BOBINA N.37

INTERROGATORIO DI VENTURA GIOVANNI CARCERE GIUDIZIARIO DI SAN VITTORE 30/10/1973 – ORE 10,30

 

La strategia di Ventura - 30/10/73

 

 

G.I. – dott. D’Ambrosio - P.M. - dott. Alessandrini

Difesa – avv. Ghidoni – avv. Capraro

Parte Civile avv. Ascari – avv. Gargiulo – Jacobi

 

PARTE TERZA

(continua da Parte Seconda)

 

 

 

G.I. - Ghidoni gliel'ha riferito insomma? Quindi dobbiamo ritenere, a meno che Quaranta fosse pazzo, le ha sentite queste cose da sua sorella, e che le ha riferite all'avv. Ghidoni. E che l’avv. Ghidoni ha interpellato lei, e lei a sua volta ha interpellato la Mariangela. E’ questo il giro?

 

 

Ventura – Grosso modo è questo qua.

 

 

G.I. – E la Mariangela che spiegazione ha dato a lei?

 

 

Ventura – Ha detto che non ha dato nessuna affermazione di questo tipo. Comunque ripeto, siccome qui si fa un discorso molto preciso, si dice…

 

 

P.M. – Cos’è che si dice? Che Massari è andato…?

 

 

G.I. – A Venezia, e poi è tornato a Roma.

 

 

Ventura – C’è questa moglie di questo onorevole, che era in viaggio. Quindi deve aver pernottato da qualche parte, e probabilmente saprà e potrà ricostruire…

 

 

G.I. – Chi è questo onorevole?

 

 

Ventura – La moglie di un onorevole di Belluno.

 

 

P.M. – Di che partito?

 

 

Ventura – DC. Sottosegretario Collegelli. Questa aveva con sé una figlia, una bambina.

 

 

P.M. – Sullo stesso vagone o lo stesso compartimento?

 

 

Ventura – Lo stesso vagone. Credo fosse il rapido. E quindi si può anche vedere a che ora sono questi rapidi.

 

 

G.I. – Quindi, lei l’8 agosto era in viaggio?

 

 

Ventura – Non so esattamente quando sia avvenuto questo viaggio. E’ avvenuto probabilmente con quelle date. Se è la prima decina di agosto, è senz’altro del 9 e non dell’8. Perché il giorno dopo io ero a Roma.

 

 

G.I. – Noi abbiamo queste risultanze: lei è andato dal notaio l’8 agosto; l’8 agosto non risulta che lei abbia dormito a Roma; e fra l’8 e il 9 agosto c’è questo viaggio…

 

 

Ventura – Io certamente l’8 agosto ho dormito a Roma.

 

 

G.I. – Dove?

 

 

Ventura – In albergo.

 

 

G.I. – Non solo abbiamo ricercato le schedine, ma anche negli alberghi che lei frequentava.

 

 

P.M. – O in qualche luogo sentimentale?

 

 

Ventura – Quindi, io sono convinto di avere dormito in albergo. Non mi pare di avere dormito da Massari.

 

 

G.I. – Assolutamente?

 

 

Ventura – Scusi, c’è la mia agenda qui?

 

 

G.I. – No. Allora, in relazione a questo viaggio, Ventura, non vuole spiegare cosa le ha detto sua sorella?

 

 

Ventura – Non ha detto niente a Quaranta. Poi il problema è che io potrei capire che c’è stata una confusione sul fatto che alcuni attentati sono stati fatti da alcuni personaggi di sinistra. Che poi c’entra il Quaranta. Che poi….

 

 

G.I. – Chi sono questi personaggi di sinistra?

 

 

Ventura – Non so.

 

 

G.I. – Se sua sorella lo dice con tale sicurezza, vuol dire che lo sa. Mi pare che anche il Massari, che adesso viene sospettato anche di questi attentati. Lei lo dovrebbe dire.

 

 

Ventura – Ma il Massari non c’entra assolutamente niente in questi discorsi.

 

 

G.I. – Anche nei confronti del Massari si sta comportando abbastanza male.

 

 

Ventura – Siccome tra il Franzin e Quaranta, perché il preludio di questa dichiarazione è nell’atteggiamento che durante il confronto il Franzin ha tenuto nei confronti del Massari dicendo che è l’uomo di cui abbiamo letto sul Giorno dell’altro ieri. E’ stata una anticipazione del Franzin. Questi hanno dell’astio nei confronti del Massari e del Di Marco. O meglio ce l’hanno nei confronti del Di Marco, e per riflesso nei confronti del Massari, che tra l’altro non hanno mai conosciuto. Comunque, questa questione del treno, delle bombe ecc., è una bugia assoluta integrale.

Mia sorella ha detto di non aver parlato del Massari né di queste circostanze. Siccome ci sono tutta una serie di episodi che il Franzin e il Quaranta hanno prodotto autonomamente, questa deve essere una…Siccome c’è anche la menzogna che il rapporto con gli ambienti rumeni sia stata una mia….mentre Quaranta sa perfettamente, e Franzin l’ha visto…

 

 

G.I. – Non è il fatto che si sia potuto costruire. Si ha questo colloquio in cui….

 

 

Ventura – Ma scusi, Quaranta cosa ha riferito a lei quando dice di essere venuto in strada?

 

 

Difesa – (avv. Ghidoni) – Non c’è dubbio che la Mariangela per me faceva delle citazioni personali, che non erano assolutamente fondate. Io ne avrei parlato e cercato di accertarmi. Mi dicono che lui aveva detto di aver messo le bombe sbagliate. Dicono, effettivamente si riferiva alla storia di Torino che fra l’altro lui aveva già deposto al giudice. Ma qui c’è un mucchio di investigatori che….

 

 

G.I. – Si riunisce tutta la famiglia a casa del Franzin-Quaranta, per decidere se Ventura doveva dire tutto o doveva tacere. Nel corso di questa discussione la Mariangela dice “E se poi venissero coinvolte persone di sinistra?”.

Visto che si faceva in casa di persone di sinistra questo discorso, allora, li pare evidente che il discorso è chiaro e che la preoccupazione sia stata quella di vedere cosa c’era in questa affermazione fatta con tanto candore dalla Mariangela. Se la chiama da parte, e la Mariangela gli dà questa versione che le ha immediatamente riferito a lei in questi termini, e che lei non smentisce che in questi termini le è stata riferita.

Quindi, qual è questa costruzione che ha fatto Quaranta? E’ il fatto immediato. Tanto è vero che lui si precipita, le corre dietro, “Guarda Ghidoni, la Mariangela ha detto questo”.

 

 

Difesa – Ed io cosa ne posso sapere se la notizia era fondata o meno?

 

 

G.I. – Va bene. Ma comunque stava lì, e gli dice “Ne sai qualcosa?”. Lei casca dalle nuvole, e dice “Accerterò con la Mariangela”.

 

 

Ventura – E la Mariangela cosa le ha detto?

 

 

Difesa – Questa interpretazione non può essere che si spieghi…

 

 

Ventura – Dice che ha riferito così delle sue supposizioni.

 

 

G.I. – Quindi, supposizioni che la Mariangela fa, siccome la sera dell’8 agosto Ventura è arrivato a casa assieme al Massari, avrebbe potuto mettere le bombe.

Questa è la supposizione. Cioè: la Mariangela ha riferito a Quaranta una sua supposizione derivante dal fatto che il fratello e il Massari erano arrivati quella notte a Castelfranco, dove c’era la donna di Massari.

 

 

Ventura – In quel periodo era a Castelfranco?

 

 

G.I. – Sì.

 

 

Difesa – Se non vado errato, c’è una discussione in casa di Quaranta. Ad un certo momento ci sono due posizioni: una parte dice che il Ventura dica tutto quello che sa; dall’altra parte no. Si attenga di essere semplicemente imputato e di rispondere unicamente in riferimento all’imputazione. A un certo momento c’è, penso, la Mariangela, la quale (io non c’ero e non so niente) a un certo momento dice “E se per combinazione ci fossero uomini della sinistra in mezzo?”.

 

 

G.I. – Allora l’avv. Ghidoni “Ma sei impazzita!”. Però siccome la Mariangela questa affermazione l’ha fatta con molto candore e non l’ha fatta così per dire, Quaranta le si avvicina, e dice “Tipare il momento di scherzare adesso che stiamo vedendo se Ventura deve dire tutto o no”.

Allora con molto candore “Ma io non dico affatto balle”.

Allora la preoccupazione di Quaranta, di sapere nei particolari che cosa sia effettivamente successo quella notte. La Mariangela gli dice “Guarda che le cose sono andate così. Sono partiti da Roma e hanno messo due bombe”.

 

 

Ventura – Massari o io?

 

 

G.I. – Massari e lei.

 

 

Difesa – Non c’era in questa discussione tra Quaranta e la Mariangela.

 

 

G.I. – Esatto. Ma subito dopo Quaranta la raggiunge e dice “Guarda che la Mariangela mi ha detto questo”. E’ vero o non è vero?

Lei dice: “Caspita! Ma allora c’entrano anche con gli attentati del 12 dicembre!”.

 

 

Difesa – Se fosse così!

 

 

G.I. – Questo per dire che quella circostanza è stata riferita in questi termini, avv. Ghidoni.

Dopo di che noi a Roma accertiamo che a correggere le bozze di quel famoso libro, il Fronte Popolare Rivoluzionario, è stato il Massari. Quindi, quel sospetto che lascia la Mariangela, coincia….

 

 

Ventura – Il libretto quando fu stampato era pieno di refusi. Le bozze non erano state neanche viste.

 

 

G.I. – Le andò a ritirare il Massari.

 

 

Ventura – Quando Pan mi dà un libretto e io glielo porto a Freda, Freda fa un finimondo, e dice: “Ma come! Non avete neanche rivisto le bozze!”. Era zeppo di refusi.

 

 

G.I. – Non le ha corrette lei?

 

 

Ventura – Io no. Non le ha corrette nessuno.

 

 

G.I. – Ma guardi che Massari ammette di averle ritirate le bozze.

 

 

Ventura – Le ha ritirate di sua iniziativa e non le ha corrette. Le bozze erano piene di refusi.

 

 

P.M. – Ma questo libro stampato…

 

 

Ventura – Me l’ha dato Pan.

 

 

G.I. – Pan le ha dato una copia del libro? E dov’è?

 

 

Ventura – L’ho data a Freda.

 

 

G.I. – Il contenuto di questo libro?

 

 

Ventura – Gliel’ho detto, scusi.

 

 

G.I. – Lo ripeta.

 

 

Ventura – Nell’estate ’69 Freda mi dà questo dattiloscritto. Credo che sia stato nel luglio all’epoca in cui lo mostro al Sartori e gli faccio questo discorso: “Questo testo è stato elaborato dal gruppo con cui io sono in contatto. Dicono che è un’operazione di seconda linea”. Cioè gli ho spiegato di che cosa si trattava.

 

 

G.I. – Da che cosa lo diceva lei? L’aveva letto?

 

 

Ventura – Ma certamente. Era un testo ideologico che Freda trasfuse di sana pianta nella “Disintegrazione del Sistema”.

 

 

G.I. – In quale parte?

 

 

Ventura – Non lo so io. La Disintegrazione del Sistema non l’ho neanche letta. Comunque parla di una organizzazione vagamente collettivista, di un apparato statale burocratico e centralizzato. C’è una linea essenziale di organizzazione statale di tipo….

 

 

G.I. – Fino a quando non mi dirà di questa seconda linea….

 

 

Ventura – Un collettivismo di gruppo…

 

 

G.I. . Come?

 

 

Ventura – Paranarchico.

 

 

G.I. – Vediamo questo programma.

 

 

Ventura – Ma io non ho neanche letto la Disintegrazione del Sistema. Quindi se lei me la porta, io le indicherò quale mi sembra la parte che c’è. Comunque io, dopo, questo dattiloscritto non l’ho più utilizzato. Ne ho parlato quasi subito a Massari, gli ho detto: “Mi servirebbe trovare una tipografia che pubblichi questa roba, omettendo le prescrizioni delle disposizioni.

 

 

G.I. – E gliel’ha dato a Massari?

 

 

Ventura – No. Il Massari mi dice “Sì…forse è possibile..” Una cosa del genere. Dopo, sono passati due o tre mesi, ne abbiamo parlato qualche altra volta. E in ultimo, quando a Freda non potevo più dire di no, alla fine quando è avvenuto, è avvenuto stampato.

Ma il dattiloscritto non l’ho neanche dato a Massari. L’ho dato direttamente al tipografo. E quindi poi ho visto il testo stampato con tutti questi errori di composizione meccanica. Ho detto: “Ma qui non avete neanche il registratore?”.

Mi pare strano che Massari abbia visto le bozze. Non sapeva neanche cosa era questa roba.

 

 

G.I. – Li va a ritirare: “Sono pronte le bozze? – Le dovete correggere”. Dopo di che Massari va a ritirare le bozze e gliele riporta…

 

 

Ventura – Ma guardi che quel tipografo in quel periodo stampava altri libri della NS. Quindi come fa questo tipografo a ricordare?

 

 

G.I. – Non lo ricorda solo il tipografo. Lo ricorda anche Massari.

 

 

Ventura – Allora, se le bozze le ha corrette….

 

 

G.I. – Non le ha corrette. Perché: “Le ho date a Ventura, e Ventura me le ha riportate corrette. E gliele ho date al tipografo”.

 

 

Ventura – No….

 

 

G.I. – Questo è il punto di contrasto. E Massari dice che le ha corrette lei. E lei dice che non le ha corrette nessuno.

 

 

Ventura – Io dico, esaminando il testo stampato, c’erano tanti e tanti errori, per cui concludo, e poi Massari mi ha confermato che lui le bozze non le aveva corrette, che non erano state corrette le bozze. Questa è la conclusione.

 

 

P.M. – Comunque ne ha ricevuto una copia da Pan?

 

 

Ventura – Certo. Quando è arrivato.

 

 

G.I. – Allora Pan l’ha aperto subito questo libro?

 

 

Ventura – Certo.

 

 

G.I. – E lei l’ha dato a sua volta a Freda?

 

 

Ventura – Perché il libro era suo, mica mio.

 

 

G.I. – Freda non era in diretti rapporti con Pan?

 

 

Ventura – Ma scusi, a un certo momento questo libro che stampavo io e che io indico al Massari di spedire a questo indirizzo, questo fa il mandato per questo qua, e quando arriva questo, io vado a prenderlo. O me lo ha mandato lui. Adesso non ricordo. Comunque, io sono venuto in possesso di questo libro.

 

 

G.I. – Chi gliel’ha portato?

 

 

Ventura – Pan. Erano 10-12 pagine.

 

 

G.I. – Un opuscoletto. E perché sono rimasti sempre da Pan?

 

 

Ventura – Perché nel frattempo erano arrivate le denunce, ecc. Si è bloccato. Siccome a stamparlo ero stato io, temeva… Credo che sia questa la spiegazione. Comunque, io non me ne sono più interessato. Io ho ricordato della storia del libro quando sono andato ad Ascoli Piceno, che Pan mi ha detto “C’è a casa mia questa roba. – dico – Ma non è venuto mai a prendersela Freda? Non l’ha mai utilizzata questa roba?”.

Io non sapevo nemmeno più che c’era questo libretto in circolazione.

 

 

G.I. – E non ne ha dato una copia anche al Massari?

 

 

Ventura – Del libretto?

 

 

G.I. – Sì.

 

 

Ventura – Ma col Massari di questa roba non ne abbiamo mai parlato. Gli ho parlato solo del problema della stampa.

 

 

G.I. – Nemmeno della “Giustizia come timone” ha parlato col Massari?

 

 

Ventura – E’ possibile che ne abbia parlato. Forse gli ho mostrato anche una copia.

 

 

G.I. – Quand’è uscito?

 

 

Ventura – Poco dopo.

 

 

G.I. – A ottobre?

 

 

Ventura – Ottobre-novembre. Quando è stato diffuso e c’erano queste notizie di denunce, ecc.

 

 

G.I. – Non disse al Massari “Questo l’ho fatto io”?

 

 

Ventura – Può essere che gli abbia detto “So chi l’ha fatto. So cosa è questa roba”.

 

 

G.I. – Non disse “Questo l’ha fatto il Partito Comunista d’Italia, marxista-leninista, linea rossa?

 

 

Ventura – Non mi pare.

 

 

G.I. – E in relazione al libretto rosso non ha detto niente?

 

 

Ventura – Ne ho certo parlato. Era sui giornali. Non ricordo di aver detto che era della linea rossa. Anche se io potevo dare certe mie ipotesi.

 

 

G.I. – Cioè, non ne ha parlato negli stessi termini in cui ne parlò a Gallina di questo libretto?

 

 

Ventura – I termini che riferisce Gallina non sono mica esatti.

 

 

G.I. – “Professore, inutile discutere. Queste sono le cose valide”.

 

 

Ventura – Questa è come la storia delle “bombe sbagliate”, di Franzin. Assumere di una battuta, che può esserci stata non può esserci stata…

 

 

G.I. – Lei sta commettendo un sacco di…..

 

 

Ventura – Ma non si preoccupi.

 

 

G.I. – Se noi avessimo dato credito alla sua versione dei fatti, avremmo dovuto emettere un mandato di cattura. E poi si scopre che Stefano Delle Chiaie aveva un alibi valido.

 

 

Ventura – Della faccenda di Stefano Delle Chiaie abbiamo già parlato.

 

 

G.I. – E’ chiaro che lei Stefano Delle Chiaie ce l’ha indicato…

 

 

Ventura – Io le sto dicendo la verità. Se non la vuole sentire me ne vado.

 

 

G.I. – Lei rimane qua. Queste sono le conclusioni a cui si deve necessariamente arrivare. Lei ci ha portato sulla strada sbagliata!

 

 

Ventura – Io me ne vado. Lei continua a fare i suoi discorsi.

 

 

G.I. – Si sieda, Ventura! Lei non se ne può andare. Deve ancora sottoscrivere il verbale. Si sieda, Ventura. Guardi che la faccio prendere e portare qua con la forza! E’ inutile che ci mettiamo a fare il braccio di ferro. Lei ha facoltà di non rispondere alle domande, ma deve stare qui.

 

 

Ventura – Allora lei si astenga di questo, perché ne abbiamo già parlato. Se lei vuole continuare a tenere questo atteggiamento…

 

 

G.I. – Io non sto tenendo nessun atteggiamento. Questi sono fatti gravemente indiziari. Mi pare che su questo non ci possano essere dubbi.

 

 

Ventura – Allora tragga le sue conclusioni.

 

 

G.I. – 19 aprile 1969, a seguito delle bombe lanciate durante le notte nella abitazione dell’on. Restivo….

 

 

Ventura – Vogliamo parlare della faccenda Delle Chiaie? Parliamo della faccenda Delle Chiaie e lasciamo la faccenda del libretto.

A me Freda ha detto che a quella riunione sarebbe arrivato Delle Chiaie. Il giorno successivo o il giorno dopo, mi confermò che a Padova era andato Delle Chiaie, e con Avanguardia Nazionale avevano stretto un rapporto.

 

 

G.I. – A questo punto qua, di fronte a questa sua affermazione, che a quella riunione ha partecipato Stefano Delle Chiaie, ce ne stanno altre: prima quella di Freda, il quale ha detto “E’ falso. Assolutamente falso. Perché io Stefano Delle Chiaie l’ho visto l’ultima volta nel 1965-66; seconda la deposizione di Pozzan, il quale dice “Quella sera non era Stefano Delle Chiaie, ma era Pino Rauti.

Da un lato la sua versione dei fatti e dall’altro la versione di Pozzan e di Freda. A questo punto dobbiamo credere a quella di Pozzan e di Freda, per il semplice fatto che Stefano Delle Chiaie stava a Roma!

 

 

Ventura – Vuol dire che a me non ha voluto dire….

 

 

G.I. – E allora dobbiamo prendere atto per quale ragione, visto che Freda nega di avere detto di Stefano Delle Chiaie, adesso che noi ci rendiamo conto come…

 

 

Ventura – Freda nega tutto. Nega anche di aver detto “Rauti”.

 

 

G.I. – Certo. Ma adesso noi dobbiamo renderci conto perché lei ha fatto il nome di Stefano Delle Chiaie come presente a quella riunione.

 

 

Ventura – Perché me l’ha detto Freda.

 

 

G.I. – Perché se noi non avessimo trovato quel verbale di perquisizione…

 

 

Ventura – Non dice niente. Quel verbale dice soltanto che alle 10 del mattino successivo Stefano Delle Chiaie era a Roma con una donna. Quindi aveva tutto il tempo per venire a Padova, mettersi a letto, farsi un pisolino e ricevere i poliziotti.

 

 

G.I. – Ma quella mattina là lui era sospettato di avere lanciato la bomba a Restivo. E non c’era nessuna remora a dire “No. Io non ero neanche a Roma. Ero a Padova” A parte il fatto che era controllato a vista in quel periodo, e se fosse partito l’avrebbero saputo i poliziotti.

 

 

Ventura – Allora se era controllato a vista non c’era bisogno di fare la perquisizione per vedere se aveva messo la bomba.

 

 

P.M. – Stefano Delle Chiaie ha firmato anche un contratto di assicurazione. Porteremo anche questo contratto e vedremo se stava a Padova o stava a Roma.

 

 

Difesa – Lui dice quel che gli hanno detto.

 

 

P.M. – Siccome c’è tutta questa serie di fatti, la sua versione su Stefano Delle Chiaie, che ha partecipato alla riunione, non regge. Non regge tutta la sua versione difensiva.

 

 

Difesa – Ma lui non ha detto che ha partecipato. Ha ripetuto…

 

 

G.I. – Avvocato, lei un indizio o lo valuti nel suo complesso o non lo valuti proprio. Questo è uno dei tanti indizi, che lui non abbia detto la verità. Poi si aggiunge il fatto del rumeno, il fatto di Giannettini, il fatto di quello che ci ha detto il SID. Per cui quella versione che ha dato Ventura appare chiaramente deviata.

 

 

Ventura – Comunque io la ribadisco, perché è la verità che io conosco. E specificamente ribadisco la storia del rumeno e tutto quanto riguarda Giannettini. Specificamente, perché quelle cose le conosco per scienza diretta.

 

 

G.I. – Quindi è Giannettini che le dà l’autorizzazione?

 

 

Ventura – Ma io non ho rapporti con Giannettini.

 

 

G.I. – Sì. “Vai a mettere le bombe a Roma. Vai a mettere le bombe a Torino”.

 

 

Ventura – Ma lei se le sogna queste cose.

 

 

G.I. – E’ lei che l’ha detto.

 

 

Ventura – No.

 

 

G.I. – “Quando mi proposero…”.

 

 

Ventura – Che preventivamente ne parlavo con loro.

 

 

G.I. – Certamente. Questo sto dicendo io.

 

 

P.M. – Giannettini cosa diceva?

 

 

Ventura – C’è un verbale.

 

 

G.I. – Giannettini è amico di Freda?

 

 

Ventura – No. L’ho detto.

 

 

G.I. – Perlomeno è amico di Pino Romualdi.

 

 

Ventura – Si sono incontrati due volte.

 

 

G.I. – E quando?

 

 

Ventura – Era lei che mi disse che c’erano incontri a non finire.

 

 

G.I. – E cioè quando?

 

 

Ventura – Quando le risulterà con esattezza, io glielo dirò. Comunque è chiaro che non c’è stato un incontro il giorno in cui fu a Padova. E se c’è stato, Giannettini non è andato per incontrare Freda ma per altri motivi.

 

 

G.I. – Per incontrare lei?

 

 

Ventura – No. Io non l’ho visto in quell’occasione. Giannettini in quella occasione tornava da una visita che aveva fatto assieme al generale di Corpo d’Armata, che ha sede a Padova, a Udine e provincia, dove c’era stata la manovra dell’esercito.

 

 

G.I. – E si incontrò anche con lei?

 

 

Ventura – No. In quella occasione non l’ho visto.

 

 

G.I. – L’ha saputo adesso da Giannettini?

 

 

Ventura – Gliel’ho detto subito questo. Era andato a Padova, c’era un pernottamento a Padova.

 

 

G.I. – E la seconda occasione quale sarebbe?

 

 

Ventura – La seconda occasione, che io sappia, quando incontrai Freda a Roma gli dissi “La traduzione è da Giannettini. Mettiti in contatto”. In quella occasione l’ho incontrato, perché poi Giannettini me lo ha detto.

Siccome lei mi dice che l’ha visto una volta a Padova, e so io che l’ha visto una volta a Roma, per me l’ha visto due volte soltanto.

 

 

G.I. – Va bene. Domani abbiamo questo confronto con Massari per vedere queste sfumature. E poi avremo il confronto con Freda. Così vedremo di chiarire anche questo confronto con Stefano Delle Chiaie.

 

 

Ventura – Certamente. Mi mandi un orecchio.

 

 

G.I. – Altre domande da fare?

 

 

Ventura – Lei ha avuto la mia lettera?

 

 

Difesa – L’hanno censurata.

 

 

G.I. – Il libretto, Pan, glielo avrebbe dato appena ricevuti i pacchi?

 

 

Ventura – Ma come faccio io a sapere se me l’ha dato 10-15 giorni dopo. E’ presumibile che siccome me l’ha dato, me l’ha dato appena ricevuti. Perché io avevo bisogno di una copia da dare a Freda per dire “Eccolo qua” E’ stampato. Cava le 175 dal conto che abbiamo in sospeso. Il libretto è da questo tuo giannizzero. Fanne quello che vuoi”.

A questo punto….

 

 

P.M. – Perché non darlo a Freda?

 

 

Ventura – E’ stato Freda a decidere di spedirlo a Pan non io. Io glielo avrei spedito anche a Padova, dove lui voleva. Credo, perché aveva avuto la perquisizione. Perché la spedizione è avvenuta dopo gli attentati. Siccome temeva di essere…

Comunque, io ripeto, dopo questo fatto di questo libretto, io non ho saputo nulla. Al punto che quando Pan mi dice ad Ascoli Piceno “Ho ancora là le due scatole, i due pacchi di libretti – io dico – Ma non te li ha più richiesti? Non è venuto più a prenderli? Non li hai più dati a Freda? – e dice – No. Sono là”.

 

 

P.M. – Ma lei come mai non se n’è trattenuto uno di questi libretti?

 

 

Ventura – Io l’avevo visto materialmente questo libretto.

 

 

P.M. – Visto che controllava Freda e riferiva a Giannettini…?

 

 

Ventura – Non l’ho trattenuto. Comunque non ha nessuna importanza. L’ha visto Sartori, l’ha visto Massari… Che senso ha che io tenessi il libretto? Sapevo cosa diceva.

 

 

P.M. – Ma la domanda è un’altra…

 

 

Ventura – Non ho trattenuto una copia del libretto.

 

 

G.I. – Lei doveva riferire sull’operato di Freda. Lei dice che l’ha visto Massari…

 

 

Ventura – Ma siete solo voi che date importanza a questo libretto.

 

 

G.I. – E’ lei che fa la spia nel gruppo di Freda, mica io. Quindi la domanda che le fa il PM è pertinente. Quindi la domanda che le ha fatto il PM: “Come mai lei che controlla Freda per conto di Giannettini, non ha dato nemmeno una copia a Giannettini?”.

 

 

P.M. – Ventura, le ricordo anche quello che dice Orlando Giuseppina e Pan. Cioè che i pacchi non sono stati aperti. Lei si è voluto assicurare…

 

 

Ventura – Scusi, ma che cosa vuole che sappia Orlando Giuseppina se i pacchi sono stati aperti? Un collo: basta aprire l’adesivo, scollare l’adesivo, tirare poi una copia (che poi una copia erano dodici pagine) e mettere sopra un altro adesivo.

Quindi, cosa vuole che sappia Orlando Giuseppina se era stata prelevata o no una copia?

 

 

P.M. – Hanno ricevuto i pacchi completamente chiusi.

 

 

Ventura – L’ha ricevuto Pan i pacchi. Dopo mesi. Quindi, l’Orlando Giuseppina non sa se Pan ha aperto o no i pacchi. Siccome Pan è l’uomo che apre e non apre…..Ha aperto.

 

 

G.I. – Perché non l’ha data a Giannettini?

 

 

Ventura – Perché ero in possesso di una copia dattiloscritta. Non mi serviva il testo stampato.

 

 

P.M. – L’ha dato a Giannettini?

 

 

Ventura – Non l’ho dato a Giannettini. Ma certamente l’ho mostrato. Ma io non ho dato alcuna importanza.

 

 

P.M. – E poi, come mai non era importante, quando portava la stessa sigla del Fronte Popolare Rivoluzionario?

 

 

Ventura – Senta, io non me ne sono tenuta in casa nemmeno una copia, perché lei sa benissimo che il 17-18-19….

 

 

Difesa – C’era la perquisizione.

 

 

Ventura – Comunque, io non ho dato nessun rilievo. Quanto voi leggete questo testo…è d’un tale squallore ideologico.

 

 

G.I. – Quando ce lo fa rivedere.

 

 

Ventura – Ma io non ho nessuna copia. Gli ho detto dove è stato trasfuso. D’altra parte, se Orlando Giuseppina avesse eseguito le mie indicazioni e non avesse distrutto il ……io certamente in questo momento ne avrei una copia.

 

 

P.M. – Eseguito che cosa?

 

 

Ventura – Di consegnarmi i due pacchi.

 

 

G.I. – Quattro pacchi.

 

 

Ventura – Io so della presenza di due pacchi.

 

 

G.I. – Quattro pacchi.

 

 

Ventura – Allora, quattro pacchi, che a me risultavano due.

 

 

P.M. – Da Orlando Giuseppina lei si è assicurato che li avesse distrutti tutti, visto che non glieli aveva dati, e le ha chiesto se li avesse distrutti tutti, e le ha fatto ripetere il contenuto del libretto.

 

 

Ventura – Del momento in cui Orlando Giuseppina mi ha detto “I pacchi non ci sono più – dico – Dove sono finiti? – Li ho inceneriti nella caldia”. L’accordo era perché lei me li consegnava.

 

 

G.I. – Perché a lei e non a Freda?

 

 

Ventura – Perché c’ero in mezzo io per la stampa di questo libretto. E Pan era già stato interrogato, perquisito, ecc. Quindi, io dovevo togliere dalla circolazione questo libretto. Dico: “Lei li dà a me così sono sicuro..”.

 

 

P.M. – Pan è stato perquisito il giorno dopo.

 

 

Ventura – Infatti era una corsa col tempo, di arrivare prima.

 

 

P.C. – (Parte Civile) – Allora, a questo punto, si rende ancora più efficace la domanda del PM “Perché lei che afferma (ha affermato) che controllava il gruppo Freda non ha tenuto una copia di questo e non l’ha passata a Giannettini?”.

 

 

Ventura – Li aveva inceneriti. Poi io a questo libro non davo nessuna importanza.

 

 

P.C. – Allora nei praticamente non riteneva di dover passare a Giannettini?

 

 

Ventura – Se lei mi lascia parlare, scusi. Rispondo alla domanda “Non gli ho dato importanza”. Il testo era quello che noi abbiamo detto e che potremo identificare se mi date una copia di questo libretto. C’è una parte in cui c’è una schematica elencazione di una struttura….

 

 

P.M. – Allora, se non gli dava importanza, perché li ha distrutti?

 

 

Ventura – Quando ho avuto il testo l’ho mostrato a Sartori. Il testo mi restò in tasca per alcuni mesi, perché a me non interessava questa roba. E Freda continuava a sollecitarmi. Ne ho parlato a Massari e gli ho chiesto se era in grado di stampare qualcosa, senza dirgli cosa. Il testo non gliel’ho neanche consegnato.

Quindi, il fatto che io non abbia tenuto una copia, quando avevo tenuto in tasca questo dattiloscritto per mesi e quindi tutte le persone a cui io volevo mostrarlo l’avevano evidentemente visto….

Poi nel momento in cui questo testo viene stampato, arriva dal Pan, ecc., c’era questa faccenda della denuncia. Quindi io verosimilmente non ho trattenuto nessuna copia presso di me, perché….

 

 

G.I. – Non la doveva trattenere presso di sé. La doveva dare a Giannettini! E’ questo che dice il P.M.

 

 

P.M. – Allora la preoccupazione di togliere questi libri a Pan da che cosa derivava?

 

 

Ventura – Ma su questa questione, come sull’episodio del libretto rosso, con Giannettini non si parlò quasi mai. Erano cose che a me sembravano assolutamente irrilevanti.

 

 

G.I. – Allora la domanda gliela faccio in maniera diversa. Se questo testo effettivamente rispecchia la Disintegrazione del Sistema, pubblicato nel luglio del ’70 e quindi diffuso e venduto in vetrina, che scopo c’era di tutta questa preoccupazione per farlo distruggere?

 

 

Ventura – La necessità di distruggerlo riguardava il fatto che l’avevo stampato io, e che quindi la responsabilità…

 

 

P.M. – Va bene. Continui.

 

 

Ventura – Che era stampato nel modo che sappiamo, che erano in corso accertamenti su Pan e perquisizioni su Pan.

Quindi, io non ho detto di distruggere il testo. Io ho detto di consegnarlo. Perché il mio proposito, come potrà accertarlo il personaggio che ha seguito questa vicenda, era di portarlo a Mestre, dove parte di questa roba sarebbe andata al macero e io quindi in quella occasione avrei trattenuto alcune copie.

 

 

P.M. – Chi è che parlò con Panzironi per la confezione, per la veste grafica, lei o Massari?

 

 

Ventura – Freda mi disse soltanto che doveva avere la copertina rossa, che doveva essere in ottavo, corpo 8-12. Cioè mi dette alcune indicazioni sommarie, e basta. Questo io riferii al Panzironi.

 

 

P.M. – E’ stato lei?

 

 

Ventura – Sì, sì. Nel dattiloscritto c’erano già queste indicazioni a cui il Panzironi si è attenuto. Poi non ho più verificato.

 

 

G.I. – Chi è questo personaggio di Mestre che saprebbe tutta la vicenda?

 

 

Ventura – Del fatto che io volevo prelevare questi, che non volevo che li distruggessero?

 

 

G.I. – Sì.

 

 

Ventura – E’ quel Rizzo che ha seguito la vettura.

 

 

P.C. - Quindi alla domanda ha risposto praticament. Esplicitamente questa informazione non la ritenne importante tanto da passarla a Giannettini. Potrebbe essere questa la risposta.

 

 

Ventura – Guardi che io non ho escluso di avere mostrato il testo. Le ripeto, per me la cosa era irrilevante e lo è tuttora. E non capisco perché si continua a dare importanza a questa roba.

Quindi, l’unica utilità, nel momento in cui le indagini si erano dirette nei confronti di Pan, era che non gli trovassero in casa questa roba. Perché io in quel momento dicevo che di queste armi non ne sapevo niente. Quindi se trovavano in casa questa roba, Nuclei Popolari Rivoluzionari, il collegamento era istantaneo. Quindi c’era l’utilità che non mi trovassero in casa questa roba. Ed io non chiesi che venisse distrutta, chiesi che mi fosse consegnata.

 

 

G.I. – E tutta questa urgenza che davate al tipografo “Deve essere fatto immediatamente, ecc.”.

 

 

Ventura – L’urgenza, per il fatto che era stata ritardata da mesi. Freda continuava a sollecitarmi, ecc.

 

 

P.M. – Il tipografo ha ricevuto un assegno postdatato da pochi giorni. Lo abbiamo controllato. Quindi, adesso io posso presumere….

 

 

Ventura – Le sto ripetendo che con Freda avevo procrastinato questa faccenda da mesi. Se si farà un confronto, queste cose le dovrà dire quest’uomo. Che Freda, questo me lo dette in luglio e si andò in dicembre. Perché io rinviavo per mia negligenza.

 

 

P.M. – Quando aveva ricevuto quella copia da Pan, aveva già visto il libretto rosso?

 

 

Ventura – Sì.

 

 

P.M. – E quando aveva ricevuto questa copia del secondo libretto da Pan, aveva veduto il libretto rosso?

 

 

G.I. – Comunque, a prescindere dalle domande che vorrà ancora rivolgerle il PM, avrà intenzione di dichiarare qualcos’altro? Di farci il nome di quella persona che abitava vicino a Restivo?

 

 

Ventura – Mi riservo di indicarle il proseguo.

 

 

G.I. – Lei prima accennava a Guido Paglia su tutta questa storia. Ha altre cose da dirci su Guido Paglia?

 

 

Ventura – Niente di rilievo. Comunque se ci sarà questo confronto con Freda…

 

 

G.I. – Dopodomani.

 

 

Ventura – E’ opportuno ed efficace farlo immediatamente all’epoca.

 

 

G.I. – Adesso è ancora più opportuno ed efficace perché qua disponiamo di altri riscontri obiettivi.

 

 

Ventura – Speriamo che lei non le dia, non armi Freda di questo presunto riscontro obiettivo prima di fare il confronto.

 

 

G.I. – Il confronto sarà fatto dopodomani.

 

 

Ventura – Siccome lei usa armare i testimoni….Comunque io vorrei ribadire ancora su questi due punti la mia posizione.

 

 

G.I. – Quali?

 

 

Ventura – Relativi al rumeno. Lei ha accertato se nella registrazione del confronto con Franzin risulta l’ammissione relativa al canale rumeno? Franzi ha ammesso durante il confronto che io avevo proposto a Quaranta e a lui…

Anzi questa cosa me la ricordo. Non so se sia stata poi trasferita. Quindi questo Franzin dovrà dire perché si ricorda che abbiamo parlato di un canale rumeno, mentre Quaranta dice che non ne abbiamo parlato. E mentre io dico e sostengo che lo proposi a loro, e se ne parlò ripetutamente.

Quindi, Quaranta mente su questo punto, sapendo di mentire. Se lei vuole una denuncia. A questo punto lei dice che vuole una denuncia, io lo denuncio se è necessario. Perché su questo punto mente. Su questo punto escludo che mia sorella abbia detto queste cose su Massari. Ma dato il risentimento di mio fratello Angelo, di mia sorella, del Franzin e del Quaranta nei confronti del Massari, che io non ho mai capito, non mi sorprende….

 

 

G.I. – Che c’entra suo fratello con Massari?

 

 

Ventura – Non c’entra assolutamente niente. Ma non riesco a capire perché questi ce l’abbianoa morte con Massari.

 

 

G.I. – E perché sua sorella ce l’ha con Massari?

 

 

Ventura – Non riesco a capire. Probabilmente per questione di quattrini mio fratello e mia sorella; Franzin e Quaranta per altri motivi.

 

 

G.I. – Chi ha dato i quattrini a Massari?

 

 

Ventura – No, no. Per la questione della NS. Per questioni di denaro.

 

 

G.I. – Non ha fatto dei prestiti a Massari?

 

 

Ventura – Erano sue competenze.

 

 

G.I. – Suoi personali, prestato soldi?

 

 

Ventura – Erano anticipazioni sugli stipendi della NS. Lui aveva uno stipendio. Siccome era uno stipendio di una certa entità concordato con i soci.

 

 

G.I. – Quanto?

 

 

Ventura – Non ricordo. C’è nella contabilità della NS.

 

 

G.I. – Quindi non ha mai prestato soldi al Massari? Quelli che gli ha dato erano solo cose che gli spettavano?

 

 

Ventura – Forse due o tre cambiali. Ma non…

 

 

G.I. – Erano assegni di 500.000 lire. Prestiti di 500.000 lire non ne ha mai fatti al Massari?

 

 

Ventura – Forse avrò dato anche 5 milioni al Massari. Ma un prestito di 500.000 lire no.

 

 

G.I. – Poi il Massari lascia cambiali a lei da restituire mensilmente in piccole cifre?

 

 

Ventura – Ma non mezzo milione. Forse qualcosa del genere c’è stata, ma meno.

 

 

G.I. – Molto meno?

 

 

Ventura – Mi pare di sì. Ci sono le tratte.

 

 

G.I. – Quali tratte?

 

 

Ventura – Mi ha dato delle cambiali…

 

 

G.I. – Vaglia cambiari.

 

 

Ventura – Quindi, se ho avuto delle cambiali, le ho scontate.

 

 

G.I. – Quindi, se Massari ha avuto un prestito, avrà certamente rilasciato delle tratte o cambiali che lei ha scontato in banca…

 

 

Ventura – E che Massari a scadenza ha pagato.

 

 

P.M. – In ogni caso, mai per la cifra di mezzo milione?

 

 

Ventura – Mi pare di no.

 

 

G.I. – Massari non ha mai chiesto un prestito per una qualsiasi esigenza?

 

 

Ventura – Sì. Più volte mi ha chiesto anticipazioni. Ma erano denari regolati immediatamente in questa maniera. Ma non per cifre di questa entità.

 

 

G.I. – Comunque poi le cambiali che ha rilasciate le ha pagate puntualmente alla scadenza?

 

 

Ventura – Mi pare di sì.

 

 

G.I. – Ma non ricorda una ragione specifica di questi prestiti?

 

 

Ventura – Io ricordo che effettivamente ci può essere stato un prestito di una certa entità, non di mezzo milione. Certamente meno. Credo, il fatto che era nata la bambina. Mi pare di ricordare che ha dovuto sostenere delle spese.

 

 

G.I. – Ma non era di mezzo milione.

 

 

Ventura – Mi pare di no. Quindi, hanno preso nota di questi due…? Cioè Quaranta mente, sapendo di mentire, quando dice che i rumeni….

 

 

P.M. – Diche che glielo avrebbe detto sua sorella.

 

 

G.I. – E che poi sua sorella avrebbe detto…

 

 

Ventura – Due anni fa era un’invenzione. Nel ’69 era una invenzione.

 

 

G.I. – Ma era un’invenzione, dato che lei svolgesse del servizio informativo per conto dei rumeni nel gruppo Freda. Questa è l’invenzione.

 

 

Ventura – Ma nel momento in cui Quaranta dice che è tutta un’invenzione la storia dei rumeni…

 

 

G.I. – E’ un’invenzione fatta, forse, apposta per far piacere o deviare il G.I., che lei avesse un ruolo di agente informativo nel gruppo Freda per conto del servizio rumeno.

 

 

Ventura – Ma nei rapporti informativi….

 

 

G.I. – Nei rapporti informativi non si parla mai di Freda. Non c’è una sola affermazione su Freda, né su un presunto gruppo padovano.

 

 

Ventura – Ma ci sono i nomi e gli indirizzi…

 

 

G.I. – Certo. Degli altri ci sono.

 

 

Ventura – Ma quando mai in un rapporto informativo che deve circolare in un ambito ristretto ci sono indicazioni di quel tipo.

 

 

G.I. – Certo. Perché le altre indicazioni sono state date, nei riguardi del gruppo marxista-leninista, le pubblicazioni che fanno e tutte le altre cose…

 

 

Ventura – Anche la destra è stata elencata.

 

 

G.I. – Quindi, a un certo punto, come mai la destra, questo gruppo di Freda, non esiste?

Non c’è una sola scheda di quel servizio con il nome di Freda dentro. Mentre ci sono schede con il nome di Sartori, con il nome di Loredan. Quindi è chiaro che se ci sono queste indicazioni solo su elementi della sinistra, che cosa vuol dire? Che lei non era un infiltrato per un gruppo di sinistra, ma era uno di destra infiltrato in un gruppo di sinistra. Quindi le notizie che arrivavano al servizio sono….

 

 

Ventura – Già questa è una bugia. Io non mi sono mai infiltrato. Mi hanno sempre chiamato tutti.

 

 

G.I. – Chi?

 

 

Ventura – I compagni mi hanno sempre chiamato. Non sono mai andato io in cerca di loro.

 

 

G.I. – Ma le informazioni su Loredan, chi l’ha informato?

 

 

Ventura – Prendiamo le situazioni specifiche. Quali informazioni su uomini di sinistra con cui io ero in contatto sono state passate e sono state trasfuse nei rapporti?

 

 

G.I. – Sartori e Loredan.

 

 

Ventura – Cosa si è detto su questi due?

 

 

G.I. – Quello che lei evidentemente sapeva. Anche pettegolezzi su Loredan.

 

 

Ventura – Cose da niente. E su Quaranta e Franzin?

 

 

G.I. – Niente.

 

 

Ventura – Su Massari, Di Marco?

 

 

G.I. – Niente. Questo non depone bene, il fatto che non ci fossero informazioni su Massari. Perché Massari è di sinistra. E che Massari secondo quel che dice sua sorella, sarebbe uno dei complici di questa operazione.

 

 

Ventura – No. Secondo quel che Quaranta fa dire a mia sorella.

 

 

P.M. – Secondo quel che ha detto sua sorella. Mi pare che l’avvocato Ghidoni….

 

 

Ventura – Comunque quella era una menzogna.

 

 

P.M. – Una menzogna di sua sorella.

 

 

Ventura – Comunque, lei dice che Massari è uno di destra?

 

 

P.M. – No. io non dico niente.

 

 

Ventura – Sartori l’ha fatto scrivere quasi.

 

 

P.M. – E’ un’agenzia di stampa che ce l’ha detto.

 

 

Ventura – L’agenzia di stampa in 24 ore non va a reperire un procedimento penale che è a Palermo. E quella notizia poteva essere passata solo da chi svolgeva le indagini.

 

 

G.I. – Mai saputo che c’era un procedimento penale a Palermo. Evidentemente le ricerche sono state fatte quando è stato arrestato per la prima volta Massari.

 

 

Ventura – Sappiamo benissimo come funzionano queste cose.

 

 

G.I. – Comunque ha detto all’inizio che non ce lo vuol dire, ce lo dirà poi chi era il suo amico vicino all’abitazione di restivo

 

 

Ventura – Mi riservo di dirlo. Comunque il discorso si riferisce a dicembre e non ad aprile.

 

 

P.C. – Se lei ha da dire qualcosa, me la dica per favore. Perché lei ha detto che Giannettini….

 

 

Difesa – Io ho fatto riferimento, che il sapere chi ha messo, o questa affermazione: “Può darsi che sia stato un giornalista riferirlo”.

 

 

G.I. – Ha detto che Giannettini era un giornalista.

 

 

Ventura – Non me l’ha riferito Giannettini. Giannettini mi ha riferito un’altra cosa riguardo la riunione avvenuta il 13, quella notte, e che Quaranta ha intercettato non si sa come. Perché ha detto che era una notizia che era stata pubblicata sui giornali. Notizia, ha detto, che lui ha ripreso e trasferito nel libro.

 

 

G.I. – Comunque la riserva sua non si riferisce a quell’attentato del 18?

 

 

Ventura – Non ne sapevo niente.

 

 

G.I. – Io lo sto interrogando come imputato di tutti gli attentati che gli sono stati contestati, escluso quello del 19 aprile che per circostanze marginali, che ha detto di averlo saputo ecc.

Vuol dire che terremo conto anche di questo atteggiamento processuale.

 

 

Ventura – Lei sta parlando dell’aprile ed io del dicembre. Io di aprile non so niente.

 

 

G.I. – Allora mi dica chiaramente “Guardi che la riserva non l’ho formulata in relazione al 18”.

 

 

Ventura – Mi sembra chiaro. L’ho già detto.

 

 

Difesa – Quindi c’è un altro attentato contro Restivo che si riferisce all’11 dicembre?

 

 

G.I. – Lo dice lui. Io non ne so niente. Lo dice lui che si riferisce all’11 dicembre.

 

 

P.M. – Lorenzon dice che Ventura gli avrebbe riferito che la Polizia a Roma era in allarme dall’11 dicembre, perché erano state messe due bombe sotto il tavolo di Restivo. Ventura avrebbe corretto “Non sotto il tavolo, ma sotto casa – dice – Io lho saputo da una persona che abita 20-30 metri da casa di Restivo”.

 

 

Ventura – Cento metri.

 

 

P.M. – A parte i particolari, stavamo chiedendo a Ventura quale era questo attentato. Perché mentre quello dell’11 dicembre….

 

 

Ventura – Degli attentati non so niente. Io ho avuto una notizia dopo gli attentati del 12 in cui quella persona mi avrebbe detto che per quello che gli risultava, e che aveva visto, probabilmente, passare due gazzelle della polizia sotto casa. Che la polizia era in allarme perché c’erano stati gli attentati a Restivo.

 

 

G.I. – Questa persona sarebbe Massari?

 

 

Ventura – Sulla questione delle bomba sotto il tavolo, sotto casa di Restivo, abbiamo già detto che ci riserviamo di dire chi me l’ha riferito.

 

 

G.I. – Altre domande?

 

 

P.C. – Veramente non vorrei essere insistente. Però io vorrei ritornare possibilmente alla parte dell’interrogatorio in cui ha parlato della riunione del 18 aprile. Perché vorrei che fosse chiaramente contestato al Ventura che, quando ha detto che partecipava Delle Chiaie. Non mi pare che il senso sia stato che partecipava Delle Chiaie.

 

 

G.I. – Lo sapeva perfettamente. La convocazione era perché c’era Stefano Delle Chiaie che doveva venire a Padova.

 

 

P.C. – Dopo poi c’è la conferma da parte di Freda.

 

 

G.I. – Sì. Tanto è vero che lui…

 

 

P.C. – Una sua conoscenza?

 

 

G.I. – Sì. Tanto è vero che per la ragione che arrivava Stefano Delle Chiaie, lui non volendo avere a che fare con Junio di Avanguardia Nazionale, non ci è andato.

 

 

P.C. – Allora vorrei ricollegarmi alla prima contestazione che lei ha fatto, questa sua risposta: siccome lei ha dato come sua conoscenza diretta il fatto che dovesse esserci Delle Chiaie.

 

 

Ventura – Quale conoscenza diretta?

 

 

P.C. – Che ci dovesse essere Delle Chaie.

 

 

Ventura – Io ho detto che Freda mi aveva detto…..Se per ipotesi non è andato Stefano Delle Chiaie, c’era un uomo che era lì con Stefano Delle Chiaie in quella riunione, Stefano Delle Chiaie o Guido Paglia…

 

 

G.I. – Ora ci sarà un terzo nome, poi un quarto, un quinto, all’infinito.

 

 

Ventura – Ma io non ho detto che c’era Guido Paglia. Ho detto Stefano Delle Chiaie, o Adriano Tilgher, o Guido Paglia, o un altro strettissimo collaboratore di Delle Chiaie.

 

 

P.M. – A parte il fatto che Giannettini, Stefano Delle Chiaie appartengono allo stesso movimento, la sua asserzione che non voleva avere a che fare con junio di Avanguardia.

 

 

Ventura – Esattamente. Io mi rendo perfettamente conto di questo. Il problema è che io ho saputo, leggendo Paese Sera, che Giannettini faceva parte di Avanguardia Nazionale. Dieci giorni fa.

Giannettini non fa parte di Avanguardia Nazionale.

 

 

G.I. – Spiava.

 

 

P.M. – Quanto meno per essere qualificato anche lui di Avanguardia Nazionale anche a livello, diciamo, spionistico, c’era bisogno…

 

 

Ventura – Credo di sapere abbastanza bene come vengono fatti questi rapporti di polizia. Il fatto che ad un bollettino di Avanguardia Nazionale fosse consigliata la lettura dell’Italiano, direttore responsabile Guido Giannettini, è sufficiente perché si assuma…..Poi, finchè non mi sarà detto perché Giannettini faceva parte di Avanguardia Nazionale e non mi saranno dimostrate prove attendibili, io non…Siccome questo l’ho saputo leggendo i giornali.

 

 

P.M. – Il rapporto….

 

 

Ventura – Quale rapporto?

 

 

P.M. – Il rapporto del gennaio ’72.

 

 

Difesa – Se io non ero a Roma alla stampa e non mi avessero detto “Hanno prodotto quel rapporto”, noi non sapevamo che la polizia aveva detto che Guido Giannettini faceva parte di Avanguardia Nazionale. Come Paese Sera il giorno dopo pubblica il rapporto.

 

 

Ventura – Comunque, l’omissione su Guido Paglia, che per voi è un bicchiere di acqua leggera, mi sembra che sia di una madornale gravità. Per cui questo rapporto….

 

 

P.M. – Noi parliamo del rapporto del gennaio ’72. Anzi, siccome questi sono rapporti…

 

 

Difesa – Nel processo di Roma però…

 

 

Ventura – Evidentemente è interessante trovare le indicazioni degli elementi che fanno concludere che Giannettini faceva parte di….Questo è interessante trovare.

 

 

P.C. – Guido Paglia non è morto per caso. Per un semplice caso è morta la persona che era accanto a lui.

 

 

P.M. – Anche Romualdi ha avuto un incidente.

 

 

Ventura – A Giannettini state attribuendo un ruolo…

 

 

G.I. – Lei ha attribuito un ruolo importante a Giannettini. Noi l’abbiamo degradato. L’importanza l’ha data lei. E’ lei che lo fa diventare agente del SID.

 

 

P.M. – Nelle grandi manovre della NATO.

 

 

Ventura – Giannettini le mostrerà questa roba.

 

 

G.I. – Quando?

 

 

Ventura – Non si preoccupi. Sono stati dati al SID questi rapporti. E non solo questi.

 

 

G.I. – Li ha mandati con raccomandata e ricevuta di ritorno.

 

 

Ventura – Ci sono cose più vincolanti di una ricevuta e una raccomandata.

 

 

G.I. – Comunque, tiratelo fuori. Che aspettate a tiralo fuori?

 

 

Difesa – Comunque quei rapporti erano chiaramente impressionanti. Si stabiliva la scissione socialista, si stabiliva il Governo di centrodestra. Si stabiliva tutto. Gravissimo questo.

 

 

P.M. – In uno si prevedevano anche gli attentati.

 

 

G.I. – Siccome aspettiamo di ottenere queste delucidazioni da Ventura, Ventura invece mi pare che si limiti a dire di Giannettini, Stefano Delle Chiaie, tutte persone che non ci sono….

 

 

Ventura – Ma qualunque cosa dica, qualunque cosa aggiunga per dimostrare quel che sto dicendo, sono dati che si fondano su situazioni e su premesse che in questo momento sfuggono. Quindi io non aggiungo niente perché nel momento in cui queste premesse sfuggono, lei mi dice….Quindi è inutile che io aggiunga. Lei la sa la lunga storia su Giannettini e il SID. Quindi finchè non c’è l’uomo qui, la lunga storia non ha senso. Quando lei è venuto a dirmi “Giannettini non c’è più. Se n’è scappato”. Io gliel’ho detto subito.

 

 

P.M. – Giannettini stava a casa sua fino a un mese prima che noi arrivassimo. Quindi non se la può prendere con noi. Comunque, una cosa utile, delle bombe a Restivo, la dica adesso.

 

 

G.I. – Non ci dica che poi è scappato per colpa nostra.

 

 

Ventura – Le assicuro che questa persona non scappa. Comunque le dirò il nome di questa persona non appena lo riterrò opportuno.

 

 

G.I. – insomma, Ventura, io le vorrei ripetere per l’ultima volta, se lei ha ancora qualcosa da dire, la dica prima e non dopo. Se no poi ci troveremo sempre a fare la stessa storia. Non ci venga a dire fra un mese “Avete ragione. Non era Stefano Delle Chiaie”.

 

 

Ventura – Io ho detto quel che sapevo.

 

 

G.I. – Lei non ci ha detto quel che sapeva, Ventura.

 

 

Ventura – Lei sta attribuendo a me dei rapporti con Freda, che io non avevo assolutamente.

 

 

G.I. – A questo punto la situazione di Freda è meno pesante della sua.

 

 

Ventura – Questo l’ho letto sui giornali. Fa parte della grottesca metamorfosi.

 

 

G.I. – E’ lei che ogni volta è sui posti degli attentati. E’ a Roma, a Torino, a Milano….

 

 

P.M. – Sui treni.

 

 

G.I. – E’ lei adesso che come ultima cosa avrebbe dato una falsa indicazione ai giudici, una falsa pista da seguire: quella di Stefano Delle Chiaie. Ventura, mi pare che non sia esagerato dire che sia lei che si trova…

 

 

Ventura – Ma io mi rendo conto perfettamente. Nel momento in cui Giannettini era di Avanguardia Nazionale, Delle Chiaie era a Roma, e invece non c’è…

 

 

P.M. – Facciamo per ipotesi che Giannettini sia stato di Avanguardia Nazionale…

 

 

Ventura – E’ una ipotesi assurda che lei fa. E’ un gioco. Voi vi dovete far mettere per iscritto che il SID non conosceva Giannettini, non aveva avuto rapporti con Giannettini. Dovete far mettere per iscritto queste cose. Cose che non farà mai.

 

 

G.I. – Diamo per scontato che Giannettini era un informatore del SID…

 

 

Ventura – Lei lo deve dare per scontato. E quando veniva qui a dirle che non era vero, sapeva che stava mentendo in quel momento.

 

 

G.I. – Non era vero che cosa?

 

 

Ventura – Che Giannettini era un informatore del SID.

 

 

G.I. – Io non lo so neanche adesso.

 

 

Ventura – Lo sa perfettamente. Glielo sono venuti a dire. Le dirò il giorno e l’ora in cui sono venuti da lei.

 

 

G.I. – Diamo per scontato che sia un informatore…

 

 

P.M. – E che non sia un esponente di Avanguardia Nazionale….

 

 

Ventura – Questo secondo elemento è per assurdo.

 

 

P.M. – Quindi praticamente l’incarico non poteva essere quello di spirare la destra. Si dà il caso che voi dopo quella riunione del 18 aprile…

 

 

Ventura – Voi, chi?

 

 

P.M. – Lei e Loredan. Siete andati a trovare questo signor Sartori, portandogli i documenti di Giannettini. Cioè, mi sembra si ribalti completamente la posizione: non è che da sinistra si spiasse a destra, ma che da destra si spasse a sinistra.

 

 

Ventura – E lo spiato chi sarebbe, Sartori?

 

 

P.M. – Mentre lo spiato, probabilmente ingravitato. Se Massari ha fatto portare le bozze di questo programma…

 

 

Ventura – Che bozze?

 

 

P.M. – Le va a ritirare lui.

 

 

Ventura – Ma se non è stato mai corretto. Questo libretto era zeppo di errori.

 

 

P.M. – Era corretto male.

 

 

Ventura – Ma quando mai! Il peggiore correttore di bozze ne gira dentro 3 o 4, ma non 10-15 per pagina.

 

 

P.M. – Il Massari, uomo di sinistra, va con lei a portare il dattiloscritto in questa…

 

 

Ventura – Ma non sapeva neanche cosa portava. Non sono state rispettate le norme di stampa.

 

 

P.M. – E perché non devono essere rispettate? Si trattava di un opuscolo clandestino?

 

 

Ventura – Certamente. Ma io questo l’avevo detto al Massari. Ma Massari non sapeva niente….

 

 

P.M. – Noi abbiamo documentato che Giannettini era di Avanguardia Nazionale, che Stefano Delle Chiaie….

 

 

Ventura – Documentati da un poliziotto.

 

 

P.M. – Lei ci ha detto del servizio segreto rumeno, e noi alla polizia ci dobbiamo rivolgere. Di Giannettini non si sapeva chi fosse….

 

 

Ventura – Si sapeva chi era Giannettini. C’è un verbale di Lorenzon. Figuriamoci se non si sapeva chi era. Ma sono questi dati che a me non risultano. Giannettini membro di Avanguardia Nazionale, dico, a me non risulta. E’ certamente una bugia. La storia del libretto di Massari….

 

 

G.I. – E Giannettini era scritto su Ordine Nuovo o no?

 

 

Ventura – Su che cosa?

 

 

G.I. – Sulla rivista.

 

 

Ventura – Questo non significa niente.

 

 

G.I. – Sapeva che aveva partecipato a quel famoso convegno?

 

 

Ventura – Certamente.

 

 

G.I. – E sapeva che era in contatto con uomini della destra?

 

 

Ventura – E non in proprio aveva partecipato a quei convegni. Lei pensa che potranno smentire Giannettini?

 

 

G.I. – Perché aveva partecipato a quel convegno, per conto del SID o per conto del Ministero della Difesa?

 

 

Ventura – Certamente per conto del Ministero della Difesa. Andava a questi convegni, a queste manovre, ecc. Aveva rapporti con lo Stato Maggiore. Questa è la situazione. Che cosa devo dirle io?

 

 

G.I. – E aveva rapporti anche con il rumeno per conto…?

 

 

Ventura – Con gollisti rumeni.

 

 

G.I. – Dalle stesse cose che dice lei, avrebbe informato, avrebbe svolto un ruolo nel SID completamente diverso da quello che lei aveva indicato in questo interrogatorio, cioè per conto del SID forniva informazioni sui gollisti e sui rumeni.

 

 

Ventura – Lo avrei detto?

 

 

G.I. – Da quello che dice lei, che aveva contatti con i rumeni e con i gollisti. Siccome lei ci ha sempre detto che era molto legato allo Stato Maggiore della Difesa, quindi a questo punto qua dobbiamo ritenere che Giannettini era sì un informatore del SID, ma per fornire notizie sul servizio gollista e su questo servizio rumeno. E quindi i contatti li prendeva per conto del SID.

 

 

P.M. – Oppure il contrario. Riferiva ai gollisti e ai rumeni sul SID.

 

 

Ventura – Queste cose a me sono diverse. Io posso dire soltanto il tipo di rapporto che ho avuto con questo rumeno. Anzi ve l’ho già detto. Io non posso dirvi quali erano…. Perché Giannettini non aveva mica rapporti solo con questi. Giannettini aveva rapporti anche con altri.

 

 

G.I. – Di questi attentati che dovevano essere compiuti, erano a conoscenza il servizio rumeno, la sinistra gollista, il SID, gli albanesi, i cinesi. Tutti erano a conoscenza. Però lei poi, a un certo punto, smette di dare queste informazioni. Per cui sul 12 dicembre nessuno di questi servizi sa niente. Perché lei sul 12 dicembre non ha riferito niente al SID, niente a Giannettini, niente all’ambasciata rumena….

 

 

Ventura – Come faccio a riferire se non sapevo.

 

 

P.M. – Noi ci dobbiamo attenere a quello che abbiamo qua. I dati sono quelli che le abbiamo contestato…

 

 

G.I. – Noi siamo a sua disposizione entro i termini che sono previsti.

 

 

Ventura – Io credo che Giannettini proverà a difendersi di fronte a questa dichiarazione del Provenza sul….

 

 

G.I. – Anche altre dichiarazioni. La dichiarazione del SID, che dicono: “Giannettini a noi non ci ha mai fornito notizie di questo genere che dice Ventura. Perché non ci sono mai pervenute notizie di questo genere. Anche se non possiamo dirvi chi sono i nostri informatori, perché Giannettini potrebbe anche, ipotesi, operare in un altro settore. Però quello che possiamo dirvi con assoluta certezza, è che Giannettini, o chiunque altro nostro informatore, ci abbia fornito le notizie che Ventura dice di aver detto a Giannettini perché le riferisse a noi”.

Questo è il punto. Quindi, anche se dovesse saltar fuori la prova documentale che Giannettini è del SID…

 

 

Ventura – Buona parte di queste notizie, cioè tutto quanto riguardava la situazione sommariamente relativa alla riunione di Padova, c’era già un rapporto. E il SID ha ricevuto quel rapporto.

E’ grottesco che venga a dire a lei che non ha ricevuto il rapporto.

 

 

G.I. – Quale? Della riunione di Padova non c’è niente nel rapporto.

 

 

Ventura – Questo rapporto, mi parlava un momento fa, che prevedeva gli attentati. Quindi a un certo momento se il SID riceve un rapporto, non chiama l’informatore e lo sente su quella materia?

Ma a chi viene a raccontare quella roba! E’ lei che la bene!

Scusi, Giannettini fa il rapporto informativo per passarlo a Ventura?

 

 

P.M. – No. Al contrario.

 

 

Ventura – Questo rapporto informativo il SID non l’ha avuto. E nel momento in cui legge, c’è questa situazione politica con queste previsioni, e in ultimo sono previsti attentati di bande autonome, di bande neofasciste, a un certo momento non chiama l’informatore, e dice “Ma tu da chi le hai avute queste notizie?”.

Il SID non fa questa operazione? Risponda alla mia domanda.

 

 

G.I. – Non le posso rispondere. Non lo so. Io voglio sapere da lei…Quindi Giannettini “Mi hanno chiamato ed io ho dovuto dire che tu lavoravi per conto mio”. La conclusione è questa?

 

 

Ventura – E’ possibile che Giannettini l’abbia detto.

 

 

G.I. – Questa è una domanda precisa che le faccio.

 

 

Ventura – Il SID ha detto a lei che di me non sa niente….E questo lo sa perfettamente.

 

 

G.I. – Non abbiamo mai chiesto di lei. Neanche prima. Abbiamo sempre chiesto di Giannettini, non di lei.

 

[ fine dell’interrogatorio]