CONFRONTO TRA VENTURA ANGELO E COMACCHIO FRANCO IN MILANO DEL 20 OTTOBRE 1972

 

La strategia di Ventura - 20/10/72  (1) 

 

G.I. – DOTT. D’AMBROSIO

P.M. – DOTT. ALESSANDRINI

 

PARTE PRIMA 

 

 

 

G.I. – Dunque Comacchio, il Ventura insiste nel dire che le armi non le avrebbe date lei a lui, ma suo fratello Giovanni.

 

 

Comacchio – Giovanni le avrebbe date a me?

 

 

G.I. – No. Lei avrebbe dato a Giovanni Ventura….Lei il possessore delle armi. Lei ha detto prima che le armi non le aveva mai viste.

 

 

Ventura Angelo – Io posso dire solo quello che mi aveva detto mio fratello…Che aveva ricevuto queste armi….

 

 

Comacchio – Mai porto d’armi.

 

 

Ventura Angelo – Questo non significa niente. Il porto non si chiede per armi di quel tipo.

 

 

G.I. – Il Ventura Angelo dice anche che lei….La faccenda stain questi termini: per ragioni che Angelo Ventura non riesce a spiegarsi, avrebbe messo in essere tutta questa manovra, non si sa bene,….lui avrebbe inventato la storia dei passaporti, che lui non li avrebbe mai dati né mai ricevuti da lei. Non avrebbe mai visto l’esplosivo; l’esplosivo evidentemente era suo e lo conservava lei in questa cassa. Era nella cassa l’esplosivo, o no?

 

 

Ventura Angelo – Ce l’aveva Pan.

 

 

G.I. – Ventura, lei dice anche che la cassa non l’ha aperta….Allora perché Pan deve inventare la storia che lei ha aperto la cassa, ha cercato di mettere la borsa? Perché questo particolare da parte di Pan?

 

 

Ventura Angelo – Perché loro due…insieme al Pan sono stati in carcere per venti giorni assieme….

 

 

Comacchio – Posso raccontare tutto quello che ha detto il Pan….

 

 

G.I. – Cosa ha detto?

 

 

Comacchio – Ha parlato di Freda, degli attentati. Che è stato lui a portare la bomba alla Fiera di Milano e che poi Pan aveva chiesto la borsa indietro. Poi non è risultato vero. Ha parlato della storia dei treni…Che Giovanni Ventura aveva detto, l’8 o il 10 agosto “Sono stato io ad organizzare questi attentati. Le bombe mi costano cinquemila lire. Ed altre cose

 

 

Ventura Angelo – Tu sai benissimo…Tutta la gente che ti ho presentato, è tutta gente di sinistra….

 

 

Comacchio – Franzin!

 

 

Ventura Angelo – Poi ti ho presentato un compagno americano….

 

 

Comacchio – Puoi dire tutto quello che vuoi….Quel tipo dell’Emilia-Romagna…un pezzo grosso…

 

 

Ventura Angelo – Come si chiama?

 

 

G.I. – Lei sa come si chiama?

 

 

Ventura Angelo – Non lo so. Mio fratello mi disse….”Ho la possibilità per questi scambi commerciali con l’Est, attraverso un conoscente emiliano….

 

 

G.I. – Lei lo sa il nome?

 

 

P.M. – Un pezzo grosso di che cosa?

 

 

G.I. – Dei rapporti Italia-Cina o Italia-Albania? O quali rapporti erno?

 

 

Ventura Angelo – Mio fratello mi disse: “Ho la possibilità attraverso una conoscenza che ha questi rapporti commerciali con l’Est europeo di farti avere…”.

 

 

Comacchio – Tu hai litigato con tuo fratello….

 

 

G.I. – Perché ha litigato con suo fratello?

 

 

Ventura Angelo – Per il semplice fatto che io da un mese lo chiedevo a mio fratello…Guarda che c’è Franco Comacchio che mi chiede di presentarlo a questo elemento. Vorrei pregarti di presentarlo….

 

 

G.I. – Non sa chi è questo tizio?

 

 

Ventura Angelo – Non gliel’ho chiesto. Mi limitavo semplicemente di presentare Franco Comacchio a questo individuo.

 

 

P.M. – Comacchio, di questo individuo chi gli ha parlato?

 

 

Ventura Angelo – Lui mi ha chiesto: “C’è la possibilità di avere degli scambi commerciali…

 

 

P.M. – Lui, Comacchio?

 

 

Ventura Angelo – Sì. Ho detto a Giovanni: “Tu conosci qualcuno che ha dei rapporti con l’Est europeo e con il quale è possibile…”. Mi ha detto: “Sì. C’è un personaggio che io conosco…”. E ho l’impressione che lo conoscesse attraverso i compagni di Padova: Franzin e Quaranta. Ma è una mia impressione…Non ho nessun elemento concreto. E per un mese ho continuato a chiederlo. Poi, vedendo che Giovanni non soddisfaceva a questa richiesta, allora ho deciso io….”.

 

 

G.I. – Era dell’Emilia-Romagna?

 

 

Ventura Angelo – Mi venne detto così…è emiliano. Vedendo che non si arrivava a niente attraverso Giovanni, allora ho presentato lui.

 

 

G.I. – Lei sa chi è questo personaggio?

 

 

Comacchio – Questo è successivo….C’è stato Dario Fo un giorno a Castelfranco…ha rappresentato non so che cosa…Ad un certo punto Dario Fo ha mandato fuori Ventura, la moglie di Ventura insieme a Franzin e Quaranta. A me lo ha raccontato Marchesini. Allora Marchesini dice: “Vedi chi sia Franzin e Quaranta…”.

 

 

Ventura Angelo – Bastava andare dai comunisti di Castelfranco per sapere chi fosse Franzin….

 

 

Comacchio – Perché Dario Fo ha mandato fuori Ventura? Allora tutti a Castelfranco si chiedevano perché Dario Fo scaccia Ventura, Franzin e Quaranta….

 

 

Ventura Angelo – Le tue richieste di una presentazione per uno sviluppo commerciale con l’Est, sono precedenti a Dario Fo. Sono anni che conosco tua moglie ed è da allora che parliamo di questa faccenda commerciale. Sono discorsi reali o no, che sono stati fatti?

 

 

Comacchio – Marchesini ha suggerito….

 

 

G.I. – Scusi Ventura, ma suo fratello Giovanni non le ha spiegato perché lui fosse in possesso di queste armi?

 

 

Ventura Angelo – No.

 

 

G.I. – Ad un certo punto c’è un Comacchio che possiede un certo quantitativo di armi…Solo che c’è Lorenzon che vede nella casa di suo fratello, in Via Manin, le armi sfuse….C’era anche lei.

 

 

Ventura Angelo – Io non c’ero.

 

 

G.I. – Secondo Lorenzon…

 

 

Ventura Angelo – Guardi che io in quel periodo non c’ero. Mio fratello si sbaglia perché fisicamente non potevo essere lì. Mi parla di ottobre ed io in ottobre ero via.

 

 

Difesa – Dica esattamente dove era.

 

 

Ventura Angelo – Ero a Ragusa ospeite dell’Hotel Mediterraneo, dove sostenevo un torneo di pallacanestro.

 

 

G.I. – I passaporti ve li dette Angelo Ventura, o no?

 

 

Comacchio – Sì, chiusi in una busta rossa che ho ancora. Me li ha consegnati con i documenti. Non saprei spiegare il possesso del passaporto di Freda, dal momento che Freda non lo conosco.

 

 

Difesa – Io produco il foglio delle presenze a scuola di Angelo Ventura, e desidererei che venisse rivolta al Comacchio questa precisa domanda: Se è vero che Angelo Ventura lo tenesse informato di queste vicende del fratello dopo l’incriminazione. E che gli venisse chiesto, perché lui avendo in mano tutte queste prove, tutti questi elementi, tutta questa documentazione (elementi che aveva in mano dopo che il fratello era stato già incarcerato una volta) non pensa di produrli in quel momento e di rivelare in quel momento anche il possesso delle armi.

 

 

Comacchio – Io e la mia fidanzata abbiamo deciso di attendere. Questa è l’unica spiegazione che posso dare dopo l’arresto di Ventura. I documenti comunque proprio al momento giusto….

 

 

P.M. – Le dichiarazioni fatte da Angelo Ventura qualche giorno prima, di qualcosa che sarebbe successo….

 

 

Ventura Angelo – Abbiamo parlato alcuni giorni dopo, in relazione ad un fatto di cronaca…..cioè che questo discorso era fatto. Probabilmente si confonde con altra data. Io non ho mai detto che poteva succedere qualcosa.

 

 

Comacchio – Sta a casa un mese…era ammalato.

 

 

Ventura – Si facevano solo discorsi di valutazione politica di questi fatti. Quando siamo stati portati in carcere c’è stato non un isolamento, ma due divisioni preconcette, di due gruppi: da una parte quelli che dovevano essere accusati e dall’altra quelli che dovevano accusare.

 

 

Comacchio – Posso fare una domanda al signor Ventura? Perché hai affermato subito dopo l’arresto di Valpreda: “Finalmente hanno preso quel porco di Valpreda”?.

 

 

Ventura Angelo – Io non ho mai detto questo su Valpreda. E’ facile dire “Tu hai affermato questo…”. E’ facile nella posizione in cui sono io con un fratello in carcere.

 

 

Comacchio – Mi dispiace.

 

 

Ventura Angelo – Tu hai detto un sacco di cose che hai inventate!

 

 

Comacchio – Non me ne fregherei assolutamente niente di averle tenute, di averle trasportate…

 

 

Ventura Angelo – Devi spiegare! Ci sono degli innocenti….

 

 

G.I. – Lui dice quello che sa

 

 

Comacchio – E niente di più.

 

 

G.I. – Ma per quale ragione….

 

 

Ventura Angelo – Mi spieghi dove sono finiti i documenti a Treviso, che io avevo in macchina…Non vedo perché debba io essere messo in relazione a mio fratello e alla strage di Piazza Fontana, semplicemente per il fatto, che ho fatto questo trasporto e che poi ho riconsegnato a lui le armi…..

 

 

Comacchio – Su questo punto dò ragione ad Angelo Ventura. Cioè che il 12 dicembre alle ore 5, che fosse stato….

 

 

Ventura Angelo – Ma, se mi chiedevi tu…Che bisogno ho di alibi, se sono qui i miei alibi. C’è una tua dichiarazione che dice che io ero a Padova da tua moglie. C’è una dichiarazione di Pozzan….. Hai detto che, nella mattinata di venerdì io sono andato a Padova, a dire a tua moglie: “Ricordati di me…Che io ero qua questa mattina”.

 

 

Comacchio – Mi dispiace per te Ventura.

 

 

G.I. – E lei, a che ora lo vede?

 

 

Comacchio – Il giorno 12?

 

 

G.I. – Sì.

 

 

Comacchio – Quando sono uscito dal lavoro.

 

 

Ventura Angelo – Alle sei e un quarto….E c’è pan, il quale dice, che io ero da lui.

 

 

Comacchio – Avevo finito il lavoro alle 5,30…alle 5: Comunque si può controllare sui cartellini, perché ci sono….

 

 

G.I. – Lei lavorava a Padova?

 

 

Comacchio – No. lavoravo alla B.O. di A. E alle cinque…

 

 

G.I. – Poi dove l’ha incontrato?

 

 

Comacchio – Al Q. Grande.

 

 

Ventura Angelo – Dovete mettervi d’accordo, perché Pan dice che io dalle cinque alle sei ero da lui….

 

 

G.I. – Lei è andato al bar….e sarebbe venuto lui?

 

 

Comacchio – Sì.

 

 

G.I. – Appena lei è entrato nel bar?

 

 

Comacchio – Sarà stato un quarto d’ora, mezz’ora massimo. Comunque verso le sei siamo andati. Ha detto che doveva farsi vedere là….Io non ho chiesto neanche perché….

 

 

Ventura Angelo – Che bisogno ho di farmi vedere? Io il 12 dicembre sono a Thiene a giocare a pallacanestro….

 

 

Comacchio – Hai i testimoni?

 

 

Ventura Angelo – Sì, la squadra intera. Non puoi pretendere che dopo tre anni si ricordano, se io c’ero o non c’ero. Sono stato a Thiene perché non risulta nessuna assenza in quel periodo. Allora adesso mettiamo in discussione che io sono stato a scuola!

 

 

Comacchio – Per carità! Dalle 11 alle 12 va benissimo. C’è un’ora e mezzo….

 

 

Ventura Angelo – Di cosa? Come fai a dire che io avevo un qualcosa, che riguardava te e mio fratello? La mia versione è questa…provata. Non vedo perché tu debba insistere.

 

 

P.M. – Provata…. da che cosa? Le sue parole fino ad ora non hanno nessun confronto. Alle ore 11…e le altre ore?

 

 

Ventura Angelo – Le altre ore, ero a Thiene la sera…

 

 

P.M. – Lo può provare?

 

 

Ventura Angelo – Lo può chiedere. Non è registrata nessuna assenza. Scusi, a questo punto, se c’era una assenza non ero pagato…Siccome non è stata registrata l’assenza, sono stato pagato. Non è che mettono la presenza….In quel periodo sono stato pagato regolarmente. Poi è impossibile che io muovendomi da Treviso a Padova, a mezzogiorno…..Faccia i conti, se io posso essere in venti parti…Comunque io ho detto a Treviso, dove sono stato. Quella è la mia storia….

 

 

Difesa – Che venisse chiesto a Comacchio, quale ragione aveva, se le armi non erano sue, di prenderle da Giovanni Ventura o Angelo Ventura, dalla casa di Pan….Per quale ragione ha fatto questo.

 

 

G.I. – L’ha spiegato. Comunque glielo ridica all’avvocato….Se vuole sentire dalla sua viva voce…Comunque io lo so già!

 

 

Difesa – Vorrei formulare a Comacchio un’altra domanda….Perchè, avendo saputo, per averlo ricevuto da Giovanni Ventura un timer….non lo riferisce immediatamente?

 

 

Comacchio – A chi immediatamente? Quando?

 

 

Difesa – Quando lei si può rendere conto…visto che lei sospettava. Perché non lo riferisce?

 

 

Comacchio – Se loro hanno saputo da Merlino che io non c’entravo niente…..

 

 

Difesa – Ma lei, se non sbaglio, dice che ha ricevuto un timer e che poi avrebbe buttato via…Io desidero…perché questo viene riferito soltanto in quel periodo?

 

 

G.I. – Giovanni Ventura glielo ha dato il timer….Si è sostenuto, fino a che era possibile sostenere, che queste armi non erano armi, erano libri. Poi, ad un certo punto diventano armi…Poi il timer l’ha mai visto, mai conosciuto….Ad un certo punto esce fuori che Giovanni Ventura l’ha rubato a Freda. Dopo di che, avendolo rubato a Freda, si dice pure che l’ha consegnato a Comacchio. Allora diventa buono quello che Comacchio dice….una provocazione per mettere…..

 

 

Difesa – Comacchio dice che voleva raccogliere le prove contro Giovanni Ventura. Comacchio è in sostanza un teste che può provare che Giovanni Ventura aveva avuto nelle mani un timer, e che poi questo timer venne passato nelle sue mani. Per quale ragione, pur avendo questa prova; pur avendo quella delle armi; attende che Giovanni Ventura sia scarcerato; che casualmente vengano scoperte queste armi, per fare questa rivelazione?

 

 

G.I. – Lei sbaglia! Che era vero tutto quello che ha detto Comacchio….

 

 

Difesa – Io vorrei che Comacchio dicesse per quale ragione, per quale motivo fa questo, e continua a mantenere dei rapporti, dei contatti, addirittura documenti, ecc. in relazione a Giovanni Ventura e Angelo Ventura?

 

 

Comacchio – Il Marchesin doveva avvertire qualcuno…è stato avvertito un avvocato, successivamente è stato avvertito il giudice Stiz. Questo lo sa? Il motivo occasionale sono state le armi, non prima.

 

 

Ventura Angelo – Io non so prima, o dopo. Voi avete cominciato a parlare quando siete stati interrogati.

 

 

Comacchio – Ha l’avvocato già prima della faccenda delle armi…

 

 

G.I. – Allora, adesso, dobbiamo credere che le armi le aveva lui e le ha date al ventura! Non lo so….Dica lei!

 

 

Difesa – non ho detto che le armi le aveva lui. Insisto che Comacchio precisi per quale ragione, pur avendo una prova che noi sappiamo quale importanza possa avere quella del possesso di un timer, continua a mantenere rapporti; continua a collaborare in una certa direzione con Giovanni Ventura, con Angelo ventura, al punto tale da recepire delle armi, che nessuno può imporgli di recepire.

 

 

Comacchio – Giovanni, perché Angelo non c’entra assolutamente.

 

 

Difesa – E poiché Angelo Ventura ha sostenuto che era tenuto informato di tutta quella che era la loro azione….Mi pare che Giovanni ventura abbia anche detto che lo tenevano informato perché gli avevano comunicato di tenere sotto controllo Freda, pare, per svolgere delle indagini su Freda. Se questa è una motivazione del suo atteggiamento nei confronti di Giovanni Ventura o meno; se non lo è, come spiega il suo comportamento?

 

 

Ventura Angelo – Per me è frutto di un equivoco il suo comportamento. Perché io ho sempre detto: “Guarda che Giovanni sta…?

 

 

G.I. – Che Giovanni?

 

 

Ventura – Io ho sempre detto…Sulla questione di mio fratello ci possono essere molti dubbi, ma una cosa per me è sicura, e questa mi è stata detta da Giovanni, e di questa ho sentito parlare anche nell’ambito degli incontri nella casa editrice a Padova, e cioè che stavano vedendo su un piano politico nell’ambito della casa editrice, quali potevano essere le matrici di questi attentati; quali potevano essere gli organizzatori. Mio fratello mi disse che, a suo modo di vedere, queste matrici erano da ricercare in Germania. Questi sono i termini esatti in cui ho parlato degli attentati con Comacchio. Questo è quanto io potevo sapere per discussioni occasionali con mio fratello. Perché i rapporti con mio fratello non erano mai distinti. Non sono i rapporti vincolanti e frequenti, che caratterizzano….

 

 

G.I. – La matrice degli attentati era in Germania?

 

 

Ventura Angelo – Secondo il suo modo, la matrice era in Germania.

 

 

G.I. – Questo, quando?

 

 

Ventura Angelo – Penso, fine ’70.

 

 

G.I. – E sull’attività di suo fratello, quale agente informatore, lei non ha sentito parlare?

 

 

Ventura Angelo – Ne ho sentito parlare perché è saltata fuori qui.

 

 

G.I. – Quindi le informazioni, volendo credere a quella versione che ci ha dato suo fratello in carcere, che lui era un agente segreto, informatore di questo servizio segreto romeno o di altro servizio diverso, le informazioni che lui aveva avute, è che la matrice era in Germania. Cosa strana che invece i documenti gli vengono sequestrati…La matrice dovrebbe essere italiana da cima a fondo.

 

 

Ventura Angelo – Questo me lo disse in quel periodo.

 

 

G.I. – Dovremmo credere all’ultima versione che danno gli imputati in relazione alla questione…

 

 

Ventura Angelo – Sono opinioni che io ho avute.

 

 

Difesa – Vorrei che Comacchio rispondesse alla domanda che io ho posto prima.

 

 

G.I. – Comacchio ha risposto più volte. Se la risposta non è soddisfacente dite: io non sono soddisfatto di questa risposta.

 

 

Difesa – Cosa ha risposto? Io non ho sentito. La risposta che penso sia stata data, dei vari confronti delle varie contestazioni, quella che ha detto prima, cioè: “Ho raccolto degli elementi di prova. Quando lei mi chiede “Perché non li avete tirati fuori al momento opportuno?”, Comacchio ha sempre risposto: “Perché mia moglie, allora mia fidanzata, era incinta…Io avevo una fifa maledetta di quello che poteva succedere”.

 

 

Comacchio – Perché io e Marchesini dovevamo raccogliere delle prove.

 

 

Difesa – Dopo di che, si siano rivolti alla persona sbagliata per il suggerimento di cosa fare, che questi gli abbia creduto poco o meno, e abbia accennato un giorno per le scale: “Ma lei avrebbe bisogno di ulteriori prove per Giovanni Ventura…”. E questo discorso sia stato preso così…..

 

 

Comacchio – Comunque, io non c’entro niente con quello che ha riferito l’avvocato. Perché poteva riferire quello che voleva, in quanto le armi erano a casa mia.

 

 

G.I. – Vorrei fare presente un momentino alla difesa di Ventura che, sono in corso degli accertamenti sull’esplosivo che è stato trovato…e indagini di Polizia. Perché? Perché quell’esplosivo che era contenuto nel sacchetto e che fu aperto…Una parte erano candelotti, che sono quelli là della fotografia….Conteneva pure questa poltiglia di esplosivo, che ormai era andata a male; dei pezzi di tubo di politene…Frammenti di un tubo di politene erano stati trovati sul luogo dell’Altare della Patria…per cui si potrebbe anche pensare che quell’esplosivo usato per gli attentati potesse essere lo stesso. Allora, a questo punto qua mi pare che, se questa supposizione, per ora, in esito alle indagini che sta facendo la Polizia Giudiziaria, dovesse essere esatta, allora le alternative sono due: o gli attentati li ha fatti Ventura, o Comacchio.

 

 

Difesa – Potrebbe anche darsi che non li avesse fatti nessuno dei due.

 

 

G.I. – Le borse sono quelle acquistate a Padova; i timers….

 

 

Difesa – Nessuna cosa ci collega alle borse. Ai timers abbiamo dato una spiegazione….E Comacchio che dice che ha questo esplosivo, e questo esplosivo non lo dice neanche Lorenzon….

 

 

Comacchio – Chi ha detto che le armi che aveva Pan fossero quelle che aveva Lorenzon? Questo l’ho pensato io…mi risulta che ci fossero delle armi anche a Venezia, che potevano essere tenute presso una contessa.

 

 

G.I. – Poiché per venire alla posizione di Giovanni Ventura desidererei sapere esattamente in che periodo Lorenzon riferisce di avere visto il timer in macchina con Giovanni Ventura, con Angelo Ventura presente.

 

 

G.I. – Giovanni Ventura non ha mai smentito che ci fosse anche Angelo, al volnte….

 

 

Ventura Angelo – Se io in quel periodo non sono fisicamente là, come può affermare che c’ero?

 

 

P.M. – L’ha detto suo fratello.

 

 

G.I. – Quanto tempo è stato a …..?

 

 

Ventura Angelo – Una ventina di giorni ….a Ragusa.

 

 

G.I. – Non ricorda il periodo esatto?

 

 

Ventura Angelo – Tutta la prima parte del mese di ottobre, e poi sono rientrato, che dovevo dare un esame all’Università, per poi ridiscendere…

 

 

G.I. – Dove alloggiava a Ragusa?

 

 

Ventura Angelo – All’Hotel Mediterraneo.

 

 

G.I. – Facciamo fare indagini dalla Polizia….Per quale ragione Comacchio avrebbe dovuto inventare la storia dei passaporti?

 

 

Ventura Angelo – Secondo me, Comacchio ha inventato molti particolari, e altri sono probabilmente reali, e li ha uniti a questi. Io l’ho detto…La ragione è che attraverso me doveva arrivare ad accusare mio fratello.

 

 

Difesa – Non capisco perché collega Freda alle armi….

 

 

P.M. – Perché in questo caso c’è un passaporto falso….

 

 

Difesa – Era nella cassa in concomitanza con le armi, o no?

 

 

P.M. – Successivo.

 

 

Comacchio – Prima si dovevano fidare…..

 

 

P.M. – Andò da Pan per chiedere il paragone su queste armi.

 

 

G.I. – Comunque, lo stesso Giovanni Ventura dice che lo stesso Freda con le armi, lo dice chiaramente, non c’entra. E poi, strano che Freda si dia tanto da fare quando vengono rinvenute queste armi.

 

 

Ventura Angelo – Non è strano che Freda si dia tanto da fare quando vengono rinvenute queste armi, perché si è saputo che queste armi portavano a Pan, il quale aveva lavorato nell’ufficio di Freda per molto tempo.

 

 

G.I. – Pan?

 

 

Ventura Angelo – Sì, come giovanotto d’ufficio aveva lavorato, diciamo. C’era il Pozzan, in quanto risulta a me.

 

 

Difesa – Con Ventura, Pan, aveva lavorato soltanto due mesi.

 

 

Ventura Angelo – Poi è stato presentato e introdotto da Freda.

 

 

P.M. – Come mai si scoprono queste armi, e come mai il possessore non se ne preoccupa, mentre Ventura va ad Ascoli Piceno da Pan, e successivamente da Pan ad Ascoli Piceno va Freda con il Fachini?

 

 

Ventura Angelo – E’ stato lui a dire che le armi le aveva ricevute da Pan. Noi lo sapevamo.

 

 

P.M. – Di queste armi, perché se ne è preoccupato Ventura?

 

 

Ventura Angelo – Circolava la voce a Castelfranco Veneto…Non so da che cosa dovevano preoccuparsi.

 

 

P.M. – Perché lui ha fatto il nome di Pan, e nessuno glielo ha chiesto?

 

 

Ventura Angelo – Questo lo chieda a lui. Secondo me l’ha fatto perché attraverso questa strada si arrivava a Ventura, e bisogna scaricare anche questo peso su Ventura. Che poi dietro a questo ci sia qualcosa altro, molto diverso dell’episodio armi, mi sembra….

 

 

G.I. – Dunque lei ci fa avere una figura di questo Comacchio…gigantesca..organizzatore….

 

 

Ventura Angelo – Non molto gigantesca. E’ lui che dice che indaga. Alle spalle sue non so chi ci sia. L’ho chiesto anche a Treviso e a Trieste….

 

 

Comacchio – Sì. A Trieste hanno scritto al partito socialista. In tutta Italia hanno scritto.

 

 

Ventura Angelo – Che cosa?

 

 

Comacchio – Credo che non riguarda….Io so che a Trieste mi hanno obbligato a guardare negli occhi Ventura….

 

 

G.I. – Il giudice Scerbo?

 

 

Difesa – Il giudice Scerbo ha detto solo di rispondere alle sue domande.

 

 

Ventura Angelo – Quindi, che Freda si preoccupa di Pan…..Aveva bazzicatoil suo ufficio, e lui stesso era un po’ il suo patrocinatore.

 

 

G.I. – Non aveva mai lavorato con Freda.

 

 

Ventura Angelo – Non lavorato. Ha frequentato il suo ufficio assiduamente e poi Freda l’ha collocato.

 

(Fine del confronto tra Ventura Angelo e Comacchio Franco del 20 ottobre 1972)