MATERIALI PER L’ORIENTAMENTO STORICO RELATIVI ALLA REGIONE VENETIA ET HISTRIA A PARTIRE DAGLI ANNI 360 d.C. FINO ALLA FINE FORMALE (476 d.C.) DELL’IMPERO ROMANO D’OCCIDENTE.

 

 

440: Il pericolo vandalo fa tremare Valentiniano III mentre Aezio è impegnato nel continente ...

 

 

 

 

In Africa il re vandalo Geiserico arma una fIotta di navi da guerra e occupa con un colpo di mano, nonostante una decisa resistenza (assedio di Palermo), parte della Sicilia.

 

 

In Italia Valentiniano III, il 3 marzo, indirizza al popolo una legge che concede nuova­mente il permesso di commerciare ai ven­ditori ambulanti (greci) allo scopo di otte­nere un vettovagliamento adeguato alla gra­vità della situazione. Roma si prepara ad un assedio.

 

- II 20 marzo Valentiniano III promulga una legge politicamente molto significativa: la Novella VI (de tironibus et de occultatoribus desertorum) mira a colpire la diserzione dal servizio militare e la tendenza a rifugiarsi sot­to la protezione dei ricchi possessori dei la­tifondi. II richiamo dell’imperatore si colle­ga allo sforzo intrapreso dagli ambienti ro­mano-tradizionalisti, estremamente preoc­cupati per la preminenza delle truppe di estrazione germanico-barbarica all’interno dell’esercito, nel ricostituire i contingenti romano-italici. È evidente il tentativo di or­ganizzare un contrappeso all’esercito di Ae­zio.

 

- II 24 giugno Valentiniano compie un altro im­portante atto politico: promulga la nuova legge, la Novella IX, rivolta al popolo roma­no. Con questo provvedimento Valentiniano autorizza l’armamento delle popolazioni ur­bane in previsione di eventuali attacchi da parte dei Vandali di Genserico. A Roma e nel continente è di nuovo il panico. Aezio vie­ne avvertito ma ha ancora problemi in Gal­lia e Valentiniano, nella legge del 24 giugno, sembra aprire una sottile polemica con il suo magister militum. In ogni caso è Sigi­svulto a dover occuparsi della difesa d'Italia, aiutato in questo dall'imperatore orientale Teodosio. Ma la minaccia svanisce, i Van­dali non riescono a superare lo stretto e a passare in Calabria e Genserico decide di ri­tornarsene in Africa.

 

- Con legge del 29 settembre le tasse (dovu­te dai possidenti terrieri) in Sicilia, dopo la breve ma distruttiva invasione di Genserico, vengono ridotte ad un settimo dell’ammontare precedente. Cade anche l'obbligo di consegnare reclute per l'esercito (vedi lanota supra sulla Novella VI del 20 marzo).

 

 

- In Spagna continua la campagna contro gli Svevi. Censorio, visto il risultato della politica di Valentiniano, cerca di rientrare nei ter­ritori controllati dai romani ma viene asse­diato a Martilo ed è poi costretto alla resa.

- In Italia il prefetto del pretorio è Petronio Massimo.

- In Gallia il prefetto è Eparchio Avito.

 

 

 

 

 

 

441

Genserico non ha la forza di dare il colpo finale a Roma e Aezio in Gallia deve puntare sui foedus ...

È guerra aperta tra l’impero e gli Unni che conquistano Viminacium e Margo.

 

 

In Sicilia arriva una flotta orientale che sbar­ca contingenti di truppe comandate da ben cinque generali. Tutto sembra preludere ad una spedizione contro l’Africa vandala, ma poi non se ne fa nulla perché sia Roma che Costantinopoli privilegiano l’azione diplo­matica.

 

 

Occorre tener conto che, in questa fase del­lo scontro nel Mediterraneo, Aezio è ancora impegnato in Gallia. Per il generale romano è essenziale risolvere il grave contrasto con i Visigoti: ne deriva necessariamente che la questione vandala, per Aezio, è secondaria. Per Aezio Genserico non ha forze sufficien­ti per una invasione vera e duratura dell’in­tero territorio italico, mentre l’esercito del­le Gallie è esausto per la lunga guerra e im­pegnarlo in uno spostamento sul continen­te al generale romano appare un azzardo molto pericoloso.

 

 

In Spagna muore il re degli Svevi Ermerico. Gli succede il figlio Rechila. L’offensiva con­tro i Romani prosegue con la conquista di Si­viglia, di parte della Carthaginiensis e della Betica. Ma i Romani ora hanno un nuovo magister militum Hispaniarum, Asturio, che riorganizza le forze, visto il momento favo­revole (fine della guerra vandalica e calma temporanea nelle Gallie). È probabile che dietro la sostituzione di Andevoto con Astu­rio, uomo di Aezio, ci sia lo scontro politico causato dal fallimento della politica estera di Valentiniano. Fin da subito Asturio evita lo scontro diretto con gli Svevi ma si impegna nel contenere e reprimere il fenomeno dei ri­belli Bagaudae nella Tarraconensis.

 

- In Italia il prefetto del pretorio è Petronio Massimo. Nel corso dell’anno il patrizio vie­ne rimosso dalla carica e diventa una figura politica secondaria (vedere l’anno 455).

 

 

 

 

 

 

442

L’impero d’Oriente avverte il pericolo unno e ritira in gran fretta il corpo di spedizione anti­vandalo dalla Sicilia ...

Durante i primi mesi dell’anno non vi sono operazioni militari nell’area balcanico-da­nubiana. Una tregua di fatto è in vigore con gli Unni per quanto riguarda l’impero d’O­riente. Ma scoppiano disordini nell’esercito di Teodosio: un ufficiale superiore goto, Ar­negisclo, uccide in Tracia il magister mili­tum, Giovanni il vandalo.

 

 

Teodosio II conferma, dopo questa crisi in­terna, la sua fiducia negli alti gradi di origi­ne barbarica dell’esercito nominando magister militum utriusque militiae l’alano Aspar, con i Goti Aerobindo e Arnegisclo.

 

La guerra con gli Unni riprende poco dopo. Singidunum, Naisso e Sirmium cadono nelle loro mani. Aspar cerca di opporsi alla loro travolgente avanzata ma viene sconfitto e co­stretto alla ritirata. La Tracia viene invasa. Fi­lippopoli e Arcadiopoli vengono conquista­te. Gli Unni puntano su Costantinopoli. Teo­dosio ordina allora il ritiro immediato delle truppe orientali dalla Sicilia e il rientro in pa­tria.

 

 

 

In Africa Genserico, il re vandalo, ha dei pro­blemi interni e deve dedicarsi a respingere una congiura della nobiltà. Il suo regno ri­schia seriamente di finire nell’anarchia. For­se anche questo fatto favorisce la stipula­zione di un trattato di pace con l’impero d’Occidente. Il fidanzamento politico tra il fi­glio del re vandalo, Unerico, e la figlia anco­ra bambina di Valentiniano III, viene assun­to a garanzia delle due parti. L’imparenta­mento con la famiglia dei Teodosidi ha co­munque un prezzo: la rottura dell’alleanza tra i Vandali e i Visigoti.

 

 

Al re goto Teodorico viene perciò restituita la figlia, mutilata in modo orrendo (proba­bilmente implicata nella rivolta della nobiltà vandala). Ai Vandali viene assegnata la Pro­consularis, la Byzacena e la Tripolitania, men­tre vengono restituite le provincie di Mau­retania e Numidia all’impero d’Occidente. Genserico viene riconosciuto principe so­vrano, non più legato al foedus. Dalle città africane della Byzacena e della Proconsularis emigrano in massa i romani delle classi alte.

 

 

Genserico però resta impegnato con Roma per la fornitura di quantitativi di frumento. La pace con i Vandali è un successo del ma­gister militum romano, e anche di Genserico che si dimostra fedele ai patti conclusi (ri­fiuterà l’alleanza con Attila, vedi anno 450). Con questo accordo Aezio riesce infatti ad assicurarsi la tranquillità-sul fronte sud al­meno fino al 455.

 

- In Spagna Asturio continua nella politica ae­ziana di evitare lo scontro diretto con gli Svevi di Rechila.

- In Italia il prefetto è Anicio Acilio Glabrione Fausto, ma viene sostituito già nel settembre da Paterio.

 

 

 

 

 

443

La situazione in Occidente è quasi sotto controllo anche se permangono focolai di rivolta dei Bagaudae ...

Gli abitanti di Asemus (Aseno), cittadina do­tata di possenti mura, situata alla confluen­za dell’odierna Osma con il Danubio, quindici chilometri ad est di Vid, dopo aver compiu­to una sortita dalla loro città assediata rie­scono a sconfiggere una grossa banda di Unni e recuperano il bottino e i prigionieri. Gli Unni accusano il colpo.

 

 

Anatolio per l’impero d’Oriente firma un trat­tato di pace con gli Unni. In occidente il governo costringe tutti coloro che hanno ricevuto sgravi fiscali a versare una parte dei guadagni passati, allo scopo di poter recuperare la somma da pagare ad At­tila.

 

Aezio fa stanziare i resti dei Burgundi, scam­pati alla terribile campagna del 436 nel ter­ritorio della Sapaudia (Savoia), anche se le classi romane dei possessores esprimono tutta la loro opposizione.

 

- Il figlio di Aezio, Gaudenzio, viene fidanzato con la figlia di Valentiniano III, Placidia.

- In Spagna Asturio viene sostituito come ma­gister militum da Merobaude, fedele aeziano. Merobaude ottiene la vittoria piena nella lotta contro i ribelli Bagaudae (battaglia di Araceli). Gli Svevi iniziano a ritirarsi dalla Carthaginiensis e dalla Betica.

- Nell’Africa vandala Genserico fa uccidere il cattolicissimo Sebastiano, già magister mili­tum (vedi anno 433), ora esule e tenace ne­mico di Aezio. Il fuggiasco, espulso da Co­stantinopoli nel 435 aveva tentato di inserirsi nel regno dei Visigoti di Teodorico I ma ne era stato respinto.

- In Italia il prefetto Paterio viene sostituito nel mese di maggio da Quadraziano. Verso la fi­ne dell’anno costui viene sostituito da Ceci­na Decio Albinazio Albino.

- Il prefetto urbano è Storacio.

 

 

 

 

 

 

444

In Occidente continua il braccio di ferro tra le due correnti di potere negli alti gradi militari ...

In occidente l’amministrazione finanziaria versa in gravissime difficoltà, tali da impor­re a Valentiniano la promulgazione, l’11 set­tembre, di una legge che inventa una nuova tassa permanente: il siliquaticum, un venti­quattresimo su tutte le vendite. Ma il coro di proteste contro la tassazione del governo im­periale si fa talmente grande che l’ammini­strazione deve fare un rapido dietro front: viene strappato l’esonero dal pagamento di tutte le somme rimaste in sospeso. Però il ta­glio alle riduzioni viene confermato.

 

 

In Spagna Merobaude riceve l’ordine di Va­lentiniano di rientrare in Italia. Merobaude deve ubbidire e, rientrato, nonostante sia un fedele ufficiale di Aezio (ma forse proprio per questo), viene destituito. Ciò è dovuto pro­babilmente alle invidie e ai maneggi della corte di Ravenna. Il nuovo magister militum Hispaniarum è ora Vito, uomo della corren­te romano-tradizionalista.

 

- In Gallia il vescovo di Areiate Ilario desti­tuisce quello di Besancon, Celidonio. Il papa, Leone I, convoca Ilario a Roma.

- Prefetto per le Gallie è Marcello.

- In Italia il prefetto è Cecina Decio Albinazio Albino.

- Il prefetto urbano è Storacio.