BOBINA N.17

INTERROGATORIO DI VENTURA GIOVANNI – CARCERE GIUDIZIARIO DI MONZA – 22 GENNAIO 1973 – ORE 18,45

 

La strategia di Ventura - 22/1/73

 

G.I. – DOTT. D’AMBROSIO

P.M. – DOTT. ALESSANDRINI

 

 

G.I. – Lei intende avvalersi della facoltà di cui all’art78 ?

 

 

Ventura – No.

 

 

G.I. – Siamo venuti qua perché è emersa una circostanza nuova: siamo riusciti a ricostruire i tempi della pistola cal.22…..

 

 

Ventura – Quale pistola?

 

 

G.I. – Quella trovata in casa di Ruggero Pan. Questa pistola cal.22 è stata data dal prof. Marrazzi a suo fratello Luigi perché gli facesso costruire un silenziatore. Suo fratello Luigi ha ammesso la circostanza, e ha detto che a sua volta l’ha data a lei perché portasse la pistola per fare ricostruire un silenziatore.

 

 

Ventura – Da dove è questo Marrazzi? Sì adesso mi ricordo questa circostanza. E’ vero.

 

 

G.I. – Adesso vogliamo sapere da chi ha fatto costruire questo silenziatore.

 

 

Ventura – L’ha costruito Comacchio. Non c’è dubbio! Gli altri silenziatori li ha costruiti Comacchio. Perché non deve aver costruito anche questo. E’ di Cortina questo Marrazzi. E’ nel periodo in cui mio fratello era in collegio.

 

 

G.I. – Se ha preso questa pistola…..L’ha avuta da suo fratello?

 

 

Ventura – Adesso questo episodio non lo ricordo proprio.

 

 

G.I. – L’episodio dovrebbe essere abbastanza chiaro.

 

 

Ventura – Per me è marginalissimo. Come tutto in questa storia. Quindi questo poi in maniera più specifica. Comunque adesso ricordo, ma se lo vedessi non riuscirei nemmeno a ricordare. Ricordo che mio fratello mi dette questo arnese. Non so, se me lo dette o io gli dissi…Me lo ha consegnato e io lo detti a Comacchio.

 

 

G.I. – Perché costruisse….?

 

 

Ventura - ….facesse un silenziatore. Che poi è stato anche fatto, tanto che forse a mio fratello io ho consegnato solo il silenziatore. Non ricordo niente….Anche il silenziatore è stato trovato?

 

 

G.I. – Sì. Quindi lei l’ha dato a Comacchio?

 

 

Ventura – Sì, le ripeto, guardi, se io vedessi la pistola, non sarei in grado di dirle, è questa. Non lo ricordo assolutamente. Comunque è tanto automatica la cosa: se c’è un silenziatore, i silenziatori li faceva Comacchio.

 

 

G.I. – Li faceva lui personalmente?

 

 

Ventura – Sì. E’ soltanto la sua lentezza nel considerare le indicazioni che io le ho dato, che non ha ancora portato frutti in quella direzione.

 

 

G.I. – Cioè, dove li faceva?

 

 

Ventura – Lo sa tutta Castelfranco, ha detto lui. Li faceva nell’azienda dove era impiegato, perché c’erano i torni e c’erano le macchine per poter ricostruire.

 

 

G.I. – Quale azienda?

 

 

Ventura – Se lei si riascolta la registrazione, c’è questo punto di Comacchio. Ha detto testualmente: “A Castlfranco dicono che li facevo da Coppo”. Poi è l’azienda che è a ridosso della nostra casa di abitazione. E’ automatico!

 

 

G.I. – Cioè una azienda artigiana? Cosa fa questo Coppo?

 

 

Ventura – Questo Coppo non c’entra niente. Non c’entra con Comacchio, con nessuno. C’è una rappresentanza di Coppo che è di un certo Dotto, che abita di fronte a questo stabilimento.

 

 

G.I. – Stabilimento di che?

 

 

Ventura – Di maglieria.

 

 

G.I. – E i silenziatori chi li faceva?

 

 

Ventura – Ripeto, è quello che ho detto l’altra volta e che ha confermato Comacchio, anche se in termini ironici. D’altra parte Comacchio è un meccanico, un elettricista.

 

 

G.I. – Sapeva il sistema del silenziatore. Non basta sapere lavorare al tornio, bisogna anche sapere come è fatto un silenziatore.

 

 

Ventura – I miei sistemi sono pubblicati unitamente a…..E’ possibile, dico. Non è una…..

 

 

G.I. – E’ stato pubblicato?

 

 

Ventura – Ho letto, forse. Dico, circa la reperibilità di uno schema per costruire. Non ritrovavo questa faccenda della pistola. Se mio fratello ha detto che l’ha ricevuto da me, e l’ha riconosciuto, è pacifico che è così. Non chi sia questo Marrazzi. Io non l’ho mai visto.

 

 

G.I. – E’ un po’ strano, Ventura, che ad un certo punto suo fratello che sta in collegio per i fatti suoi, si faccia consegnare dal professore una pistola per farsi fare un silenziatore. Evidentemente avevate parlato in casa di questo silenziatore o suo fratello Luigi ha visto degli altri silenziatori.

 

 

Ventura – Quello che le ho detto un attimo fa….Io un attimo fa le ho detto che io, verosimilmente in un discorso generico e impregiudicato, ho fatto riferimento a questo meccanismo.

 

 

G.I. – Con suo fratello Luigi?

 

 

Ventura – Non so quando ho fatto questo discorso. Evidentemente l’ho fatto. Perché mio fratello Luigi, tornato la successiva volta dal collegio, mi ha detto che questo suo professore aveva questa pistola; se era possibile costruire un silenziatore. Io gli ho detto che, siccome sapevo che una persona aveva già costruito i silenziatori, aveva i silenziatori, credevo fosse possibile.

La stranezza di costruire i silenziatori; che mio fratello abbia saputo da me che c’erano i silenziatori e mi abbia chiesto di costruirne uno…..La stranezza di costruire i silenziatori! In genere non si costruiscono silenziatori, però si costruiscono silenziatori. Non l’avevate!

 

 

G.I. – Erano lì.

 

 

Ventura – Ce li avevano! Io ho avuto possesso di tre silenziatori nel periodo che lei sa e che la prego ancora nuovamente di accertare. Che Comacchio spieghi perché aveva i silenziatori in casa di Marchesini. E’ inutile girare a nascondersi dietro a un libro, dottore! Che spieghi, mentre io ero in galera a Treviso, perché teneva i silenziatori in casa di Marchesini! O poco dopo!

 

 

G.I. – Che è stato proprio lei a….

 

 

Ventura – Ma si figuri, che se io ricordavo o avessi saputo che quella pistola era la pistola che il professore aveva dato a mio fratello, che era regolarmente rubricata, io sarei venuto a dire a lei: quella pistola là non c’entra niente. Io non me ne sono ricordato. Ho detto: se c’è la possibilità, cerchiamo. Non solo è marginale, ma mi sembra che sia priva di significato. Interroghi questo Marrazzi, allora! Vada a vedere!

 

 

G.I. – Ho già sentito Marrazzi. Mi ha detto che l’aveva data a suo fratello. Lo ha ammesso dopo moltissime reticenze anche Luigi.

 

 

Ventura – Io nei suoi panni non solo avrei avuto le reticenze, avrei avuto tutte le preoccupazioni del mondo a vedere un fratello nella mia situazione e con tutti i sospetti ombrosi che lei sta estendendo. Io spero soltanto che lei non sia un Giudice come quello di Treviso con dei problemi, perplessità, ecc.

Il caso di mio fratello poi è ancora più motivato, perché è uno che non si è mai interessato di politica. Che non ha mai saputo niente della mia attività né di quello che facevano gli altri due fratelli. E’ un po’ in misura alla potenza la figura del secondo, perché anche l’altro mio fratello non sapeva niente. Ad un certo momento, reticenza, lei dice. Mio fratello poi legge gli articoli sull?unità…Ha ragione di essere reticente. Siccome da qualche tmepo sembra che per fortuna l’Unità sia la bocca della verità.

 

 

G.I. – Per quale ragione arrivare a stabilire che fine aveva fatto questa pistola….

 

 

Ventura – Lei su questo punto ha dei dubbi….Me li dica! Me li dica chiaramente! Scusi, dottore, me lo dica che sono qua per prenderla in giro! E’ inutile che dopo, domani, io lo legga sull’Unità!

 

 

G.I. – Sull’Unità sappiamo un po’ di tutto.

 

 

Ventura – Fortebraccio! Comunque io rettifico ancora il tiro di 10 minuti fa, quando ho detto che da lei non mi aspetto niente. Mi aspetto che lei si comporti lealmente. Io sono caduto dal cielo….Questo Marrazzi è la prima volta che lo sento. Forse l’ho sentito tre, quattro, anni fa quando me ne ha parlato mio fratello. Un uomo che non ho mai visto. Non so neanche se faccia il prof. di Filosofia. Il prof. di Matematica, ho pensato adesso. Perché di Filosofia c’è un prete che insegna. Lo conosco bene. E’ così. Non c’è niente da fare! Sulla questione delle armi si doveva andare avanti con i confronti.

 

 

G.I. – Nel corso del confronto lei ha fatto riferimento a questa cal.22 “Fate indagini! Poi vedete se le armi sono mie o del Comacchio”. Fatto sta che noi facciamo indagini sulla 22, e questa 22 viene riferita a lei e non a Comacchio.

 

 

Ventura – Allora facciamo indagini anche sulle altre armi.

 

 

G.I. – Si stanno facendo. C’è una perizia in corso. Il suo avvocato glielo avrà detto.

 

 

Ventura – E allora bisogna fare indagini anche per stabilire, per sentire questi testimoni che abbiamo indicato. Se hanno visto o no questa cassetta a Treviso. Che è importante. Perché io nel rigetto…Ci troviamo l’esplosivo là che non c’era. Non c’è mai stato!

 

 

G.I. – A proposito, dove è stato il 24 e 25 luglio lei?

 

 

Ventura – L’avvocato ha detto che dalla mia agenda risulta che ero a Roma.

 

 

G.I. – Bene! Abbiamo fatto indagini a Roma e risulta che lei non c’era.

 

 

Ventura – Non ero a Roma?

 

 

G.I. – No.

 

 

Ventura – E’ molto facile…Se lei mi chiede fra mezz’ora o fra due mesi dove ero il 13 febbraio, o il 24 aprile…Ma che tipo di accertamenti ha fatto, scusi?

 

 

G.I. – In albergo. Dove dovevo farli?

 

 

Ventura – Lei doveva fare come le ho indicato il ……Siccome a Roma vedevo poche persone e in quel periodo devo aver visto solamente ed esclusivamente il Tomba, gli uomini della Lerici…Ecco! Siccome il Tomba ha un’agenda scrupolosa, gliel’ho già detto, in cui segna tutto ed io non sono in grado di farlo, lo faccia lei, per cortesia. Lei vada dal Tomba e gli chieda l’agenda del ’69. Gliela sequestra! Invece di sequestrare tante cose che non sono utili.

Quindi, dico, se sequestra questa agenda del Tomba…Anzi chiederei che venga sequestrata. Il Tomba abita in Piazza della Cultura. Si sequestri in casa del Tomba l’agenda. Deve risultare che io quel giorno, se ero a Roma come risulta dalla mia agenda, allora quel giorno ho visto quelle persone.

 

 

G.I. – Dov’è andato a dormire? A casa del Tomba?

 

 

Ventura – Non so…Non sono in grado di dirlo. E’ impossibile….Mi pare strano. E’ chiaro che io ho dormito qualche volta a casa di Giannola, del Massari. Può darsi che io quella sera abbia dormito….Scusi che giorno sarebbe?

 

 

G.I. – 24-25.

 

 

Ventura – E’ assai verosimile che io abbia visto Trapani. Ma non credo che Trapani abbia la stessa scrupolosa attitudine di Tomba nel registrare i….E’ possibile che ci sia qualche lacuna. Noi faremo tutte queste indagini per nostro conto.

 

 

G.I. – Lei ha seguito le vicende della NS dall’inizio o solo quando è diventato amministratore? Visto che era solo il socio di Giannola.

 

 

Ventura – Dall’inizio. Pressochè fin dall’inizio. Insomma sino a quando si è stampato il primo libro, non dall’atto della costituzione.

 

 

G.I. – Lei per la costituzione non si interessò?

 

 

Ventura – Come sarebbe?

 

 

G.I. – Si interessò della costituzione di questo libro?

 

 

Ventura – Era stato già costituito. Io mi interessai quando, ad un certo momento, si articolò un programma editoriale in una certa direzione e quindi si addivenne anche ad una….

 

 

G.I. – E quando conobbe Giannola non ne ha mai parlato dell’intenzione di ricostituire questa società NS?

 

 

Ventura – Emerse più come proposito mio e di Massari; e più che mio ancora più di Massari.

 

 

G.I. – Giannola era un prestanome o era effettivamente socio?

 

 

Ventura – Era un socio a tutti gli effetti. E’ stato anche amministratore per un certo periodo. Se ne occupò formalmente. Non è che Giannola fece un patto, cioè è precisamente da quando iniziò a pubblicare.

Ho due cosette che ho da dire relativamente alle altre: sono due episodi che probabilmente non hanno nessun rilievo. Ma il rilievo agli episodi e agli indizi lo si dà quando si vuole darlo. Ad un certo momento dipende da una seria interpretativa. Io sono nella situazione in cui facendo una seria interpretativa non sarei più da discutere.

Lei in questa fase ha fatto una certa scelta, e quindi…Se avesse fatto un’altra scelta probabilmente più coerente….E’ inutile che verbalizziamo!

 

 

G.I. – Io faccio le scelte secondo quel che risulta dall’istruttoria. Ora lei non mi potrà negare che durante l’istruttoria e fino a questo punto ha negato sempre di avere posseduto questa pistola cal.22 e relativo silenziatore.

 

 

Ventura – Come? Ho negato di avere posseduto…

 

 

P.M. – Mai visto.

 

 

G.I. – Addirittura che possa essere stato messo dai carabinieri.

 

 

Ventura – Non fui io ad insinuare che l’aveva messo la Polizia, fu Pan. Io solo di rimando…

 

 

G.I. – Fu insinuato.

 

 

Ventura – Io sulla questione relativa a questa pistola, le ripeto, non ricordavo. Lei a questo punto può benissimo credere che io ricordavo e non dicevo. Comunque, allora, senta questi due testi. Uno è Lorenzon e l’altro è Quaranta. I quali potranno dire: I) – Il Lorenzon che quando mi chiese una pistola, nel ’69, il Lorenzon attualmente deve avere anche il porto d’armi, io gli dissi che di pistole non ne possedevo. Che non ero in condizioni di dargli una pistola del tipo che lui chiedeva perché quelle erano armi da guerra. E comunque non avevo intenzione di dargliela perché non mia; II) – Che quando furono rinvenute le armi a Castelfranco, con mia enorme sorpresa nella casa di Marchesini, parlando con Quaranta di questo rinvenimento, io gli dissi fin da allora che le armi erano di Comacchio e che io tuttavia, sperando che Comacchio avesse assunto questa sua responsabilità, avrei sempre negato di avere avuto a che fare con quelle armi.

Evidentemente non posso assumermi la responsabilità delle armi che erano state trovate nella casa di Marchesini, che non sono mie, ma sono di Comacchio, ecc.

Sono questi due episodi. Probabilmente Lorenzon, come al solito, ricorderà poco bene anche questo episodio; Quaranta ricorderà e non ricorderà.

 

 

G.I. – Che cosa?

 

 

Ventura – Che io dissi una settimana dopo, tre giorni dopo: “Queste sono armi di Comacchio. Sono armi che sono state a Castelfranco, che sono nell’ambiente socialista di Castelfranco”.

Detti anche un’altra indicazione che darei anche a lei adesso, ma mi sembra inutile tirare in causa un’altra persona; farle contestare il reato di detenzione di armi da guerra. Quindi è inutile. Eventualmente se su questa linea sarò costretto a farlo, dimostrerò che il Partito Socialista di Castelfranco Veneto aveva armi da guerra; che anche altri uomini del Partito Socialista di Castelfranco Veneto avevano armi. Su questa linea di interpretazione si troverà anche Quaranta, dicendo che ci sono un fondo di depositi….Il Partito Socialista non li ha soltanto a Castelfranco Veneto.

 

 

P.M. – Si può sapere quest’altro esponente del PSI?

 

 

Ventura – Non si può sapere. E’ un episodio marginalissimo che non ha niente a che fare con la questione di Comacchio. Però dimostrerà che in quell’ambiente c’erano le armi. Quindi alla fine si……

 

 

 

CARCERE GIUDIZIARIO DI MONZA 22 GENNAIO 1073 ORE 19,50 – VENTURA ANGELO

 

 

G.I. – Ventura, abbiamo accertato che la pistola cal.22 col silenziatore trovata nella casa di Pan…

 

 

Ventura Angelo – Mi avete parlato l’altra volta.

 

 

G.I. - ….è stata data a suo fratello Luigi perché ne facesse fare un silenziatore. E’ stata data dal suo professore di Filosofia, il prof. Marrazzi. L’ha conosciuto?

 

 

Ventura Angelo – Mai.

 

 

G.I. – Comunque gli fu data nella tarda primavera del ’69 perché ne facesse un silenziatore, visto che il professore voleva andare con quella pistola cal.22 a caccia di uccelli. Poi suo fratello si ammalò e questa pistola non fu consegnata. Fu trovata invece a casa di Pan. Siamo andati a chiamarla e vogliamo sapere chi è che fa questi silenziatori.

 

 

Ventura Angelo – Io di questo episodio, nei termini che lei mi ha descritto adesso, lo apprendo ora. Non ne ho mai sentito parlare. Di una cal.22 ne sento parlare adesso.

 

 

G.I. - Comunque, stabilito che questa cal.22 fu data nella tarda primavera del ’69 a suo fratello Luigi, è da ritenere che voi sapevate perfettamente chi poteva fare questi silenziatori.

 

 

Ventura Angelo – Giovanni lo sapeva. Ma io, le ripeto, tutto l’episodio che mi ha descritto, lo apprendo adesso.

 

 

G.I. – Lei è andato a prelevare le armi.

 

 

Ventura Angelo – Io ho portato e trasportato le armi. Giovanni mi ha chiesto di trasportare le armi e l’ho aiutato in questo. Nelle due occasioni che ho già descritto l’altra volta. Che mi abbia parlato di un episodio relativo al prof. Marazzi, o Marrazzi, che voleva un silenziatore e dove farsi un silenziatore, io di questo non ne so proprio niente.

Tanto è vero, se lei ricorda, mi pare di avere detto che prima dell’interrogatorio di Milano, come avevo già detto a Treviso, io ritenevo che quella pistola avesse ben altre origini. Che adesso voi abbiate stabilito questo che lei mi dice, è possibilissimo. Ma veramente io non ho sentito parlare mai di silenziatori né conosco questo professore.

 

 

G.I – Dove sarebbero stati fatti i silenziatori, è proprio vicino a casa sua, a Castelfranco.

 

 

Ventura Angelo – Vicino a casa mia?

 

 

G.I. – Lei ha mai visto su riviste uno schema di silenziatore?

 

 

Ventura Angelo – Gli unici silenziatori che io conosco sono le sordine per strumenti musicali. In questo caso mi interesso di silenziatori.

 

 

G.I. – Suo fratello Giovanni non parlò di questi silenziatori?

 

 

Ventura Angelo – Con me non ne ha parlato. Io l’ho saputo quando sono stati rinvenuti a Castelfranco.

 

 

G.I. – E dopo? Quando sono stati fatti, qua, là…

 

 

Ventura Angelo – Assolutamente. Di fabbriche di silenziatori io non so niente.

 

 

G.I. – Non sono fabbriche di silenziatori.

 

 

Ventura Angelo – Una mia partecipazione a cose del genere, o per incarico indiretto o per presa di contatto diretto, non mi è mai avvenuta. Ripeto, questo episodio mi è nuovo. Ma nella data di oggi mi è nuovo, non allora, prima o successivamente. Sono informato da lei adesso. Tanto che io non riuscivo a spiegarmi il motivo che fossi venuto, visto che c’è stato un ampio discorso l’altra volta. Questa è una novità assoluta.

 

 

G.I. – Pan dice che questa pistola le è stata data separatamente, era fuori della cassa.

 

 

P.M. - Avvolta in stracci.

 

 

G.I. – Tanto è vero, che non stava nella cassa, che quando l’andaste a riprendere, la dimenticaste lì.

 

 

Ventura Angelo – Quando io sono andato a portare le armi, ho scaricato la cassa.

 

 

G.I. – Evidentemente parliamo un linguaggio completamente diverso. C’è una circostanza ben precisa: questa pistola calibro 22, che poi non era neanche completa, mancava di otturatore, silenziatore. Comunque, questa pistola e relativo silenziatore non furono rinvenuti nella casa di Marchesini, ma nella casa di Pan. Successivamente, quando si stabilì la catena, si perquisì anche la casa di Pan e fu trovata questa pistola. Pan ha detto: “Forse sarà rimasta lì sul letto quando abbiamo vuotato la cassa, ecc”. Lei ha negato questa circostanza.

 

 

Ventura Angelo – Io non ho vuotato la cassa.

 

 

G.I. – Appunto. Ora, se lei non ha vuotato la cassa, vuol dire che questa pistola non era nella cassa, era stata portata separatamente.

 

 

Ventura Angelo – Ma non io. Io non lo so, se l’ho portata. Quella sera non ho portato una pistola insieme alla cassa. Ho portato solo una cassa….

 

(Fine degli interrogatori di Ventura Giovanni e Ventura Angelo del 22 gennaio 1973)