. E poi quella valutazione che tu mi hai fornito…Insomma…

 

 

Ventura – Ma il problema è questo….Io non possedevo gli elementi per fare quel che tu mi dicevi di fare. Se io avessi saputo preventivamente quel che tu dici qui, cioè che si stavano preparando attentati in ambienti chiusi, all’interno di edifici…Quando si dice in ambienti chiusi, non è che si possa equivocare, si dice molto chiaramente il proposito di provocare una strage, altrimenti si mettono nei prati, anche se le stragi sono accadute anche nei prati. In Cima Vallone c’è stata una bomba in un prato…Se io avessi saputo preventivamente che le persone con cui ero in contatto, quando dico le persone con cui ero a contatto, dico i coimputati in questo processo, segnatamente una persona, avessero avuto il proposito a operare in questi termini….A me il sospetto è venuto due mesi e mezzo dopo, quando il Corriere della Sera pubblicò la fotografia dei timers.

Io l’avrei fatto preventivamente, non c’era bisogno che tu mi dicessi…Nel momento in cui tu bellamente per conto tuo, utilizzando notizie che io ti ho trasmesso, che io ti ho dato, o notizie che sono uscite durante i nostri discorsi, che tu hai steso in un certo modo…Le hai stese tu, non le ho stese io….E’ roba tua, non posso dire che era roba mia…Andare a dire le cose che ho detto un mese e mezzo fa…che sto dicendo adesso. Allora, ad un certo punto, bisogna dirle queste cose….Io non volevo che fossero verbalizzate certe cose….Là c’è un discorso molto generico, inconsistente….Io non volevo che fossero verbalizzate, non perché ci siano cose che devo nascondere….

 

 

G.I. – Mi dispiace di doverglielo rinfacciare questo….lei si è preoccupato di dire: Guardi che io non ero iscritto al MSI…. Però, si è guardato bene dal dire: Io ho visto quel timer che è stato pubblicato dal Corriere della Sera, e ne ho preso uno…Ed ha lasciato che delle persone rimanessero dentro, in galera, come se niente fosse. Il fatto non la riguardava!

 

 

Ventura – Questa è una interpretazione di comodo, mi scusi.

 

 

G.I. – Quando aspettava a dire che aveva visto il timer nello studio del Freda?

 

 

Ventura – Bisognava conoscere quello che ne aveva comprati sessanta.

 

 

G.I. – Lei mi disse: Avevo rimproverato a Freda…. Dice: “Ma come? Tu sapevi che avevi acquistato cinquanta timer, sapevi che uno di questi timer era stato utilizzato, e non mi hai detto niente?”.

Lei l’ha fatto questo discorso l’altro giorno, e il discorso si può fare pure con lei…Se lui era entrato in possesso di uno, poteva entrare in possesso di cinque di questi timer. Lei non l’ha mai detto! Ha continuato a frequentare Freda anche quando….

 

 

Ventura – Le ho dato una spiegazione…Io stavo dicendo che il dott. Cudillo mi invitò espressamente a mettere a verbale che ero stato iscritto al MSI. Se rifiutavo questa notizia, nella posizione in cui mi trovavo, che era vistosamente compromessa….

 

 

Lorenzon – Io te l’ho detto subito, quando tu non sapevi ancora niente.

 

 

Ventura – Come non sapevo ancora niente?

 

 

Lorenzon – Tu non sapevi ancora niente, che c’era stata la perquisizione. Te l’ho detto alla fine di dicembre, o i primi di gennaio….

 

 

Ventura – Dopo che tu mi hai detto che sei stato tu….

 

 

Lorenzon – Di fare i nomi di queste persone, e tu mi hai detto….

 

 

Ventura – Sto localizzando la data…Stiamo parlando della domenica, 4 gennaio. Secondo quanto io ho saputo…Tu avevi dato a Steccanella il memoriale…Poi, dice: “Qualche giorno dopo, cioè 4 gennaio, il Ventura mi disse…”. Qualche giorno dopo che io avevo saputo, che tu avevi dato a Steccanella questi appunti….che eri stato tu il promotore…hai detto che era stato fatto in questo…..

 

 

Lorenzon – No, quando siamo tornati in macchina dalla colazione a casa di Marco Bambalone…e tu non sapevi niente. A meno che, non ci sia stato un altro viaggio in macchina…Mi pare di no.

 

 

Ventura – Viaggi in macchina ce ne sono stati parecchi…

 

 

Lorenzon – Non ti ricordi di questo momento?

 

 

Ventura – Non avevo capito prima, che tu ti riferivi a questo momento…

 

 

Lorenzon – E tu mi hai detto: “Vale più un rivoluzionario…i morti ormai sono morti…”.

 

 

Ventura – C’è questa discussione?

 

 

Lorenzon – Sì.

 

 

P.M. – In relazione al fatto che lei avesse il dovere o no di rinunciare….

 

 

Lorenzon – Mi ricordo perfettamente questo discorso…E’ difficile da dimenticare…

 

 

Ventura – Io non ricordo questo discorso.

 

 

Lorenzon – Mi pare, fosse di ritorno da Arcade.

 

 

G.I. – Ad un certo punto, se si decide a fare queste dichiarazioni, se insiste su questo tono, vuol dire che c’è un fondamento di verità.

 

 

Ventura – Ho chiarito i termini nei quali c’è un fondamento di verità, e i termini nei quali c’è una elaborazione di trasfigurazione….

 

 

G.I. – La fotografia dei giornali….Lui dice: “C’è un apparecchio…”.

 

 

Ventura – L’ha visto, dottore.

 

 

G.I. – In quel momento là. Poi, Lorenzon che non capisce assolutamente, o ne capisce molto poco di questi aggeggi, e non se n’è mai occupato, capisce che quell’arnese, che ha visto lei, è l’aggeggio usato per la bomba.

 

 

Ventura – Sono stato io che gliel’ho detto.

 

 

G.I. – Ma lei non si è ricordato al momento dell’esplosione che, aveva visto questo timer…Che poteva essere quello usato per la bomba.

 

 

Ventura – Se ne aveva notizia due mesi dopo.

 

 

G.I. – Lui, le circostanze le riferisce prima.

 

 

Ventura – Io avrei dovuto appunto secondo quello che diceva lui…

 

 

P.M. – Una volta che lei sa perfettamente che Freda ha scritto il “libretto rosso”, e in quel “libretto rosso” si affermavano determinati principi rivoluzionari, ben precisi, lei aveva altro che sospetti nei confronti di Freda. Nonostante ciò, lo continua a frequentare; nonostante ciò, continua a consigliarsi con lui, nonostante ciò, quando vengono rinvenute le armi lei si confida con Freda, e Freda si preoccupa di andare a trovare Pan a…

 

 

Ventura – La storia delle armi io l’appresi dal giornale….L’apprese Freda prima di me, probabilmente. Io le ho già detto quali erano i miei rapporti con Freda in quel periodo.

 

 

G.I. – Io vorrei che lei ad un certo punto si rendesse veramente conto quale è la sua posizione processuale in questo momento….E’ una posizione molto difficile….

 

 

Ventura – Ma io lo sapevo esattamente.

 

 

G.I. – La sua scarcerazione diventa molto difficile ad un certo punto.

 

 

Ventura – Io con gli attentati non c’entro….Non li ho finanziati, non ho messo le bombe…Non c’entro! Il mio problema di coscienza è a posto.

 

 

G.I. – Se non fosse stato per un problema di coscienza, me ne stavo tranquillamente al sole…

 

 

Ventura – Io sapevo perfettamente che nel momento in cui sarei arrivato a dire quello che ho già detto, la mia posizione non si sarebbe per niente alleggerita. Questo lo sapevo con precisione. A questo punto, dico, siete voi che non sapete interpretare quello che ho detto. Perché io posso dire quello che ho saputo e quello che ho visto. Non posso dire di più, e interpretare….Vi ho detto chiaramente che certe cose non le so…Ci sono degli lelenchi nominativi? Se io ricordo i nomi, li dico…Ci sono fotografie? Mi mostri le fotografie. Cosa devo fare? Lei mi ha chiesto di Monti…

 

 

G.I. – Lei è stato fuori, sapendo…sospettando di Freda…

 

 

Ventura – Freda era una saracinesca…A parte il fatto che lui con ogni attenzione e con ogni deliberazione non mi abbia parlato, prima che la notizia apparisse sui giornali, dei cinquanta timers…Mi pare che sia molto indicativo….

 

 

G.I. – Che cosa sa degli attentati ai treni, oltre quello che ci ha detto?

 

 

Ventura – Quello che ho detto….Niente di più. E se lei fa un esame comparativo da quello che io ho detto e da quello che ha detto Lorenzon, le cose non vanno distinte….

 

 

G.I. – Lei ha parlato degli attentati accuratamente studiati….Come l’ha saputo questo?

 

 

Ventura – Da un riferimento molto preciso…Tu dici che la struttura di questo gruppo è la struttura di un apparato enucleato, che si articola in gruppi distinti sullo stesso tipo dell’OAS…E ti ricordi, se si fecero questi discorsi sull’OAS?

 

 

Lorenzon – Tanto è vero, che ho fatto un collegamento tra questi discorsi e il film “La battaglia di Algeri”…

 

 

Ventura – Con me?

 

 

Lorenzon – No, no…

 

 

Ventura – Ora…siccome, lei, dottore, l’ultima volta ha parlato di un gruppo di élite in riferimento di Roma e di Milano…”Dovrebbero essere costituiti da una diecina di persone…”. Io ti ho mai parlato di un gruppo di élite, composto di 8,9,10, persone? Intendi bene! Di un gruppo di élite, si intende…

 

 

Lorenzon – Eterogeneo.

 

 

Ventura – Non eterogeneo, enucleato…Non di un gruppo enucleato a divisione ermetica, ma di un gruppo isolato di élite…di esperti del terrorismo, vuol dire.

 

 

P.M. – Ad un certo livello, diciamo.

 

 

Ventura – Ma politico-operativo.

 

 

P.M. – Politico-operativo.

 

 

Ventura – Ti ho mai parlato di un gruppo autonomo?

 

 

Lorenzon – Di persone scelte…Il dottore me lo ha chiesto, ma io non ricordo di avere mai parlato…

 

 

G.I. – Questo non lo ha detto.

 

 

P.M. – Mi sembra che all’inizio dell’interrogatorio è stato precisato che si era trattato di una interpretazione…

 

 

G.I. – Comunque Lorenzon ha detto: “Il gruppo operativo degli attentati ai treni…”. Poi, ha precisato in altre deposizioni, che il gruppo operativo per i treni era costituito….

 

 

Ventura – Quindi, questo paragrafo riguarda gli attentati ai treni….

 

 

Lorenzon – Sì.

 

 

Ventura - ….di Roma e di Milano…

 

 

Lorenzon – Chiedendo a me, se potevo dargli una indicazione sulla collocazione.

 

 

G.I. – Queste nove, dieci, persone che avrebbero operato gli attentati ai treni, erano parte di Roma e parte di Milano.

 

 

Ventura – Da cosa desumevi questo?

 

 

Lorenzon – Dal discorso che tu mi facevi.

 

 

Ventura – Io ti ho detto che erano di Roma e Milano?

 

 

Lorenzon – Non ricordo che tu mi abbia fatto questo discorso in tono preciso. In questo momento non mi ricordo neanche….

 

 

G.I. – Chi sarebbero stati secondo lei i tre a finanziare questa operazione?

 

 

Ventura – Dottore, questo me lo ha già chiesto, e io le ho detto che non lo so. Non posso inventarlo!

 

 

P.M. – Il Lorenzon ci ha parlato anche di un ragazzo, studente universitario, venuto nel suo studio a chiedere soldi…Chi era questo ragazzo?

 

 

Ventura – A fare che?

 

 

Lorenzon – Io non sapevo perché fosse venuto….

 

 

Ventura – A chiedere soldi?

 

 

Lorenzon - …e tu me lo hai detto: “Sempre qui a chiedere soldi..”.

 

 

G.I. – Lei conosce un ragazzo, studente universitario, di Padova?

 

 

Lorenzon – Probabilmente studente universitario a Padova. E’ venuto lì…Non ricordo se tu…

 

 

Ventura – Ma tu lo riconosceresti questo individuo?

 

 

Lorenzon – Ricordo qualcosa…

 

 

Ventura – Descrivemelo.

 

 

Lorenzon – Ma tu…non ti ricordi?

 

 

Ventura – Non mi ricordo. Conosco degli studenti universitari di Conegliano…ma se tu mi dici qualcosa di più…Non ricordo di uno che veniva prendere soldi….Fammi capire chi è…Comunque, soldi di quel tipo non ne veniva a prendere nessuno.

 

 

Lorenzon – Un po’ più basso di me…più tarchiato, era vestito non molto bene, aveva un maglione, capelli un po’ più scuri dei tuoi. Abbiamo parlato di un episodio….

 

 

Ventura – Che episodio?

 

 

Lorenzon – Episodio…siccome c’era stato un furto di mucche..Con la fidanzata sono andato su…..sono andato dai Carabineri…

 

 

Ventura – Io conosco due persone…però la descrizione che mi dà lui è di una persona che non è mai venuta a chiedermi soldi, è venuta a chiedermi libri. Sono cose vecchie..conoscenze politiche…Ma, la persona che è venuta a chiedermi soldi, che è di Conegliano….

 

 

Lorenzon – Abita lì…

 

 

Ventura – Si chiama….

 

 

Lorenzon – All’altezza di…c’è l’incrocio...

 

 

Ventura – Vediamo, se lo ricordo più avanti. E’ un individuo che fece Scienze Politiche a Padova..ma dal tuo elemento di individuazione e dal fatto che tu dici, che è venuto a chiedermi soldi, questo viene evidentemente in quell’epoca, perché non aveva lavoro e cerca di rimediare, nonostante fosse laureato da due anni. Comunque, se lo ricordo…

 

 

G.I. – Non credo che abbiamo nient’altro da dirci. Lorenzon ha mantenuto le sue posizioni…

 

 

Ventura – Marini…si chiama Marini.

 

 

Lorenzon – Abbiamo parlato di questo episodio…Mi hai detto che era di Fanzolo.

 

 

G.I. – E’ il cognome?

 

 

Ventura – Il cognome.

 

 

G.I. – Va bene…

 

 

Lorenzon – Quell’altro con gli occhiali…che ha scritto, pubblicato qualcosa…

 

 

Ventura – Ce ne sono parecchi con gli occhiali.

 

 

Lorenzon – Ci siamo visti alla stazione Termini.

 

 

Ventura – Quando è avvenuto questo?

 

 

Lorenzon – Luglio del ‘69

 

 

Ventura – Sartorio era….

 

 

Lorenzon – Ho saputo più tardi che poteva essere Sartorio. Tu hai perso di vista questa persona…

 

 

Ventura – Sarebbe stato subito dopo la liberazione…

 

 

Lorenzon – Poi tu sei andato a Milano. Comunque, la sera sei ritornato e ci siamo…lì a Napoli…

 

 

Ventura – Sono venuto a Napoli…sì; che ci siamo persi di vista…sì, nonostante Sartorio non sia un nanerottolo; che io dovevo telefonargli…non so. Vedo che tu riferisci in maniera molto confusa la storia del burro….la partecipazione vaticana….

 

 

G.I. – Ieri ha specificato, poi, che era la partecipazione vaticana…

 

 

Lorenzon – Siamo usciti dall’albergo a piedi….

 

 

Ventura – Ci sono due storie….

 

 

Lorenzon – Siamo andati in marzo…in treno.

 

 

Ventura – No, quando c’era Pinarello a Roma…un suo amico. E’ quello che secondo lui avrebbe visto a Castelfranco i fogli del libretto rosso. Poi, c’è la questione del libretto rosso…

 

 

Lorenzon – Siamo stati a cena con Nino Massari…Io poi sono tornato nell’albergo….

 

 

Ventura – Può darsi.

 

 

Lorenzon – Poi, dalla stazione Termini mi hai telefonato che non potevi andare a quell’appuntamento, perché dovevi rientrare. Comunque, è la prima volta, e l’unica volta, in cui ci siamo trovati a Roma. Ci siamo incontrati casualmente…..Stavo entrando nel salone della stazione Termini….

 

 

Ventura – Tutta questa cena…la sera..; questo con gli occhiali….

 

 

Lorenzon – Nino Massari, è sicuro. Altri due…uno che lavorava, mi pare, per la casa editrice Feltrinelli…

 

 

Ventura – Magretto…ma che non ha gli occhiali. Roberto Marco, Gaetano Testa, hanno tutti gli occhiali, o per lo meno…

 

 

G.I. – Dalla stazione ha telefonato?

 

 

Lorenzon – Mi ha telefonato per domandarmi…Mi hai anche accennato sul discorso della visita eventualmente che io avrei dovuto fare a Nino Massari. E mi hai consigliato di andarci, e eventualmente se ci fossimo incontrati, di controllare il modo di parlare, perché loro pensano che le mie idee, o le nostre, mi pare che hai detto, sono d’un certo tipo….

 

 

Ventura – Non ho capito…non ho afferrato proprio la situazione….

 

 

G.I. – Lorenzon avesse idee di destra, mentre le persone con cui eravate andati a cena avessero idee di sinistra….

 

 

Lorenzon – Tu non mi hai detto…Io ho idee di destra, lui ha idee di sinistra…

 

 

Ventura – Lorenzon sa perfettamente che io non ho idee di destra, come idee classificabili che sono di sinistra…Quel che sono le idee mie e quelle che erano le idee di Lorenzon nel ’69, ci sarebbe da fare un discorso…

 

 

G.I. – Lorenzon lo ha detto che è iscritto alla DC.

 

 

Ventura – Io dovrei avere un grande disprezzo di Lorenzon, se fossi convinto che lui è solo quel “tucù” democratico cristiano. Ritengo che lui ha fatto una serie di lavori culturali-intellettuali, quindi so che non è, non si può dire immediatamente democristiano. Ho saputo che lui era stato segretario, consigliere comunale, l’anno scorso….Ma non significa niente…

 

 

G.I. – Le idee che aveva Lorenzon in quel periodo lì, che idee erano?

 

 

Ventura – Forse le idee di una persona che stava cercando…che studiava. Lui sa quale era la mia posizione…

 

 

G.I. – Dica, quale era la sua posizione?

 

 

Ventura – Di possibilità, come era stata un anno prima. Prima ancora…

 

 

G.I. – Quale era e quale è la sua posizione?

 

 

Ventura – La mia posizione di adesso è di interesse nei confronti del marxismo e della psicanalisi; di allora…di un certo tipo di cattolicismo. Ricordo che allora leggevo Emanuel Menié. Non possiamo classificare.

 

 

G.I. – La posizione di cattolicismo non è una posizione politica, precisa.

 

 

Ventura – Chi abbia letto Emanuel Monié, sa come non era estraneo a considerare forme di valutazione mondiale….

 

 

P.M. – Prospettive di sinistra?

 

 

Ventura – Sempre più emergenti di sinistra…I tempi in cui leggevo Evola erano lontani.

 

 

G.I. – Era quella la posizione?

 

 

Lorenzon – Non è che tu abbia specificato chiaramente quale era la tua posizione ideologica…Tu, mi ricordo, mi hai detto che hai votato PSP, nel ’68, perché non c’era altro da fare….

 

 

Ventura – Sì, elezioni politiche.

 

 

Lorenzon – La soluzione unica, migliore….

 

 

Ventura – Il PSP era….

 

 

Lorenzon – Mi sorprese…però la sorpresa non era ancora una valutazione…

 

 

Ventura – Evidentemente vuol dire che nonostante fossimo insieme, ci conoscevamo abbastanza male. Io non credo di….

 

 

Lorenzon – Tu dici che non sono democristiano…

 

 

Ventura – Non ho detto che non sei democristiano…Sarebbe troppo poco dire…

 

 

Lorenzon – Sarebbe troppo poco dire che uno è di quel partito e basta. Puoi aderire ad un partito, anticipando, magari, oppure criticando talune posizioni del tuo partito..E tu..Se quel pandemonio che ho combinato a Macerata contro persone del partito, perché ero il solo di un partito contro posizioni di sinistra, e soprattutto con una particolare attenzione morale….

 

 

Ventura – Grosso problema..!

 

 

Lorenzon – Sì.

 

 

Ventura – Un grosso problema…! Comunque, non vorrei che questa notizia, che io nel ’68 abbia votato PSP, si diffonda.

 

 

Lorenzon – Meno male….

 

(Fine del confronto tra Ventura Giovanni e Lorenzon Guido del 19 agosto 1972)