BOBINA N.21

CONFRONTO TRA VENTURA GIOVANNI E IL TESTE FABRIS TULLIO PRESSO IL CARCERE GIUDIZIARIO DI MONZA IL 22 APRILE 1973 ALLE ORE 17,20

 

La strategia di Ventura - 22/4/73

 

G.I. – DOTT. D’AMBROSIO

P.M. - DOTT. ALESSANDRINI

 

 

 

G.I. – Allora, Ventura, lei cosa vuole precisare con il teste Fabris?

 

 

Ventura – Mi sembra che nel corso dell’altro confronto vi fu un consenso molto chiaro sui modi in cui avvenne l’incontro nello studio di Freda….Però restano sospese almeno due questioni: l’epoca esatta in cui avvenne questo incontro e l’oggetto che era sopra il tavolo quel giorno.

Entrambe queste questioni sono importantissime. Una è importantissima soggettivamente, l’epoca in cui avvenne l’incontro; un’altra è oggettivamente importante, cioè cosa c’era sopra il tavolo quel giorno. Perché sopra il tavolo non c’era un timer.

 

 

G.I. – C’era un tester.

 

 

Ventura – Non c’era un timer e non c’era neanche un tester. Molto probabilmente il testa c’era assieme all’altro oggetto. Quindi, io prima di dire una serie di cose che potranno chiarire esattamente…..Forse qui do per scontato che possano chiarire….Quindi alcune cose che possono chiarire definitivamente cosa c’era sopra il tavolo e cosa discuteva quel giorno con Freda. Io l’invito a dirlo lei. Anche perché se lo dice lei è meglio per tutti e non ci siano problemi.

 

 

G.I. – Se lei lo vuole chiarire, lo chiarisca subito. Visto che da un po’ di tempo l’imputato Ventura sta collaborando nella ricerca della verità.

 

 

Fabris – Guardi, io esattamente sul tavolo non ricordo….

 

 

G.I. – Evidentemente se il Ventura dice….

 

 

Fabris – Dal ’69 ad ora…..

 

 

Ventura – Guardi, l’incontro avvenne….Lei l’ha ricostruito come l’ho ricostruito io. Quindi non possiamo avere nessun problema sul fatto. Non è il problema di ricordare o no.

Noi abbiamo ricordato quell’incontro, quindi è impossibile che lei non ricordi di cosa ha parlato con Freda e cosa lei portò a Freda quel giorno. E che cosa c’era sopra il tavolo. E quindi, di conseguenza, in riferimento al fatto che questi timers sono stati acquistati nel settembre del ’69, che lei ci dica se questo incontro avvenne prima o dopo di quella data.

 

 

Fabris – Non posso ricordare. Perché se lei si ricorda, se vuole ricordarselo, io stavo lavorando….

 

 

Ventura – Io non sono in grado di dire che lei stava lavorando là, sono in grado di dire che lei stava là. Non ho mica commissionato io a lei un lavoro nello studio di Freda. Io sto solo dicendo che quell’incontro non aveva nessuna attinenza con quel lavoro che stava facendo, se stava facendo un lavoro.

Quindi io la prego di dire con esattezza cosa c’era sopra il tavolo. Perché vicino al tester, cioè ad un apparecchio che viene usato spostando delle punte collegate a fili…..E quindi lei ha toccato quest’affare che c’era sopra il tavolo. A un certo momento ci deve dire cosa c’era sopra il tavolo. Cerchi di ricordare.

 

 

Fabris – Come faccio a ricordarlo se non ho capito…..

 

 

Ventura – Può darsi che Freda a questo punto l’abbia già detto. Quindi è utile che lei dicala verità altrimenti non….

 

 

Fabris – Guardi che io non ricordo niente. A Freda non ho dato mica niente.

 

 

Ventura – Lei ha mai costruito niente per Freda?

 

 

Fabris – Per Freda non è stato costruito niente.

 

 

Ventura – Anche l’oggetto che quel giorno era sopra il tavolo?

 

 

Fabris – Quell’oggetto che lei dice….Me lo faccia vedere!

 

 

Ventura – Se lo è portato via lei quel giorno quell’oggetto. Se lo è ripreso e se lo è portato via quando Freda leha detto “non va bene”. Probabilmente le ha detto “Non va bene. E’ troppo grande”.

 

 

Fabris – Io non mi ricordo questo. Lei si sbaglia.

 

 

Ventura – Non mi sbaglio assolutamente.

 

 

Fabris – Non mi ricordo. Se lei si ricorda e ha visto bene porti…..

 

 

Ventura – Porti le prove del fatto che io non sto dicendo la verità, a questo punto. Cosa le devo dire io….Non posso mica portare le prove di un oggetto che lei si è portato via quella volta. Non ci sono prove. Il problema è di dire…..

 

 

Fabris – Non ricordo che oggetto è.

 

 

G.I. – Come era questo oggetto? Vediamo un po’…….

 

 

G.I. – Come quella lì….

 

 

Ventura – L’oggetto aveva una testa, una T con i lati molto stretti, grosso modo così…..forse un po’ leggermente più stretti….

 

 

Fabris – Guardi, non c’era….

 

 

Ventura – Guardi che in riferimento a questo oggetto Freda quando lei se ne andò via mi disse qualcosa….

 

 

G.I. – Che le disse?

 

 

Difesa – Sentiamo se ce lo dice lui prima!

 

 

Ventura – Quindi io sono in condizione di ricostruire che cosa era questo oggetto. Questo oggetto lei l’ha costruito per Freda e deve dire cosa era questo oggetto. E credo che sia bene, anche nel suo interesse, che lei dica cosa era questo oggetto. Questo oggetto lei l’ha costruito per Freda.

 

 

G.I. – Se non andava bene, non c’è niente di male dire di avere costruito un oggetto.

 

 

Fabris – Io penso che l’oggetto doveva essere, penso, uno di quei timers o conta tempo, che lei vuole chiamare…..

 

 

Ventura – Guardi che io a questo punto…..Ormai io il timer lo conosco bene perché l’ho visto una decina di volte….Se fosse stato un timer lo avrei detto! Quel giorno se lei avesse avuto in mano un timer, e questo oggetto fosse stato un timer, io le avrei detto….Sì. Quel giorno stavano parlando del timer. Invece non stavano parlando del timer, perché questo incontro è avvenuto prima.

 

 

G.I. – Fu lei a indicare che c’era la possibilità di timer, di conta tempo, a 60 minuti, 120 minuti, ecc.? Prima ancora Freda le fece qualche discorso su qualcosa, su qualche apparecchio che le serviva per qualcosa?

 

 

Fabris – I discorsi che si facevano, per fare le cose, era sempre quel discorso….che alla fine doveva fare un contatto a tempo determinato….

 

 

G.I. – Ma lei per dimostrazione ha mai fatto uno di questi apparecchi?

 

 

Fabris – Ma no…Questi apparecchi non riesco io a farli. Avevo portato degli interruttori della lucidatrice, che sono gli interruttori che stavamo lavorando…

 

 

Ventura – Erano questi?

 

 

Fabris – Non lo so! Lui mi ha chiesto un interruttore che ne aveva uno di campione…

 

 

G.I. – Con la leva?

 

 

G.I. – Come quelli che stanno sul cruscotto della macchina, dell’automobile?

 

 

Fabris – Guarda, non so. Adesso io in pratica dico….quello delle lucidatrici quando lei abbassa il manico che sente tic tic. Che ha la leva. Quelle Lux e la Uve più o meno hanno lo stesso: quello della Lux è più lungo e della Uve è più corto….Ha un bottoncino che lei schiaccia…..

 

 

G.I. – Schiaccia o abbassa, e alza? Come l’interruttore della 500?

 

 

Fabris – Dove sta l’interruttore della 500?

 

 

G.I. – Sulla plancia. Quegli interruttori che servono per azionare il tergicristallo…per accendere….quelli là con la leva….

 

 

Fabris – No, no. Ha lo stesso la leva, ma la leva sarebbe abbassare un microinterruttore. Fa tic tic….No …..è diverso da quello. Quello che dice lei deve fare uno sforzo…..

 

 

G.I. – Invece questo si preme appena…..

 

 

Fabris – Pressapoco il nero e la bachilite è uguale, solo che ha la levetta. Che se lei lo preme così…fa il contatto; se lo alza tira via il contatto.

 

 

G.I. – Comunque Ventura, se non le spiega il discorso che ha fatto con Freda poi, non si ricorda….

 

 

Ventura – Si ricorda almeno che se lo è portato via lei questo oggetto?

 

 

Fabris – Scusi, dove è andato a finire?

 

 

Ventura – Se non lo dice lei dove è andato a finire….E’ lei che deve dire che cosa era!

 

 

Fabris – Era questo oggetto, uno che io ho fatto una bomba?

 

 

Ventura – No, no. Forse lei mi sta fraintendendo. Lei ha costruito…..

 

 

Fabris – Che cosa ho costruito? Ho una fabbrica adesso!

 

 

Ventura – Era costruito manualmente. Era un oggetto artigianale….

 

 

Fabris – Senta, Ventura, io non mi ricordo….

 

 

Ventura – Se io fossi in condizione di sapere cosa era questo apparecchio con esattezza, non staremmo qui a discutere. Se lo è portato via lei. Però Freda le ha dato alcune indicazioni assai generiche sull’utilizzazione di questo apparecchio.

 

 

Fabris – Che questo strumento non andava bene.

 

 

Ventura – Che non andava bene l’ho sentito anch’io. Probabilmente non andava bene perché aveva dimensioni eccessive, e gli serviva qualcosa più piccolo. Questo l’ho inteso nelle ultimissime battute appena entrato. Perché poi avete cambiato completamente discorso. Avete parlato di radiotrasmittenti. Ora è importante che lei sappia cosa era questo apparecchio. Perché se lei non riesce a localizzarne il tempo di questo incontro, almeno attraverso questo apparecchio noi lo localizzeremo.

 

 

Fabris – Se lei è in grado di sapere la data quando abbiamo avuto questo incontro?

 

 

Ventura – Certo. Ma voglio che lo dica lei prima. Perché quello che dico io è creduto e non è creduto.

 

 

Fabris – Quella volta abbiamo lavorato per circa due settimane e forse più. Perché se lei ha visto bene, abbiamo portato il telefono in tre uffici e il citofono. E la corrente industriale….

 

 

Ventura – Stai attento Fabris! Come faccio ad avere visto io quel che lei faceva nello studio di Freda?

 

 

Fabris – Per dire….lei parla di incontri. C’era anche il ragazzo….

 

 

Ventura – Quale ragazzo?

 

 

Fabris – Un biondino che adesso è sotto la leva militare.

 

 

Ventura – Dico un incontro solo, quei cinque minuti che noi abbiamo ricostruiti qua. Non ci sono altri incontri. Io non so niente di altri incontri. Io so solo di quell’incontro. Però in quell’incontro c’era questo oggetto.

 

 

Fabris – Senta, Ventura, io non posso rompermi la testa….

 

 

Ventura – Ma lei sa perfettamente qual’era questo oggetto! E’ che non vuole dirlo. E’ impossibile che lei non sappia!

 

 

G.I. – Se veramente Freda le ha dato l’incarico di costruire un oggetto di tipo artigianale…..

 

 

Fabris – Per fare sempre il contatto a una distanza determinata. Ma non sono riuscito a fare. Non ho fatto niente.

 

 

G.I. – Lei ha cominciato a costruire qualcosa?

 

 

Fabris – Un motorino. Ma non ha fatto niente. Con questa leva dell’interruttore.

 

 

G.I. – Senta, la leva che dice lei non serve un cavolo per differire il tempo di accensione al circuito. Questo me lo insegna perché è un elettricista mentre io ho solo una infarinatura di elettricità. Quindi, se ad un certo punto, se lei mi parla di questo interruttore, questo interruttore doveva essere dato contemporaneamente a qualcos’altro. Adesso lei parla di motorino….Che cosa era questo motorino che avrebbe dovuto differire?

 

 

Fabris – Un motorino. E il discorso è sempre quello……Che lui doveva avere un contatto a una distanza di tempo.

 

 

G.I. – Quindi lei ha accoppiato un interruttore con un motorino?

 

 

Fabris – No.

 

 

G.I. – Non l’ha fatto? Ha fatto qualche altra cosa che poi “non andava bene”. Che Freda ha detto: “No. Questa non va bene”.

 

 

Fabris – Io non mi ricordo.

 

 

Ventura – Ma vede che lei in questo oggetto qua lei deve avere perso delle ore. Lei deve avere perso del tempo.

 

 

G.I. – Fabris, è inutile che stiamo qua a perdere del tempo. Il fatto che lei abbia fatto mezione di questo interruttore, che effettivamente si preoccupò di fornire questo interruttore a pulsante, a leva, come lo vuole lei, ecc., e che contemporaneamente faccia riferimento al problema da risolvere di Freda, che era quello di differire la chiusura di un circuito………..

Evidentemente oltre all’interruttore Freda le avrà chiesto qualche altra cosa, prima che lei pensasse al timer della Galotti; prima di andare a quel negozio alla ditta Rica di padova. Quindi, evidentemente, questo discorso che si è protratto nel tempo…..Forse Freda, e credo che a questo voglia alludere Ventura, gli ha chiesto se lei era in condizioni di fare un circuito a chiusura differente.

Per cui lei ha ricordato adesso dell’interruttore. Però il solo interruttore non può differire la chiusura di un circuito. E questo lo sappiamo tutti e due. Quindi, a un certo punto, può darsi che lei, siccome lei ha portato questo interruttore, abbia portato questo interruttore montato su qualcosa, lei ha fatto nezione di un motorino, che servisse secondo le sue capacità a differire in un certo qual modo la chiusura.

 

 

Ventura – Freda mi disse…..Appena uscito Fabris gli chiesi cosa era questa roba che stava facendo: Serve per le radiotrasmittenti? – dico – No – mi disse – Mi sto interessando perché questo è un amico e mi ha costruito questo apparecchio che è un esemplare di un conta tempo.

Su questa battuta il discorso del signor Fabris che era uscito un attimo prima, si è chiuso. Il discorso fu ripreso….Cioè in quella occasione che io le dissi mi ritornò e io feci riferimento a questo oggetto quando vidi la manopola sul timer dell’armadio. Perché la manopola….

 

 

G.I. – Dunque Fabris, lei ha sempre sostenuto che Freda le aveva detto che questi interruttori a tempo gli servivano per comandare la partenza di missili…..

 

 

Fabris – Lui aveva un amico…..

 

 

G.I. - …..che era appassionato di queste costruzioni, ecc. Tanto è vero che lei pur avendo aiutato Freda a procurarsi i timers, ha conservato la posizione di testimone perché nonc’era niente di male da parte di una persona, che nonsa l’utilizzazione di un conta tempo, di fornire un conta tempo a uno che poi l’utilizza per bombe.

Quindi il fatto che Freda le abbia dato anche questo incarico specifico: “Me lo costruisce lei un interruttore di questo tipo”. Se lei l’ha costruito non c’è nessuna ragione per cui non lo dica. Non vorrei che lei avesse adesso una paura remota…Adesso sentono che ho costruito questo interruttore, chissà cosa mi succede…

Non le succede niente. Come non le è successo niente quando ha detto dei timers. L’essenziale è che adesso, per verificare la posizione dell’imputato Ventura e non dell’imputato Freda che ormai è sicuro che ha comperato i timers che furono usati per gli attentati…

E’ per verificare la posizione dell’imputato Ventura. Cioè per verificare quando Ventura si trovò nello studio di Freda, noi abbiamo bisogno di sapere quando questo apparecchio….Ha capito o no?

 

 

Fabris – Ma non mi ricordo, Ventura!

 

 

G.I. – Lei avrà dovuto perdere del tempo a costruire questo aggeggio. Cioè prima di arrivare all’acquisto dei timers ha fatto un tentativo lei personalmente? E’ questo che le si chiede.

 

 

Ventura – Lei qui ha detto che Freda le telefonava tutti i giorni e che sua moglie si scocciava di queste cose.

 

 

Fabris – La roba è che alla Rica si è arrivati…..

 

 

Ventura – Quello che ho detto un momento fa, mi è stato detto un attimo dopo che lei è uscito. Non mi è stata detta mezza parola in più e neanche mezza in meno.

 

 

Fabris – No, perché ci siamo detti pochissimo.

 

 

G.I. – Quindi per lei non ha nessuna importanza. Per me è importantissimo che lei dica……….

 

 

(Fine del confronto tra Ventura Giovanni e Fabris Tullio del 22 aprile 1973)

 

 

RIAPERTURA DEL CONFRONTO ALLE ORE 17,30

 

 

Ventura – Nel corso dell’ultimo confronto rimasero impregiudicate due questioni: la prima riguardava il tempo dell’incontro nello studio di Freda, la seconda riguardava l’oggetto che si trovava sul tavolo, oggetto che non era né un timer né un tester. La invito quindi a riferire al giudice innanzitutto cosa vi fosse sulla scrivania di Freda quell’unica volta che ci incontrammo.

 

 

Fabris – Non ricordo, non posso ricordare esattamente che cosa ci fosse sul tavolo oltre il tester.

 

 

Ventura – E’ impossibile che lei non ricordi i discorsi fatti in quella occasione con il Freda e quindi dell’oggetto che era sul tavolo.

 

 

Fabris – Non ricordo a distanza di anni. Io ero dal Freda per lavori, lavori che durarono per circa due settimane e il Freda continuò durante questo periodo, come ho più volte detto, a chiedermi notizie e spiegazioni sulla possibilità di chiudere un circuito automaticamente dopo un tempo voluto.

 

 

Ventura – Le ripeto che quel giorno sul tavolo c’era un oggetto che non era un timer ed era più grosso di un timer, quasi il doppio, aveva la parte superiore a “T” stretta ed aveva una manopola come quella dei timer. Freda disse che non andava bene, era troppo grande.

 

 

Fabris – Non ricordo un oggetto del genere. Ricordo che il Freda sempre a proposito della possibilità di differire automaticamente la chiusura di un circuito elettrico mi chiese di portargli un interruttore di quelli delle lucidatrici.

 

 

G.I. – Un interruttore non può mai da solo differire automaticamente la chiusura di un circuito elettrico.

 

 

Fabris – probabilmente insieme mostrai al Freda un motorino di quelli montati sulle lavatrici, motorini che contengono anche i timer. Mi spiego meglio: è un unico blocco che contiene un motorino elettrico ed un timer.

 

 

Ventura – Mostrò mai un affare del genere a Freda?

 

 

Fabris – Può darsi, non posso escluderlo! Erano apparecchi che io portavo sempre con me in borsa. Quindi può darsi che richiesto di notizie per l’ennesima volta su possibilità di differire automaticamente la chiusura di un circuito elettrico, abbia mostrato al Freda un apparecchio del genere.

L’apparecchio di cui ho fatto menzione è quasi il doppio dei timer della Gavotti e sulla testa portano due viti autofilettate con il motorino. L’apparecchio ha tre lati di alluminio ed uno di bachilite, non ricordo se uno o due di bachilite. L’alluminio è del colore della lamiera. Sull’apparecchio vi è pure una manopola di forma rotonda.

 

 

Fabris – Se mostrai un apparecchio del genere al Freda lo mostrai con ogni probabilità prima dell’acquisto dei timer altrimenti non ve ne sarebbe stata ragione. Dopo l’acquisto dei timer Freda aveva risolto il suo problema e non aveva più ragione di chiedermi spiegazioni.

 

Letto confermato e sottoscritto

 

Tullio Fabris   Giovanni Ventura   Il Giudice Istruttore D’Ambrosio