BOBINA N.12

CARCERE GIUDIZIARIO DI MONZA – INTERROGATORIO DI VENTURA GIOVANNI – 17 OTTOBRE 1972 – ORE 10,30

 

La strategia di Ventura - 17/10/72

 

G.I. – DOTT. D’AMBROSIO

P.M. – DOTT. ALESSANDRINI

 

 

 

Difesa – Dobbiamo registrare anche noi, perché ad un certo momento….

 

 

G.I. – Quello che fa fede è il verbale, e il nostro….

 

 

Difesa – Ma a livello difensivo io non posso ricordare tutto quello che è stato registrato….

 

 

P.M. – Comunque, è il verbale quello che si deve depositare.

 

 

Difesa – Se è previsto per il Giudice…io non vedo…

 

 

G.I. – Mi dispiace tanto avvocato! Non posso autorizzarla registrare.

 

 

Difesa – Dopo lei me li lascia riregistrare?

 

 

G.I. – Lei faccia poi l’istanza per passare da questo nastro ad altro nastro…

 

 

Ventura – Io chiedo che venga trascritta integralmente la registrazione…

 

 

G.I. – Lei può avvalersi della facoltà dell’art.78….

 

 

Ventura – Delle registrazioni di interrogatorio fatte da mesi, non è possibile averne copia…

 

 

Difesa – Hanno un certo valore difensivo per noi…

 

 

Cancelliere – Non le abbiamo neanche noi…

 

 

Difesa – Se poi è un problema di diritti di Cancelleria….

 

 

Cancelliere – No.

 

 

Ventura – Nel primo interrogatorio avvenuto a Milano si è potuto registrare….

 

 

G.I. – Registrò l’avvocato, tenendo il registratore nella borsa….

 

 

Ventura – No, era sul tavolo….Chiese espressamente di potere registrare!

 

 

G.I. – Avvocato, c’è un particolare increscioso che….Verbali di interrogatorio sono stati dati alla stampa…Ora vogliamo dare alla stampa?

 

 

Difesa – Lei ha l’assicurazione che alla stampa non verranno dati.

 

 

G.I. – Il problema è che non si possono fare due registrazioni. Si tratta di avere la copia di questo nastro.

 

 

Difesa – Garantisca che si può avere la copia di questo nastro…

 

 

G.I. – Non garantisco niente! La difficoltà è che nessuno….Bisogna trascrivere i nastri. Dare i nastri in giro, non si può. Non c’è la possibilità tecnica di autenticare il nastro….Vediamo se la Polizia ci metterà a disposizione qualcuno.

 

 

Difesa – Una volta che è stato fatto, me la si fa sentire per poterla registrare?

 

 

G.I. – Io ho bisogno di persone per trascrivere, e queste persone non ce le ho.

 

 

Difesa – E’ anche un problema di difesa…

 

 

G.I. – Quale problema di difesa…! Siete venuto a tutti gli interrogatori…I nastri stanno lì…Tempo ce n’è così poco.

 

 

G.I. – Lei intende avvalersi della facoltà di cui all’art. 78?

 

 

Ventura – Non ce n’è bisogno.

 

 

G.I. – Lei dopo il mandato di cattura ha accostato la sua posizione difensiva a quella di Freda, sia per quanto riguarda i timers, sia per quanto riguarda le altre prove raccolte nei confronti lei. E’ per questa ragione che io ritorno qui…Che sono state raccolte altre prove, e lei ha diritto di sapere. Avrà letto, naturalmente, sui giornali….

 

 

Ventura – Mi consenta di interromperla…L’accostamento…

 

 

G.I. – L’avvocato Ghidoni ha detto che la questione dei timers non aveva niente…

 

 

Ventura – Se in questo processo dovessi difendere solamente la mia posizione personale, non avrei niente da dire. Perché considero obiettivamente provocatorio il mandato di cattura che è stato emesso nei miei confronti. E perché la mia posizione personale, la responsabilità politica, non possono metterla in discussione per quanto possa essere equivocamente interpretata.

Il problema della identificazione schizofrenica con le posizioni politiche che io ho continuato ad avere per anni dopo che mi sono accostato a certe posizioni…Con le forze che oggi, mentre stanno utilizzando la mia posizione in termini strumentali….E’ un problema solo mio. E’ una identificazione che non riguarda lei.

 

 

G.I. – Io parlo di una posizione processuale. Una circostanza è certa che, dopo il mandato di cattura l’avvocato Ghidoni ha presentato una istanza perché si facessero determinati accertamenti su indizi che riguardano Freda e il processo Freda. Che il capitano Hamid era stato promosso colonnello….

 

 

Ventura – Evidentemente, l’avvocato Ghidoni ha migliori rapporti con l’ambasciata israeliana di quanti ne abbia lei! Evidentemente, lei non è in grado di svolgere certe indagini…!

 

 

G.I. – Tanto è vero che non sono in grado di svolgere…che l’ambasciata israeliana mi ha già risposto. Mi ha risposto che non conosce nei loro servizi segreti né il capitano Hamid né il colonnello Hamid. E che mai timers del tipo ‘dl.900’ sono stati usati in attentati ad Israele. Ecco cosa ha risposto l’Ambasciata israeliana, se le interessa. Questo è quello che ufficialmente è allegato agli atti. Quello che hanno risposto all’avvocato Ghidoni non mi interessa.

 

 

Ventura – Interessa a me….

 

 

G.I. – Quando l’avvocato Ghidoni mi farà l’istanza per sentire come testimone la persona che gli ha riferito….

 

 

Ventura – Quando lei mi dette questa notizia….”Vedrà che noi trasmettiamo questa segnalazione, e questa segnalazione ci verrà rivolta contro di noi…”. E’ vero che lei ha fatto questa precisazione?

 

 

G.I. – Io ho fatto richiesta all’Ambasciata israeliana di questa notizia.

 

 

Ventura – Comunque, l’avvocato Ghidoni….

 

 

G.I. – Negli atti c’è la risposta ufficiale. Quello che l’avvocato Ghidoni ha saputo non è ancora agli atti. La scoperta che, il 10 dicembre 1969 sono state acquistate a Padova le borse poi impiegate per gli attentati, è relativa…Anche questa è relativa!

 

 

Difesa – Se mi è permesso, vorrei precisare…In un processo esistono delle prove generiche e delle prove specifiche; una prova generica che ci è portata a carico è quella dei timers. E’ evidente che se dovesse risultare una prova escludente che quel tipo di timers è servito per Piazza Fontana, questo processo non avrebbe ragione di esistere con l’attuale imputazione. Quindi, io ritengo che sia assolutamente legittimo di un difensore innanzitutto esaminare quella che è la sussistenza di una generica, per poi arrivare ad esaminare quella che è…

 

 

G.I. – Io ho fatto semplicemente una premessa.

 

 

Difesa – Questo non significa affatto un accostamento alla linea difensiva del Freda. Si dice…Signori, noi siamo detenuti da oltre un anno per questa storia…Ad un certo punto abbiamo il diritto di conoscere la consistenza di questa generica….

 

 

Ventura – A me interessa sapere, se Freda questi timers li ha utilizzati per le bombe, o no. E a questo si arriva, anche sapendo se esiste….[…] [testo mancante, n.d.c.]….

 

 

G.I. – Il fatto è che sotto valuta le possibilità di questa istruttoria.

 

 

Difesa – Non la sottovalutiamo affatto. Siamo qui che attendiamo un chiarimento.

 

 

G.I. – Dato per scontato che il chiarimento ci sia già stato, quale sarebbe il vostro atteggiamento difensivo?

 

 

Difesa – Che qualsiasi cosa abbia fatto Freda, noi non c’entriamo. Rimane questo.

 

 

G.I. – Allora l’interrogatorio di oggi è assolutamente superfluo.

 

 

Difesa – Il fatto che sembra contestare….

 

 

Ventura – Non facciamo posizioni giuridiche….è una posizione di sostanza.

 

 

G.I. – E allora; invece di contestare, chiediamo…Visto dall’atteggiamento difensivo che sia assolutamente superfluo contestare le prove sulle borse e sui timers.

 

 

Ventura – Lei è arrivato a pensare che io avessi cambiato le mie opinioni su Freda, e con modificazioni alle deposizioni mie su quello che avevo detto…Io desidero che metta a verbale, che confermo tutte le dichiarazioni rese.

 

 

G.I. – Lei conferma ancora puntualmente che di quella dichiarazione del 18 aprile non sapeva niente e che solo dopo Freda le fece capire che la persona che era venuta il 18 aprile, era Stefano Delle Chiaie.

 

 

Ventura – Io non ho detto questo.

 

 

G.I. – Cosa ha detto?

 

 

Ventura – Io ho detto che Freda mi parlò di due persone…E non ho mai detto che si trattava di Stefano Delle Chiaie.

 

 

G.I. – Fece capire…

 

 

Ventura – Che erano due di Avanguardia Nazionale….

 

 

G.I. – Poi, in seguito, ha dichiarato che uno di quei due era Stefano Delle Chiaie.

 

 

P.M. – Non ha mai detto che era Stefano Delle Chiaie. Ha detto di avere dedotto…

 

 

G.I. – Comunque, per mandare avanti l’interrogatorio, è necessario che io le chiarisca, nonostante quello che ha riferito il Corriere della Sera, in particolare Martinelli, sulle borse. Noi siamo adesso in condizione di dire con certezza che, le borse usate per gli attentati, sono quelle acquistate a Padova il 10 dicembre. Questo particolare riveste importanza anche nei suoi confronti, per cui io gli ho dovuto spiegare per quale ragione noi abbiamo acquisito e come siamo arrivati ad acquisire questa certezza. Siccome [testo mancante]……e una marrone; e siccome c’è stato il caso che la deposizione della commessa del negozio di Padova non è stata mai portata a conoscenza, abbiamo dovuto riflettere su questa indagine… E ci siamo accorti che la perizia-Valpreda era sbagliata…

 

 

Ventura – Non è l’unica cosa sbagliata in questo processo….

 

 

G.I. – Fra le tante cose sbagliate…c’è anche la perizia. Ma ci siamo accorti anche che il Ministero dell’Interno non ha portato a conoscenza del G.I. alcuni risultati, accertamenti tecnici, fatti in Germania dal personale altamente qualificato per quanto riguarda la borsa della Banca Nazionale dell’Agricoltura.

I periti Valpreda, e per la precisione il perito mercelogico, il prof. Cossigner, è arrivato alla conclusione che la borsa che conteneva l’ordigno esplosivo alla Banca Nazionale dell’Agricoltura, era diversa da quella della Comit, ed era identica a quella del pennone dell’Altare della Patria ed aveva il manico floscio.

Diciamo…questo il manico floscio…E’ una borsa identica naturalmente. Questa è la borsa che conteneva l’ordigno della Comit e fu rinvenuta integra…Questo il manico…non è floscio. Noi sappiamo che a Padova è stata venduta una borsa nera modello “Peraso” 21,31 city. E sono state vendute altre tre borse marrone, “Peraso” nero. L’unica differenza che c’è fra il modello “21-31 peraso” e il modello “21-31 city” è il colore, la consistenza. Una cosa che è indiscutibile, è che la borsa dell’Altare della Patria non è un modello “21-31”, perché ha il manico floscio. Quindi, mi mandarono le altre quattro borse….

 

 

 

Ventura – Siccome, all’Altare della patria scoppiarono due bombe…

 

 

G.I. – Procediamo con ordine…Noi abbiamo una borsa delle cinque..Una borsa che è assolutamente diversa da tutte le altre, borsa al pennone dell’Altare della Patria; poi abbiamo una borsa dalla Comit…Sappiamo che è un modello “21-31 Peraso”. Dopo di ciò, furono trovate al Museo dell’Altare della Patria frammenti metallici…tutti questi pezzi qua.

 

 

Ventura – Quindi…?

 

 

G.I. – Era senz’altro un modello “21-31”. La borsa, però, al Museo era marrone con disegno diverso. I periti conclusero che la borsa dell Banca Nazionale del Lavoro, di Roma, era nera…

 

 

Ventura – Mentre del Museo era marrone.

 

 

G.I. – Era marrone. Senonchè, abbiamo il fascicolo degli atti del Ministero dell’Interno, Ufficio Affari Riservati, e abbiamo scoperto che il Ministero prelevò dei campioni di frammenti di pelle prelevati dalla Banca Nazionale del Lavoro, e li mandò in Germania alla Polizia Federale, perché li facesse esaminare da tecnici senza avvertire la Magistratura.

La risposta che dà la Polizia Federale, è che non si tratta di un campione di pelle….cosa che noi scrivemmo allora, ma si tratta di un campione di pelle marrone ricoperto da uno strato di fuligine nera, che viene via grattandolo.

Aggiunge pure che i tecnici sono stati in grado di stabilire il tipo di pelle, e cioè si tratta della pelle “city”. Quindi, anche quello della Banca Nazionale dell’Agricoltura modello “city”. Dopo di che, il prof. Foschini, perito merceologico, conclude che la borsa della Banca Nazionale dell’Agricoltura è identica a quella del Pennone.

Non mi rendevo conto di questa conclusione, e mi sono riletto attentamente tutta la perizia…E’ saltato fuori che il perito ing. Cerri, in base ai frammenti dice che, la borsa della Banca Nazionale dell’Agricoltura era un modello “21-31”. Esattamente questo pezzo qui…anche con la borchia. Spessore..disegno…era assolutamente identico.

E allora rimaneva da stabilire il colore. Che cosa aveva fatto Cerri? Molto diligentemente aveva distinto i campioni di pelle trovati sul posto dell’esplosione…Siccome non c’era solo la borsa che conteneva l’ordigno, ma anche le borse dei clienti, egli aveva diligentemente distinto i campioni di pelle che avevano partecipato all’esplosione…e campioni pelle che erano stati investiti dall’esplosione.

Guardando attentamente la perizia fatta da Foschini…Dalla perizia merceologica che cosa salta fuori? Che Foschini non tiene assolutamente conto del frammento di pelle che Cerri aveva classificato come uno di quelli che aveva partecipato all’esplosione, il solo, m esaminò gli altri frammenti di pelle di borse investite dall’esplosione, e giunge alla conclusione che erano identiche a quelle.

 

 

P.M. – E non tiene nemmeno conto della parte metallica.

 

 

Difesa – Nella parte metallica ci sarà rimasta…

 

 

G.I. – Una bomba di quelle sviluppa 400 calorie…Quindi, concludendo possiamo affermare con certezza che c’erano quattro modelli “21-31”, così come acquistati a Padova. Che di questi quattro modelli uno era “peraso” nero, ed è quello della Comit, un altro dell’Altare della Patri “city” marrone; l’ultimo, quello della Banca Nazionale dell’Agricoltura è il modello “21-31”. Ma non sappiamo se nero, o marrone. A questo punto qua…

 

 

Ventura – Io non ho inteso bene la storia di questa pelle sintetica, che sarebbe stata pigmentata di nero sul marrone…

 

 

G.I. – I modelli che ha venduto il negozio di Padova, il pomeriggio del 10 dicembre, erano tutti modello “21-31”, tutti identici. Questi, per fattura: uno aveva la pelle nera e gli altri tre avevano la pelle marrone…

 

 

Ventura – Questa pigmentata di marrone?

 

 

G.I. – Diversa anche come disegno. La stampatura era diversa. Esaminando la perizia ed esaminando per la prima volta gli atti che erano tenuti gelosamente dal Ministero dell’Interno, abbiamo visto invece…”.

 

 

Ventura – E’ molto geloso il Ministero dell’Interno….

 

 

G.I. – Quindi, nonostante gli articoli di Martinelli…Martinelli non ha letto la perizia, o è stato informato da gente in malafede…

 

 

Ventura – Mica leggo gli articoli di Martinelli.

 

 

G.I. – Siccome lei potrebbe essere stato influenzato dagli articoli…C’è un altro particolare che assume importanza decisiva, direi. E’ che sono stati identificati tutti i negozi che vendono prodotti della M&G, e solo il negozio di Padova vendeva il modello “21-31”. Quindi, è molto improbabile, se non addirittura impossibile, che gli attentatori siano andati a pescare la borsa nera da una parte e poi comperare in tre riprese successive le altre.

A questo punto qua, rimane da stabilire come mai le borse vengono acquistate…Il 10 dicembre 1969 lei era a Roma…Questa è la sua deposizione.

 

 

Ventura – Se è in discussione che avevo comperato le borse…

 

 

Difesa – Ma tu sei stato a Roma?

 

 

G.I. – Esattamente il giorno 5, 6, 7, 8, dicembre 1969. Ed ha alloggiato presso l’Hotel Locarno.

 

 

Ventura – Come sempre, o quasi.

 

 

G.I. – Dopo di che, il 9 dicembre del ’69 non dorme all’Hotel Locarno…e dorme il giorno 10 dicembre ’69.

 

 

Ventura – E il 9 dicembre dormo?

 

 

G.I. – il 10 dicembre ’69 lei lascia di nuovo l’Hotel Locarno…Secondo che dicono alcuni, e lo stesso Lorenzon, sarebbe tornato a Treviso la sera del 12 dicembre.

 

 

Ventura – Chi sono i coimputati che dicono che io sarei tornato a Treviso il 12?

 

 

G.I. – L’11, il 10, ha dormito ancora all’Hotel Locarno, poi il pomeriggio del 12 lei è di nuovo a Roma. Pare che sia arrivato, secondo le sue dichiarazioni al Lorenzon, col treno delle 17,30, e va a dormire nella casa di Nino Massari. Ma che cosa ha fatto il giorno 5,6,7,8,9,10,11?

 

 

Ventura – A Roma?

 

 

G.I. – Se è stato solo a Roma…Lei questo viaggio di ritorno tra il 10 e l’11 a Treviso l’ha fatto o no?

 

 

Ventura – Sì, sì. Io sono partito con certezza la mattina del 12 dicembre a Padova. Non so dire se sono rientrato da Roma il 10 o l’8. Mi dice lei che ero a Roma il 10.

 

 

G.I. – Qui abbiamo una schedina dell’Hotel Locarno, che dice, che lei ha dormito la notte del 10 a Roma.

 

 

Ventura – Evidentemente avevo dormito la notte del 10 a Roma…Allora nell’interrogatorio di Stiz non ricordavo di essere a Roma il 10.

 

 

G.I. – Comunque, lei…..5,6,7,8…c’è stato quattro giorni di fila a Roma. Che cosa ha fatto? Con chi si è incontrato?

 

 

Ventura – Certamente con Gamacchio…certamente con Tomba…certamente con Sponsigli alla Lerici.

 

 

G.I. – Poi la sera dell’8 è ripartito per Treviso?

 

 

Ventura – Cosa abbia fatto a Roma è una domanda che mi sorprende. Quello che ho fatto dieci giorni prima…venti giorni prima.

 

 

G.I. – A me interessa questi giorni qua. E lei è stato quattro giorni di seguito a Roma.

 

 

Ventura – Ho fatto quel che ho voluto, meno quello che è possibile pensare in questa sede.

 

 

G.I. – Possiamo anche controllare….

 

 

Ventura – Controlli! Se ero a Roma in quei giorni, ho certamente visto….

 

 

G.I. – E perché è tornato a Treviso per poi ritornare subito dopo?

 

 

Ventura – Può darsi che abbia visto anche Trapani…Comunque, su questo punto credo che interrogando….

 

 

G.I. – Dalle schedine degli alberghi sembra che lei abbia fatto in quei giorni, cioè tra il 5 e il 12, due viaggi da Roma, uno l’8 e uno il 12. Cioè lei lascia l’albergo il 9 mattina e vi ritorna probabilmente la sera del 10. E se è stata fatta questa doppia schedina, vuol dire che lei è partito, poi ha ripreso alloggio. Quindi, fra l’8 e il 10 lei dove è andato?

 

 

Ventura – Non sono in grado di dirlo.

 

 

G.I. – Poi lascia di nuovo l’albergo l’11….

 

 

Ventura – Quello che ricordo, l’ho già detto in questo verbale…Al punto che io credevo di essere tornato l’8.

 

 

G.I. – Poi lascia l’albergo l’11 e ci torna…non ci torna più. Anzi la sera del 12 va a dormire nella casa di Nino Massari. Secondo quello che dice Lorenzon, lei è tornato a Treviso….Che cosa è tornato a fare?

 

 

Ventura – Sono tornato a Treviso per restarci.

 

 

G.I. – E allora, perché è tornato Roma?

 

 

Ventura – L’ho già data questa spiegazione.

 

 

G.I. – Se adesso vuole rispondere, risponda, se no prendo atto che non vuole rispondere.

 

 

Ventura – io ho un fratello che è affetto da epilessia…..E certamente un giorno prima o due giorni prima della…

 

 

G.I. – Strage.

 

 

Ventura – ……strage, cioè due giorni prima del 12 ebbe una crisi particolare…credo il 10, adesso non ricordo esattamente. Comunque, io la mattina del 12 quando arrivai a Padova, telefonai al medico che aveva in cura mio fratello…

 

 

G.I. – Quando arrivò a Padova?

 

 

Ventura – Sì.

 

 

G.I. – Lei a Padova per dove c’è arrivato?

 

 

Ventura – Da Castelfranco. Io ero diretto a Padova quella mattina…Non ero diretto a Roma. E arrivato a Padova, telefonai al medico.

 

 

G.I. – Da dove? Dallo studio di Freda?

 

 

Ventura – Non vidi Freda…vidi Pozzan, non Freda. Telefonai al medico e gli dissi della situazione. E gli chiesi se era il caso che dovessi andare aRoma per valutare…

 

 

G.I. – Chi è questo medico?

 

 

Ventura – E’ il medico curante di mio fratello.

 

 

G.I. – E cioè?

 

 

Ventura – Dott. Fellini.

 

 

G.I. – Di Roma?

 

 

Ventura – No, di Padova. Che cura mio fratello da cinque, sei, anni.

 

 

G.I. – Quindi lei consultò suo fratello…Ma il medico non aveva visto suo fratello.

 

 

Ventura – Io non consultai mio fratello, consultai il medico.

 

 

G.I. – Lei come aveva saputo che suo fratello stava male?

 

 

Ventura – Stava male da una settimana. C’era stato anche un viaggio di mia madre.

 

 

G.I. – Lei era andato il 5,6,7,8, per stare con suo fratello?

 

 

Ventura – No, c’erano cose mie…C’erano in lavorazione dei libri. Avevo motivi di lavoro per essere a Roma. Contestualmente a questi motivi di lavoro c’era anche mio fratello che stava male.

 

 

G.I. – E andò a trovarlo?

 

 

Ventura – Certamente che andai a trovarlo. Credo che noi apprendemmo la sera dell’11 che aveva avuto due crisi ripetute….E siccome questa malattia quando le crisi si ripetono assume caratteristiche gravi, può essere anche letale se lo stato di crisi non recede. Ne parlai con mia madre la mattina, prima che mia madre partisse…Stava andando a scuola. Disse: “Telefona…Senti anche il dott. Fellini. Perché io non sono tranquilla”.   Quindi il dott. Fellini mi disse…..

 

 

G.I. – Dopo di che, invece di recarsi da suo fratello, va da Nino Massari. Perché?

 

 

Ventura – Perché?

 

 

G.I. – Perchè quella sera passa la serata in casa di Nino Massari. Tanto è vero che dorme in casa di Nino Massari, sul divano.

 

 

Ventura – Lei sta facendo il saldo di alcune ore, dottore. Io credo di avere telefonato al collegio, alla pensione, dove stava mio fratello…

 

 

G.I. – Come si chiama?

 

 

Ventura – Non ricordo come si chiama.

 

 

G.I. – E’ strano! Suo fratello c’è stato parecchio tempo, non c’è stato un solo giorno.

 

 

Ventura – Ma non ci sono stato io in collegio.

 

 

G.I. – Anche l’avvocato Ghidoni mi aveva promesso di portarmi un’agenda per controllare i movimenti…Ma fino ad oggi non mi pare che l’avvocato Ghidoni abbia portato questa agenda.

 

 

Difesa – Comunque, questa agenda è stata smarrita….nell’ultimo periodo, quindi, è tutta bianca.

 

 

G.I. – Quindi lei ha telefonato?

 

 

Ventura – Credo di avere telefonato al collegio proprio dalla stazione, appena arrivato. Mio fratello non c’era, era appena uscito.

 

 

G.I. – Era già guarito?

 

 

Ventura – Lei ha un’idea di che cosa è l’epilessia? Se ha un’idea precisa, sa che un individuo cade in crisi e poi si riprende senza….

 

 

G.I. – Quindi era passata la crisi.

 

 

Ventura – Comunque, non era più a letto. Dunque….sono andato alla Lerici.

 

 

G.I. – E alla Lerici chi ha incontrato?

 

 

Ventura – Incontrai Tomba…Sistini…Ponzilli, credo. Certamente anche altri. Comunque non incontrai Gamacchio.

 

 

G.I. – L’Espresso, mi pare…

 

 

Ventura – Se Aloia ha scritto… Ha detto il falso! Interroghi Franzin Bettin…C’erano quattro persone quando resi quelle dichiarazioni. Se Aloia è un provocatore..Su quel punto è stato un provocatore. Poteva scrivere cinque nomi, cinquanta…meno che quel giorno proprio non c’era. Era in un Congresso, come ha dichiarato in una smentita all’Espresso.

 

 

P.M. – Se ne è discusso anche nel processo di Bologna…Lei mi pare che a Bologna abbia dichiarato di essere andato a cercare Gamacchio e non averlo trovato….

 

 

Ventura – Ma io sono andato alla Lerici…Gamacchio…Tomba….

 

 

G.I. – Questo per i suoi viaggi tra l’11 e il 12…Non ci ha ancora spiegato cosa è andato a fare a Roma il 5,6,7,8…e poi c’è questa lacuna del 9.

 

 

Ventura – Tomba ha una agenda molto scrupolosa. Interroghi Tomba e vedrà che le dice: il giorno siamo stati, alle 5…ale 4..alle 22.. E le darà la radiografia per quanto riguarda quei giorni. Io non sono in grado di dirlo.

 

 

G.I. – Il nome?

 

 

Ventura – Tomba Rinaldo.

 

 

G.I. – E abita?

 

 

Ventura – A Roma, Piazza Cultura n.6, mi pare.

 

 

G.I. – A che ora è andato dal medico la mattina del 12?

 

 

Ventura – Ho telefonato, non sono andato.

 

 

G.I. – Da dove?

 

 

Ventura – Da Padova, alle 9,30. Ho telefonato da Padova perché mi trovavo a Padova. Ho detto: “Posso venire da lei perché mio fratello ha avuto una crisi?”. Poi, invece, non sono andato, perché andare allo psichiatrico significava perdere due ore. Perché a Padova c’ero andato in treno…

 

 

G.I. – Il P.M. vorrebbe sapere come lei era solito viaggiare fino a Roma.

 

 

Ventura – Con i mezzi con cui ci si sposta…in automobile, in treno, in aereo.

 

 

G.I. – Lei ha domande da fare, avvocato?

 

 

Difesa – La prima è questa: Noi ci troviamo in una situazione processuale abbastanza anacronistica, e ci vengono contestati degli elementi di prova generica, che non sono sostanzialmente acquisiti a questo processo e sui quali io…”

 

 

G.I. – Avvocato, io…!

 

 

Difesa – Mi lasci finire.

 

 

G.I. – Io le contesto quello che risulta dal processo mio….Io corpi del reato che sono nel processo mio perché sono nel reato Valpreda, ma sono anche nel processo mio! E’ inutile che stiamo qua! I frammenti dei timers fanno parte del processo Valpreda e fanno parte del processo Ventura e Freda. E’ inutile che stiamo qua a dire…le prove generiche. La prova generica è identica nei due processi.

 

 

Difesa – Desidererei esprimere un mio concetto, cioè di far rilevare che sul piano obiettivo non siamo in condizioni di potere conoscere e verificare, anche a livello distensivo, quelle che sono quanto lei ci afferma, e che noi prendiamo come sue affermazioni…Prendiamo atto…..

 

 

G.I. – Le mie affermazioni su che cosa? Che cosa vuole che io le faccia vedere? Le fotografie dei reperti? I documenti del Ministero che io ho chiesto? Li ho in borsa! Glieli faccio vedere perché li ho portati apposta!

 

 

Ventura – Lei ha qui i timers?

 

 

G.I. – Sì.

 

 

Ventura – Allora, vorrei che mi spiegasse la questione del filo staccato….

 

 

G.I. – Gliela spiego subito…la parte che viene usata per interrompere il circuito elettrico è questa qui…Se io collego un filo qua, non posso collegare questo, perché il circuito è chiuso. Ma posso collegare questo esclusivamente dopo che ho caricato…Dopo che è aperto il circuito, collego anche questo filo….

 

 

Ventura – Facciamo un’altra prova…Scusi, se io metto questo affare qua, cosa succede?

 

 

G.I. – Se lei ha già collegato…lei deve sempre tenere collegato questo, perché questo va collegato qui…Non può tenere collegato qua in posizione di riposo. Colleghi anche quest’altro filo per il semplice fatto che il circuito è chiuso.. Vede che i due contatti sono attaccati…e quindi, se è collegato alla bomba, la bomba scoppia; se è collegato alla lampadina, scarica il circuito. Quindi, lei ha bisogno di tenere collegato un solo filo e di inserire quest’altro qua solo dopo aver caricato il timer. Allora, può collegare il filo.

 

 

Ventura – Quindi, il terrorista al momento di collocare la bomba, avrebbe attaccato il filo…

 

 

G.I. – Dopo aver caricato il timer.

 

 

Ventura – E questo è l’aggeggio che sarebbe stato usato?

 

 

G.I. – Sì.

 

 

Ventura – Il senso del suo discorrere è che io avrei saputo attaccare i due fili….

 

 

G.I. – Cioè….quando Lorenzon le ha visto il timer in mano, era stato già studiato come…

 

 

P.M. – Adesso, io vorrei sapere il fatto delle domande di questa mattina sull’alibi. Evidentemente, quando si chiede un alibi ad una persona, vuol dire che le si addebita….

 

 

Difesa – Per lo meno si indica se sussista o meno una possibilità…Se lui possa avere portato le borse a Roma…non so, se questo è il significato dell’interrogatorio di questa mattina.

 

 

G.I. – Potrebbe averle anche portate lui. Le borse sono state comperate.

 

 

Ventura – A questo punto chiedo un confronto con questa commessa, se le borse le ho comperate io.

 

 

G.I. – non le ha comperate neanche Freda. E non per questo Freda è innocente.

 

 

Difesa – In base a quali elementi si può arrivare a questa ipotesi?

 

 

P.M. – Noi abbiamo fatto delle contestazioni, e vanno prese per quelle che sono. L’interrogatorio è difensivo. Se lui vuole dare delle spiegazioni.

 

 

Difesa – Vorrei ricordarle che è un diritto del difensore, il chiedere la verifica di elementi che vengono portati a sostegno dell’accusa. E che la richiesta di una perizia sui timers non significa affatto l’aderire alla linea difensiva di un altro imputato. Non significa affatto questo. Si mirava soprattutto a giungere ad un chiarimento.

 

(Fine dell’interrogatorio di Ventura Giovanni del 17 ottobre 1972)